Un menu del tutto particolare e la Ribolla gialla di Oslavia sono stati protagonisti di due eventi organizzati dall'Associazione Il Lombardino onlus, in collaborazione con il Consorzio Cuochi di Lombardia, con l'Associazione Produttori Ribolla di Oslavia e con il network Italia a Tavola.

L'Osteria della Buona Condotta ha ospitato una cena futurista aperta al pubblico accompagnata dai vini dell'Associazione produttori Ribolla di Oslavia e i vini di Maremma de La Maliosa di Enrico Bachechi, accuratamente selezionati dall'esperto di vini Maurizio Brera.

Ciò che poteva essere e ciò che è stato: la cena futurista all'Osteria della Buona Condotta è stata un'esperienza vera. Non perché le vecchie ricette fossero  sublimi (erano in ogni caso interessanti e piacevoli), ma perché Matteo Scibilia e Nicoletta Rossi sono riusciti nell'impresa di rendere più che gradevoli delle "formule" altrimenti potenzialmente disastrose. E la stragrande maggioranza dei convitati, capito il gioco, ha gradito.

Gli accostamenti più che arditi tra ingredienti (ananas, sardine, tonno e noci; salame cotto, mela e crema di alici; risotto, vongole e vaniglia) potrebbero uccidere il palato, ma la sapienza dei cuochi quella sera li ha resi soddisfacenti.

Ci sono stati anche due veri trionfi: il dolce di datteri e ricotta (eccellente) e gli abbinamenti con gli straordinari (in senso letterale: fuori dall'ordinario) vini dei produttori di Oslavia, ora intelligentemente riuniti in associazione; e con i vini biologici della maremmana azienda La Maliosa.

Le diverse versioni della Ribolla gialla di Oslavia (Fiegl, Dario Princic e Radikon) hanno affascinato i commensali proprio per la capacità dei produttori di ricercare qualcosa di nuovo che potrebbe essere anche antico: in alcuni casi, il vino dei nonni. Tutti quanti (ristoratori e produttori di vino) da tenere d'occhio.

Ai vini è poi stato interamente dedicato il giorno successivo, 5 maggio, alla Tavernetta Da Elio a Milano. Qui operatori e giornalisti hanno partecipato a una degustazione incentrata sui vini "del futuro": sei diversi produttori di Oslavia (Fiegl, Dario Princic, La Castellada, Il Carpino, Primosic, Radikon) e due vini biologici di una fattoria della Maremma. Oslavia è un piccolo paese vicinissimo a Gorizia, interessante da visitare e segnato dalla storia.

Ancora più interessante perché questi sei produttori hanno deciso, qualche tempo fa, di riunirsi in un'Associazione che ha come tema fondamentale il vino simbolo di questa zona: la Ribolla Gialla. Ed è anche un segnale di grande speranza per il mondo del vino italiano il fatto che a presentare i vini ci fossero tre giovani che non raggiungono i novant'anni sommando le età: precisi, competenti, appassionati. Sono i figli di questi grandi produttori, rappresentano con tutta probabilità il futuro dei grandi vini nel nostro Paese.

Di grande qualità anche gli accompagnamenti offerti con i vini: la fantastica ribollita del padrone di casa, Marco Niccoli (ribolla & ribollita: sembrava un calembour e invece è un'altra prospettiva), e gli eccellenti salumi del Salumificio Thogan Porri (Coppa, Pancetta e Salame di Varzi Dop).

Ecco i riferimenti dei produttori dei vini di Oslavia:


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