MILANO - I tagli ai soldi previsti per l'Expo sono arrivati a raffreddare la calda atmosfera milanese. Il denaro, che verrà giustamente destinato alla ricostruzione in Abruzzo, avrebbe dovuto coprire anche la nuova linea della metropolitana M6 e il prolungamento della Statale Varesina fino a Rho, opere bloccate ora fino a data da definire. Dopo i capricci di Lucio Stanca sul bonus e sulla sede dell'Expo e il declassamento di fatto di Malpensa (che Alitalia ha sostituito a tutti gli effetti come hub a favore di Fiumicino), a Milano arriva quindi un'altra tegola in testa in vista dell'Expo. Più che esplicito in proposito il viceministro viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli: «Parte dei fondi destinati al programma infrastrutturale approvato dal Cipe del 6 dicembre 2008 è stata dirottata per la ricostruzione del post terremoto. La situazione - ha spiegato Castelli - è cambiata completamente. Il Governo ha già stanziato fondi significativi e ha pescato i fondi da dove è possibile. E anche il ministero delle Infrastrutture ha fatto la sua parte. In grandissima armonia e senza nessuno screzio. Ci siamo messi intorno a un tavolo per capire quali opere di Expo posticipare, non tagliare. Non abbiamo però preso nessuna decisione definitiva. è un compito che toccherà al Tavolo Lombardia del 25 maggio».

Metro 5 Il tutto con alcuni paletti già fissati e che lasciano ben pochi margini di scelta agli amministratori locali. Non sarà ad esempio sacrificata la Rho-Gallarate o il metrò che porta a Expo, ma la linea 6 del metrò, quella che deve sorgere dallo sdoppiamento della linea 1 che si biforca a Pagano, si. Un'operazione che avrebbe permesso alla linea 'rossa” - non più biforcata a Pagano - una maggiore frequenza di convogli in direzione del sito di Expo a Pero Rho. Altra opera da sacrificare al momento è il prolungamento del secondo tratto della statale Varesina in direzione del sito Expo.

Una posizione che vede ovviamente contrari gli enti locali, partire dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano.

Ma l'Expo non rischia di veder saltare solo le opere viarie. C'è anche la questione della sede della società di gestione. L'ipotesi è quella di lasciare all'Expo 1.100 metri quadrati di Palazzo Reale per gli uffici dell'amministratore delegato Lucio Stanca, la dirigenza e gli uffici estero. Per il resto il Comune di Milano sta cercando un edificio funzionale, moderno con una caratteristica basilare: che non costi niente perché dismesso da qualche partecipata dal Comune.
Ma il caso Expo, come detto, si intreccia strettamente a quello di Malpensa, sul qaule si registra la rivolta di governatori e sindaci del nord. «Si è consumato l'ultimo atto di un vero e proprio imbroglio» sbotta la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso. «L'esito - sostiene la Bresso - era già scritto, fin dall'inizio, come molti hanno sempre detto. Molti, ma non l'allora opposizione di destra che sulla battaglia per Malpensa costruì, poco più di un anno fa, gran parte della campagna elettorale che l'ha portata al Governo. Ora - conclude la presidente del Piemonte - la Cai ha scelto di abbandonare quell'hub: l'esatto contrario di quanto sbandierato dalla destra, al di là di ogni considerazione sul futuro dell'aeroporto».

 Il leader dello schieramento di centro destra della Lombardia, Roberto Formigoni, governatore a Milano, torna invece sulla questione del monopolio che ha finora garantito Alitalia, chiedendo che il 50% dei voli sulla tratta Milano-Roma vengano messi ora a disposizione di un'altra compagnia. «La posizione di Colaninno non è una grande novità, così come che l'Alitalia abbia deciso di puntare su Fiumicino. Lo sapevamo già. Però l'annuncio ufficiale di ieri costringe, come dire, a gettare la maschera e non voglio trovare un termine molto duro. Non siamo soliti piangerci addosso - spiega il governatore - però vuol dire che Alitalia riconosce ufficialmente di essere una compagnia a servizio di metà del Paese. Quella da Roma in giù o quella comunque intorno a Roma».
Per questo, avverte Formigoni, «intorno a Milano e alla Lombardia ci dobbiamo arrangiare noi. Lo faremo, ma Alitalia si tolga dalla testa di poter continuare ad esercitare il monopolio. Se loro utilizzano i proventi della Milano-Roma come li utilizzano, per costruire poi le rotte internazionali da Fiumicino, noi chiederemo che il 50% della Milano-Roma sia messo a disposizione di un'altra azienda di voli, che indicheremo noi e che utilizzerà i proventi per garantire rotte internazionali e intercontinentali da Linate e da Malpensa». Il riferimento è a Lufthansa che, nel frattempo, mostra soddisfazione per il lancio della compagnia Lufthansa Italia, basata proprio su Malpensa. «Abbiamo il progetto di far partire voli intercontinentali da Malpensa, ovviamente se tutto ciò avrà un concreto senso economico, ovvero un numero sufficiente di passeggeri» ha detto la portavoce di Lufthansa Italia, Amelie Lorenz, intervistata dal quotidiano online Affaritaliani.it dopo il declassamento dello scalo varesino da parte di Alitalia. «Per il momento un piano concreto non c'è ancora - ha detto - ma la volontà esiste. Abbiamo iniziato un mese e mezzo fa con le destinazioni europee e le tre in Italia, quindi prima dobbiamo verificare il ritorno economico di quest'operazione». Per questo non è ancora possibile fissare una data precisa per l'ampliamento dell'offerta.

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