Il viaggio di Gocce di Tè continua, portando cultura, racconto e consapevolezza nel mondo della gastronomia italiana. In questo episodio la tappa è speciale: ci troviamo nella redazione di Italia a Tavola, a Bergamo, dove insieme al direttore Alberto Lupini celebriamo un momento significativo per tutto il comparto.

Comunicare il tè nella ristorazione (e non solo): perché è fondamentale
Comunicare il tè nella ristorazione (e non solo): perché è fondamentale

La rubrica dedicata al tè infatti ha trovato spazio ufficiale all’interno della rivista, diventando un punto di riferimento per professionisti, operatori e appassionati. È un segnale forte: il tè entra a pieno titolo nella conversazione sulla ristorazione e sull’ospitalità, con un linguaggio tecnico, culturale e contemporaneo.

«Da sempre Italia a Tavola si occupia di tutto quello che può servire ai pubblici esercizi per migliorare la qualità della loro offerta,» spiega Lupini. «Ed è evidente che una delle aree su cui l’Italia è più in ritardo, rispetto ad altri Paesi del nostro livello, è proprio quella delle bevande non alcoliche».

Una nuova prospettiva per la cultura del tè

Durante l’incontro con Alberto Lupini abbiamo parlato di futuro, di comunicazione e di formazione come chiave per valorizzare il tè anche nei contesti più professionali. In Italia, il tè è spesso confinato al consumo domestico o al momento del relax, ma il suo potenziale gastronomico è vastissimo.

«C’è oggi una forte domanda, ancora tendenziale ma in crescita, per il no alcol e il low alcol. E noi francamente crediamo poco alle formule chimiche che portano a togliere o ridurre l’alcol. Pensiamo che, se si sceglie di bere senza alcol, sia meglio puntare su bevande autentiche, sane e di qualità come il tè», continua il direttore di Italia a Tavola.

Portare il tè in una redazione significa dargli voce all’interno di un dibattito più ampio, dove chef, maître, bartender e operatori del settore possono scoprire nuove possibilità di abbinamento, narrazione e servizio. «Il tè è bevuto ogni giorno da miliardi di persone. Molti di questi arrivano in Italia e cercano la loro bevanda preferita. Poi c’è tutta la parte europea e occidentale che è ormai abituata al tè», conclue Lupini.

Perché è un passaggio fondamentale

L’introduzione della rubrica all’interno della rivista ha rappresentato un cambio di passo per la comunicazione del tè in Italia. Significa offrire al pubblico e ai professionisti strumenti concreti per conoscerlo, selezionarlo e proporlo correttamente.

Dalle carte dei tè nei ristoranti alla creazione di percorsi degustativi, dai pairing gastronomici alle cerimonie di servizio, il tè si prepara a diventare protagonista di un dialogo evoluto e strutturato, come accade già in molte realtà internazionali.

Per informazioni: www.ferridal1905.com