È nello scenario archeologico della città di Pompei che si è svolta l’anteprima di “Cerealia. Cerere e il Mediterraneo”, il festival culturale dedicato al mondo dei cereali promosso dalle associazioni Mthi, Archeoclub d’Italia e Aisu verso Itaca, in programma a Roma dal 9 al 12 giugno. Un palcoscenico ideale per illustrare la storia dei cereali, parallela a quella dell’uomo nel corso dei secoli con ricette ispirate fedelmente alla cucina di questa città romana sepolta dal terremoto del 79 d.C.



Ancora oggi, specialmente nella panificazione, alcune preparazioni fanno parte del patrimonio gastronomico locale. L’evento, articolato in vari momenti, ha visto la partecipazione dell’ideatrice Paola Sarcina, del professor Giuseppe Nocca (nella foto, a sinistra) e della giornalista Tiziana Briguglio (nella foto, a destra) di Agroalimentare in Rosa, con l’ausilio dell’archeochef Gian Marco Carli, del mastro fornaio Carmelo Esposito (nella foto, al centro) e il sostegno di un gruppo di piccoli produttori aderenti all’associazione Pompei Convivium Food, capitanata da Lello Florio, uniti nel voler promuovere una terra mai abbastanza valorizzata attraverso la riproposizione delle ricette di 2mila anni fa.

Il programma prevedeva un primo laboratorio del gusto sui pani antichi e in particolare sul pane originale ritrovato in buone condizioni all’interno degli scavi. La ricetta di questo reperto è stata recuperata grazie alla collaborazione con l'archeologo e divulgatore scientifico Alberto Angela. Di grande suggestione anche la visita guidata alle rovine e, a seguire, il pranzo curato dal giovane chef Gian Marco Carli secondo gli usi e i costumi della Pompei dell’epoca, attraverso un format ormai collaudato che ha visto insieme archeologia ed enogastronomia.

Giuseppe Nocca, Carmelo Esposito e Tiziana Briguglio
Giuseppe Nocca, Carmelo Esposito e Tiziana Briguglio

A comporre il menu piatti come le uova di quaglia all’oxigarum, il moretum, polypus in esca rubra, spaghetti cum garum, Vicia pulmenti cum globulis suillis, perna in crosta cum cucurbitis in esca Apicii, Crustum cum caseo et melle. Il tutto accompagnato da pani a base di farro e crusca oltre che un particolare liquore all’alloro e vini ricavati da vitigni autoctoni Lacryma Christi e Piedirosso del Vesuvio.

Per informazioni: www.cerealialudi.org