Sugar Tax, 568 milioni di gettito. Assobibe: A rischio 5mila lavoratori
L’associazione di Confindustria delle imprese che producono e vendono bevande analcoliche torna ad esprimersi con la tassa che sarà introdotta da luglio 2020 attraverso la nuova legge di Bilancio
La Manovra approvata prevede 568 milioni di nuove entrate dalla sugar tax che i produttori di chinotti, spume, chinotti, aranciate, per citarne alcuni, dovranno versare nei prossimi 27 mesi: 58,8 milioni nel 2020, 261,8 milioni nel 2021 e 256 milioni l’anno successivo. «Questa norma non ha subito alcuna modifica o miglioramento, ma solo lo slittamento di 6 mesi. A regime sarà quindi aumentata del 28% la pressione fiscale media su un litro di prodotto, in aggiunta al 22% di Iva. L’obiettivo è fare cassa». A sostenerlo, in una nota, Assobibe, l’associazione di Confindustria delle imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia.
La plastic tax invece è stata ridotta ma l’importo fissato rappresenta comunque un aumento del 60% del costo di approvvigionamento della plastica, con effetti pesanti sui bilanci dei medesimi produttori già gravati della nuova sugar tax. Assobibe chiede dunque revisioni sui piani di investimenti e livelli di occupazione anche alla luce degli effetti di queste nuove misure. Sono a rischio 5.000 posti di lavoro nella filiera, di cui oltre 1.500 della filiera a monte (fornitori di materie prime agricole, macchinari, ingredienti, eccetera.) e oltre 2.000 della filiera a valle (commercio, trasporti, eccetera).
«Effetti disarmanti per un segmento già in calo da anni - dice David Dabiankov, direttore generale di Assobibe - Attendiamo il parere del Garante per la Concorrenza e Mercato, nonché una convocazione dalla Presidenza del Consiglio sino a oggi non è ancora pervenuta. È necessario infatti un approfondimento prima che sia troppo tardi, a maggior ragione dopo le preoccupazioni sollevate anche dalle organizzazioni agricole, da quelle del commercio e dai sindacati».
La Sugar Tax vale poco più di mezzo miliardo
La plastic tax invece è stata ridotta ma l’importo fissato rappresenta comunque un aumento del 60% del costo di approvvigionamento della plastica, con effetti pesanti sui bilanci dei medesimi produttori già gravati della nuova sugar tax. Assobibe chiede dunque revisioni sui piani di investimenti e livelli di occupazione anche alla luce degli effetti di queste nuove misure. Sono a rischio 5.000 posti di lavoro nella filiera, di cui oltre 1.500 della filiera a monte (fornitori di materie prime agricole, macchinari, ingredienti, eccetera.) e oltre 2.000 della filiera a valle (commercio, trasporti, eccetera).
«Effetti disarmanti per un segmento già in calo da anni - dice David Dabiankov, direttore generale di Assobibe - Attendiamo il parere del Garante per la Concorrenza e Mercato, nonché una convocazione dalla Presidenza del Consiglio sino a oggi non è ancora pervenuta. È necessario infatti un approfondimento prima che sia troppo tardi, a maggior ragione dopo le preoccupazioni sollevate anche dalle organizzazioni agricole, da quelle del commercio e dai sindacati».

