Certo, sono contrario alla privatizzazione dell'acqua. Ma temo che con la raccolta delle firme per il referendum ci siamo messi solo una mano sulla coscienza, con l'altra apriamo il rubinetto. I comportamenti verso l'acqua, bene supremo per la vita, non sono coerenti. In primis i consumi esagerati di acqua minerale: mi dicono che in Italia siamo come al solito ai primi posti. Mi spiace se mi farò tanti nemici fra gli amici, questo discorso non è amato dai ristoratori e colleghi che con l'acqua minerale ci pagano molte spese. Ma comunque non torna. Non voglio assolutamente eliminare il consumo di acqua minerale che in molte occasioni è apprezzabile e consigliata, ma non si può neanche far diventare un tabù l'acqua der nasone, come si dice a Roma.

Troviamo una via di mezzo decorosa e accettabile. Bar e ristoranti in molte parti d'Italia si sono attrezzati con acqua depurata, anche a caro prezzo d'impianto, ma i clienti non gradiscono, senza plausibile motivo. Alcuni locali adottano addirittura ingiustificate carte dell'acqua minerale. Certo, l'acqua minerale dà profitti alti e consente alle aziende campagne di stampa e pubbliche relazioni di facile presa, ma un vero e proprio terrorismo psicologico porta ad affermare: 'in questa città l'acqua non si può bere”. Meritevoli i ristoratori che espongono il logo: 'Imbrocchiamola”. Encomiabile un libretto del Comune di Milano, in occasione del festival del cinema, che indicava l'esclusiva presenza di acqua dell'acquedotto meneghino. Brava Letizia.

Nelle stazioni ferroviarie, aeroporti e altri luoghi di sosta, non ci sono più fontanelle (quella di Senigallia è una foto di dieci anni fa); lo trovo vergognoso, l'acqua è vita. Perché devo morire di sete se non voglio pagarla due euro al litro? Ora che mi sono fatto qualche milione di nemici fra i ristoratori, ne cerco altri. D'estate sulle spiagge si lava di tutto, per ore, dalle barche che entrano e escono dal mare e dal lago, alle attrezzature da spiaggia, ai lastroni di cemento e alle palme e gerani (ma che ci fanno sulle spiagge?).

Le cattive abitudini dei cittadini costringono i negozianti a ripetuti e copiosi lavaggi estivi dei marciapiedi per escrementi di cani o cavalli delle romantiche (sic) carrozzelle, residui maleodoranti dei bidoni della spazzatura ripieni oltre misura. Non solo a Palermo. Ma il più grande spreco lo facciamo nel segreto delle nostre case; per lavare un pentolino scaldiamo decine di litri, per la doccia o i denti scorrono fiumi, non continuo per decenza. Anni fa vidi un filmato che riprendeva il viaggio di quattro ore di una donna africana per portare a casa qualche litro d'acqua. La rivedo ogni volta che lavo l'insalata.

Il mancato rispetto dell'acqua è solo uno dei gravi problemi che fa venire dei dubbi sull'intelligenza dell'uomo moderno e sulla sua possibilità di sopravvivere. Con un pizzico di buon senso saremmo molto più forti del magnate russo o dello sceicco di cui scrive il direttore; sopratutto non si sognerebbero di regolare i nostri rubinetti. Probabilmente sono gli stessi che comandano sul serbatoio e sull'interruttore. Vi basta? Con questo per ora termino (come avvisava il romanziere ceco Bohumil Hrabal al termine di ogni capitolo dell'intrigante 'Ho servito il re d'Inghilterra”).


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