Tè al ristorante
Tea Tour a Osteria del Borro: la trota del Casentino si abbina al tè giapponese
Nel cuore del Valdarno, Osteria del Borro ospita una tappa esclusiva del Tea Tour: trota del Casentino e tè giapponese si incontrano in un’esperienza gastronomica elegante, sensoriale e profondamente toscana
Il Tea Tour di Accademia Ferri 1905 in collaborazione con Italia a Tavola, ci porta nel cuore della Toscana, tra le colline del Valdarno, Osteria del Borro si distingue per la sua proposta gastronomica che unisce raffinatezza e identità territoriale. Parte del prestigioso Relais & Châteaux Il Borro, la cucina dell'osteria si muove con eleganza tra memoria contadina e creatività contemporanea. Qui ogni piatto diventa racconto, esperienza, emozione.
Cucina toscana contemporanea: la trota del Casentino firmata Andrea Campani
A guidare la cucina dell’osteria è Andrea Campani, Executive chef che fa della semplicità la chiave per esaltare la materia prima locale. Il piatto protagonista di questa tappa è un inno alla Toscana più autentica: una trota del Casentino cotta al vapore, farcita con mousse di trota e aneto, e accompagnata da una cipolla e ricotta di produzione propria.
«La trota è cotta leggermente a vapore, ripiena con una mousse di trota e aneto, poi rifinita con una salsa di burro affumicato, uova di trota e olio all’aneto», spiega Campani. Un equilibrio delicato ma deciso, che parla la lingua del territorio.
Abbinamento tè e cucina: quando l’equilibrio è questione di sfumature
Per valorizzare questo piatto, Albino Ferri ha ideato una miscela esclusiva di tè giapponesi, con base di Tamaryokucha, noto per i suoi sentori eleganti di mandorla e frutta secca. «Il Tamaryokucha, che letteralmente significa “eleganza arrotolata”, porta con sé note che richiamano la frutta secca e la mandorla», racconta Ferri, sottolineando la raffinata armonia della selezione.
L’infusione è completata dall’aneto fresco coltivato all’Osteria del Borro, miscelato con altri due tè giapponesi per creare un profilo gustativo perfettamente in assonanza con il piatto. «Penso che questa miscela rappresenti bene un abbinamento in assonanza, non in contrapposizione. Il palato rimane fresco e pronto a proseguire l’esperienza», aggiunge Ferri.
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Esperienza sensoriale: quando tè e territorio parlano la stessa lingua
Il risultato è un abbinamento gastronomico d’autore, dove la delicatezza della trota si confronta e si fonde con le note eleganti del tè giapponese. Il palato è guidato tra contrasti armoniosi: la freschezza vegetale, la dolcezza della cipolla, la sapidità delle uova di trota, e l’umami del tè. «Buonissima. La miscela è perfetta, la trota è valorizzata senza essere coperta. Mi hai conquistato», commenta Campani.
Ogni sorso e ogni boccone raccontano un paesaggio, un'identità, un gesto culinario che va oltre la somma delle sue parti. Un invito a scoprire il tè come ingrediente narrativo, in grado di arricchire e completare un piatto d’alta cucina.
Per maggiori informazioni: Accademia Ferri dal 1905

