Bio, una gemma del made in Italy Frutta al Paese più di 3 miliardi l'anno
I prodotti biologici continuano a collezionare successi: l'accordo Usa-Ue per la commercializzazione dei prodotti "bio" va solo a coronare risultati già importanti, soptrattutto per l'Italia che, sola, fa il 15% del fatturato Ue e il 5% di quello mondiale, vale a dire più di 3 miliardi l'anno
Il biologico è una realtà redditizia, soprattutto per l'Italia. Dopo la firma dell'accordo tra Usa e Ue, che consentirà di vendere i prodotti certificati dai due Paesi nei rispettivi territori, emergono dati che parlano chiaro: il bio non è più solo una moda di pochi, ma un'abitudine di spesa sempre più condivisa, che dalle cucine "green" si allarga alla ristorazione e alle scuole.Nel 2011 sono cresciuti i ristoranti con menu' "bio", e ormai sono più del 24%, ma anche gli agriturismi hanno riscontrato un aumento , più 11%, e soprattutto le mense scolastiche (più 10%). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando lo stato di buona salute di un comparto che cresce ininterrottamente dal 2006.
I prodotti biologici continuano a collezionare successi: lo scorso anno il settore ha segnato un incremento del 13%, a fronte del calo del 2% dell'alimentare "tradizionale".
Leader europeo nella produzione biologica, l'Italia da sola fa il 15% del fatturato Ue e il 5% di quello mondiale. Vale a dire più di 3 miliardi l'anno, una fetta significativa dei 20 miliardi che rappresentano il valore del comparto in Europa e dei 55 miliardi a livello mondiale.
Ecco perché questo accordo di partenariato apre grandi opportunità al nostro Paese, facilitando l'accesso al mercato americano, visto che vengono eliminati ostacoli significativi, soprattutto per le piccole e medie imprese agricole. Dal primo giugno si potrà esportare in Usa senza più dover ottenere doppie certificazioni relative alle rispettive normative "bio" con un duplice onere su spese, ispezioni e pratiche.
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