Carlo Petrini. Foto: Julia-Sandra VirstaTra meno di un mese (dal 21 al 25 ottobre) Torino sarà la capitale mondiale del cibo buono, pulito e giusto, dacché si terranno in voluta concomitanza le due manifestazioni biennali Salone internazionale del gusto e TerraMadre. Carlo ("Carlin") Petrini (nella foto), fondatore e presidente del movimento Slow Food, grande affabulatore del nostro tempo, illustra le novità salienti di TerraMadre di quest'anno e le compendia, essenzialmente, nel fatto che i contadini provenienti da tutto il mondo si presenteranno alla platea dei visitatori e degli addetti ai lavori (ma quando si tratta di cibo siamo tutti 'addetti ai lavori”, semplicemente perché viviamo in quanto ci cibiamo) esprimendosi adoperando la propria lingua madre.

Difatti, argutamente osserva un Carlin Petrini in splendida forma, la biodiversità comincia proprio dal lasciare inalterate le possibilità di esprimersi nella lingua della propria terra e al riguardo cita episodi vissuti. Ovvero, allorquando si chiede a un coltivatore oppure a un pescatore di indicare il nome degli attrezzi di loro uso quotidiano, costoro adoperano addirittura l'espressione dialettale. è vero!

Progetto che vuole essere utopico affinché si realizzi - e siamo in pieno ossimoro 'by Petrini” - è quello che individua la realizzazione di mille orti in Africa. Orti che nascano con le sementi indigene e non con quelle imposte dalle multinazionali. Il programma delle due manifestazioni è come al solito dovizioso e ben articolato, tale da non lasciare momenti di noia, diciamo così, alle centinai di migliaia di visitatori attesi.

Ed è proprio l'hospitality un altro fiore all'occhiello di Carlin Petrini. Dove alloggeranno i contadini provenienti dai cinque continenti? Semplice. Alloggeranno presso le case dei contadini piemontesi, ben lieti di vedere nascere o rinnovarsi e rinsaldarsi amicizie con persone diverse provenienti da così lontano. è il principio della fraternità che, aggiunge Petrini, ha pari dignità con le altre due parole d'ordine che hanno posto inizio ai cosiddetti tempi moderni: libertà e uguaglianza.

Appuntamento, dunque, a Torino dal prossimo 21 ottobre.


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