Lo slittamento della sugar tax non cambia una situazione insostenibile, che ha già determinato lo stop agli investimenti. Rimangono le incertezze e preoccupazioni di imprenditori, operai e impiegati del settore e dell’intera filiera, a partire da quella agrumicola italiana. Ne è convinta Assobibe, che commenta con preoccupazione la decisione del Governo di confermare la tassa sulle bibite gassate nella Manovra di bilancio, seppure posticipandola alla seconda metà del 2020.

La Sugar Tax partirà a luglio (Sugar Tax, l’ira di Assobibe «A rischio l’80% delle imprese»)
La sugar tax partirà a luglio

L’industria delle bevande analcoliche chiede perché il Governo consideri intoccabile una tassa che aumenterà del 28% in media la pressione fiscale su alcune bevande, perché non valgano le stesse valutazioni sull’impatto negativo applicato sulle altre nuove tasse cancellate o ridotte dell’85%. «I 5mila posti di lavoro a rischio nel settore non sono di serie B – si legge in una nota – L'80% delle Pmi del settore rischia così di passere da un utile a una perdita con anche un risultato operativo negativo».
 
«Rimane una nuova tassa su chi produce e crea posti di lavoro, basata su presupposti sbagliati perché slegati dalla realtà. La sugar tax - sostiene David Dabiankov, direttore generale di Assobibe - è giustificata dal Governo per ridurre i consumi di zuccheri, ma si applica solo alle bevande analcoliche zuccherate i cui consumi sono contenuti, in calo da anni (-25%) e non sono la principale fonte di consumo di zuccheri in Italia. Ulteriore paradosso, si applica anche alle bevande prive di zucchero».
 
Il Premier ha inoltre definito lo slittamento utile a orientare i produttori “a non produrre bevande soverchiatamene zuccherate”, mentre la misura proposta si applica a prescindere dalla quantità di zucchero presente ed anche alle senza zucchero; pertanto risulta indecifrabile il riferimento così come al punto “così le imprese avranno l’agio temporale per riformulare le loro linee produttive e rielaborare le loro strategie imprenditoriali”, visto che questo è l’unico segmento industriale che già offre ai consumatori bevande con meno zucchero e senza zucchero.
 
Le imprese chiedono uno sforzo aggiuntivo prima dell’approvazione dei prossimi giorni in Senato e confermano la disponibilità ad un confronto urgente con il Presidente del Consiglio, così facilitare scelte informate e coerenti.