Nel nome di Vittorio Cerea la ristorazione alla ribalta a Bergamo
I ristoratori della città, d'intesa con la Confesercenti, puntano a fare del capoluogo orobico un polo di eccellenza dell'enogastronomia di qualità in Lombardia. Dal 19 al 24 maggio degustazioni e un concorso per gli allievi delle scuole alberghiere.
Bergamo punta a diventare la capitale lombarda della ristorazione di qualità. A questo ambizioso obiettivo lavorano per ora alcuni dei più qualificati ristoratori del territorio (su iniziativa del due stelle Michelin Da Vittorio) in collaborazione con la locale Confesercenti. Prima tappa di un progetto di medio termine sarà l'ormai imminente 'Ristorerò”, il concorso per le scuole alberghiere intitolato a Vittorio Cerea e a cui sono abbinate degustazioni con importanti cuochi italiani e una promozione del territorio. (vedi programma)
Da molti anni la Confesercenti di Bergamo, come ha ricordato il direttore Giacomo Salvi, segue con attenzione il mondo della ristorazione dando un contributo determinante per la realizzazione di manifestazioni che richiamano attorno alla tavola molti consensi ed unanimi apprezzamenti. «Da un po´ di tempo in qua tuttavia l´obiettivo si è fatto ancora più ambizioso - dice Salvi - allargandosi ad una visione globale del sistema turistico del nostro territorio, tanto prodigo e vincente in altri settori, quanto poco vocato nel suo complesso alla valorizzazione delle risorse legate al mondo dell'accoglienza. In quest´ottica non abbiamo esitato un attimo a farci promotori di questa manifestazione dedicata alla memoria di Vittorio Cerea, l´uomo che più di ogni altro ha dato lustro alla ristorazione bergamasca diventandone l´emblema. Per moltissimi anni il suo locale nel cuore della città su viale Papa Giovanni, ed ora alla Cantalupa di Brusaporto dove nel suo nome e con il suo spirito continua ad operare la famiglia, è stato il catalizzatore di una clientela internazionale che insieme all´eccellenza della cucina ha portato con se il ricordo di un´esperienza vissuta tra la gente di Bergamo».
In questa strategia si inseriscono quindi queste quattro giornate all'insegna della cucina d'autore giovane, fresca, innovativa, proiettata nel futuro ma sviluppata sulle solide basi della tradizione. Vittorio Cerea, il più rappresentativo ristoratore che Bergamo abbia mai avuto, l'avrebbe immaginata e voluta così, senza tanti fronzoli ma concreta e motivata, poco 'parlata” e molto pratica. E così l'ha pensata e realizzata la Confesercenti di Bergamo insieme alla famiglia Cerea (la moglie Bruna con i figli Enrico, Francesco, Barbara, Roberto e Rossella - nella foto -, tutti uniti nel lavoro nel nome di Vittorio, il 'bocia” che nel 1966 aprì il suo primo ristorante) che alla Cantalupa di Brusaporto (Bg) gestisce oggi uno dei migliori indirizzi del panorama gastronomico italiano (e non solo).
«Da tempo avremmo voluto organizzare una manifestazione in onore della memoria di nostro padre - dice Chicco Cerea - ed ora che finalmente il nostro desiderio si è realizzato ne siamo veramente orgogliosi. A noi, nati e cresciuti nel centro della città, Bergamo ha dato moltissimo. Ma anche nostro padre Vittorio, con la sua tenacia, la sua voglia di fare, il suo carisma, crediamo abbia lasciato un segno a Bergamo e nei bergamaschi. Poterlo celebrare con questo progetto ci sembra sia il modo migliore per ricordarlo. Ci auguriamo che diventi un appuntamento fisso nel panorama annuale delle iniziative e che, nel tempo, coinvolga altri importanti colleghi bergamaschi, trasformandosi in un vero e proprio festival della ristorazione».
Con queste motivazioni è quindi nato un concorso che vuole ricordare quella palestra di lavoro e di vita che è sempre stato il ristorante 'Da Vittorio”, dove è cresciuto un folto gruppo di giovani che hanno fatto carriera sia ai fornelli che in sala, riuscendo spesso a realizzarsi anche come veri e propri imprenditori della ristorazione. E se è vero che la pratica quotidiana del lavoro vissuta a diretto contatto con i professionisti del settore è fondamentale per apprendere il mestiere in tutte le sue sfaccettare, è altrettanto vero che oggi - e lo sarà sempre più in futuro - è nella scuola che vanno costruite le basi di una moderna e consapevole visione della professione.
Non più un ripiego o una scorciatoia, ma una scelta orgogliosamente rivendicata, senza distinzione gerarchiche tra cucina e servizio che, come Vittorio Cerea insegnava, devono viaggiare a pari dignità, in sintonia e coerenza. Per questioni organizzative quest'anno il concorso ha privilegiato la cucina ma per le prossime edizioni è già stato previsto di mettere sotto i riflettori il servizio di sala insieme alla sommellerie, altro tassello importante nella costruzione della 'filiera” della ristorazione d'eccellenza.
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