Si è chiuso con un convegno il terzo e ultimo appuntamento nel Sannio della rassegna Le Terre del Gusto. Dopo Castelvenere e Morcone, l'attenzione dell'iniziativa proposta dall'Ente provinciale del turismo di Avellino, Benevento e Caserta per aumentare la notorietà dei borghi simbolo dell'enogastronomica, ha fatto tappa a Torrecuso (Bn), paese famoso per l'Aglianico di qualità. E, proprio su questo vitigno, in particolare del suo passaggio dalla Doc alla Docg, si è discusso il 27 aprile, nell'incontro allestito nella piazza principale. Dopo i saluti di Erasmo Cutillo (vice sindaco di Torrecuso), Giuseppe Ciarlo (presidente della pro loco) e Luigi D'Anna (presidente dell'Ept di Benevento), il convegno ha visto l'intervento di Nicola Matarazzo (esperto in comunicazione enogastronomica), Libero Rillo (vice presidente Consorzio di Tutela Vini Samnium), Pasquale Clemente (direttore de La Gazzetta di Caserta), Gaetano Pascale (presidente di Slow Food Campania) e Luciano Pignataro (giornalista e scrittore).

 Nicola Matarazzo ha posto l'accento su «un'enologia molto legata al territorio, poiché solo in tal modo è possibile maturare le condizioni per il passaggio alla docg, da considerare come traguardo dal quale i produttori sappiano costruire capacità di relazione, strategie idonee e soluzioni per sviluppare un mercato più competitivo».
Libero Rillo, invece, ha ribadito l'importanza del Consorzio di tutela vini Samnium e spiegato che «il passaggio alla Docg è un aspetto che riguarda l'intera provincia e, per questo, non va visto come una preclusione verso altri produttori, ma come opportunità per l'intero territorio sannita».
Pasquale Clemente si è soffermato sul valore di un'operazione che ha spiegato «oltre a richiedere un maggiore impegno da parte dei viticoltori ed una maggiore attenzione degli enti istituzionali, di certo darà un'immagine di eccellenza e di grande stimolo come è avvenuto in altre regioni italiane».
Gaetano Pascale, invece, nell'evidenziare il momento non certo brillante per la vitivinicoltura, si è chiesto «se il passaggio alla Docg può risollevare le sorti del settore» e ha rilevato «l'importanza del lavoro preliminare da svolgere, che passa anche attraverso la mappa della zonazione regionale» e che «sono i viticoltori che determinano un successo non i marchi».
Luciano Pignataro, infine, ha affermato che «i tempi sono maturi per questo salto di qualità, soprattutto perché i vini sono buoni e competitivi e da tempo si distinguono». «Ora bisogna studiare - ha aggiunto - un disciplinare che possa sfruttare al meglio quest'occasione di crescita per tutta la provincia e che punti, con il contributo di tutti, ad un messaggio chiaro. Luigi Veronelli, non a caso, affermava che il vino è un irreale che ti porta nel reale».

La rassegna Le Terre del Gusto prevede altri due appuntamenti, entrambi nell'Alto Casertano a maggio. Il primo, il 10 e 11 maggio a Rocca d'Evandro per scoprire la Doc Galluccio e, il secondo, il 17 e 18 maggio a San Gregorio Matese, con i sapori del parco.

Le aziende in vetrina a Torrecuso
Queste le aziende in vetrina il 26 aprile: Solla Giuseppe (salumi); Mastrofrancesco - Azienda agrituristica (cauzuncielli); Ciarlo Nicola - Azienda agricola (salumi e formaggi); Golia Antonio (miele); Gruppo Prozzo di Giuseppe Prozzo (mozzarella di bufala); Fortunato Giuseppe (formaggi e mozzarelle); Di Mella Angelo (olio); Pilla Pasquale (olio); Agriturismo Di Fiore (sott'oli e marmellate); De Maria Rosario (miele); Cantina sociale di Solopaca (vini); Terra dei briganti di D'Occhio Giuseppina di Casalduni (vini); inoltre, esposizione di ceramiche di Ravone Laura; lavori artigianali di cesti in vimini, salici e ulivo di Nardone Tommaso; cesti di canne di Di Mella Mario; mostra di artisti; Pannicelli Alma esposizione e lavorazione artistica di argento, rame e pietre dure.
Il 27 aprile, invece, è stata la volta delle degustazioni di passiti delle aziende: Masseria Parisi di Baselice; Santiquaranta di Torrecuso; Terra dei Briganti di Casalduni; Castelmagno di San Bartolomeo in Galdo; Ca'stelle di Castelvenere; Cantina del Taburno di Foglianise; e di dolci di Cioccannurca prodotta da Giravento di Melizzano e Panesillo della pasticceria Millevoglie di Ponte.