Parmigiano Reggiano, vola l'export Più partecipazione dai consorziati
Dopo 76 anni di storia, ha spiegato il presidente Giuseppe Alai, il Consorzio del Parmigiano Reggiano approda a innovazioni significative che rafforzano decisamente il suo ruolo con la diretta partecipazione di tutti i consorziati. Impulso verso l’export: Cina, Stati Uniti, Germania, Arabia Saudita
Il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano volta pagina. L'assemblea generale dei delegati del Consorzio ha approvato un 'pacchetto” di riforme statutarie fortemente innovative per dare più forza agli interventi sul mercato di una delle Dop più importanti del Made in Italy e ha deciso inoltre il prolungamento della durata del mandato per il presidente. In questo modo la presidenza di Giuseppe Alai (nella foto), al suo secondo mandato, passa da tre a quattro anni pur rimanendo fissato a due il numero complessivo dei mandati. Un chiaro riconoscimento ad Alai, e anche alla sua squadra, che sono riusciti a pilotare, con grande capacità e maestria, la fase della crisi e a cogliere con azzeccate scelte, la vena della ripresa.Una ripresa che dovrebbe rivelarsi compiutamente in questo anno 2010 puntando fortemente sull'export e sulle innovazioni statutarie, approvate oggi all'unanimità, che aprono di fatto una nuova pagina nella vita del Consorzio di via Kennedy. «Dopo 76 anni di storia - ha spiegato il presidente Giuseppe Alai illustrando alla stampa le conclusioni dell'assemblea dei delegati che aveva appena approvato il nuovo statuto - il Consorzio del Parmigiano-Reggiano approda a innovazioni significative che rafforzano decisamente il suo ruolo con la diretta partecipazione di tutti i consorziati». Dal prossimo anno, dunque, l'assemblea generale del Consorzio sarà infatti caratterizzata dall'invito alla partecipazione di tutti i consorziati, e non più ai soli delegati eletti dalle assemblee sezionali provinciali.
«Il Consorzio - ha spiegato Alai - per raggiungere i suoi obiettivi ed esercitare efficacemente le sue funzioni ha bisogno della più ampia coesione possibile, che si deve tradurre in coerenti comportamenti da parte di tutti gli associati: la partecipazione corale alle scelte è dunque una precondizione indispensabile per questo fine». Per raggiungere meglio le sue finalità promozionali e di vigilanza il Consorzio con il nuovo statuto ha la possibilità di partecipare alla costituzione di appositi enti, ovvero società commerciali, delle quali potrà detenere l'intero capitale sociale, nonché di assumere partecipazioni in organismi, società od enti che possano comunque favorire il raggiungimento delle finalità del Consorzio.
A questo si aggiunge anche la possibilità di sviluppare progetti che comportino anche l'acquisto diretto da parte del Consorzio di formaggio Parmigiano Reggiano, da destinare:
a) alle sue attività istituzionali;
b) ad attività promozionali al fine di favorire la penetrazione del Parmigiano Reggiano nei mercati;
c) ad attività benefiche.
«Il Consorzio non vende direttamente il formaggio - ha precisato Alai - ma compie una forma di promozione innovativa per indirizzare il prodotto verso nuovi mercati».«Il Consorzio non vende - hanno aggiunto i vicepresidenti Adolfo Filippini e Alberto Boscoli - ma aiuta chi produce».
«In questo modo - ha sottolineato il presidente - nella sua attività di valorizzazione il Consorzio potrà davvero incidere sul governo della produzione e su quelle dinamiche commerciali che, sino ad oggi, hanno visto in posizione di estrema debolezza i nostri caseifici e i produttori in virtù di una frammentazione dell'offerta che storicamente si è rivelata l'anello più fragile di una catena che appare invece fortissima sul versante della produzione, segnata da livelli di eccellenza qualitativa in costante crescita».
I cambiamenti di oggi non sono però frutto di improvvisazione e di una scelta del momento. «Se c'era bisogno di una controprova concreta sui risultati che può assicurare un efficace governo della produzione - ha sottolineato Alai - ebbene, i ritiri effettuati nel 2009 dall'Agea (88mila forme) e quelli autonomi messi in atto dal Consorzio (66mila forme per le promozioni sui mercati esteri) si sono rivelati elementi decisivi per la ripresa delle quotazioni, perché insieme al calo della produzione hanno sottratto il 12% del prodotto dal mercato interno, consentendo così anche una crescita dei consumi domestici (+0,8%) e un'ottima intonazione delle esportazioni (+7%), tanto che la quota di prodotto destinata ai mercati esteri è salita al 27%».
Novità importanti sono state introdotte anche per quanto riguarda i controlli sul prodotto, ed in particolare in relazione alla tracciabilità delle forme declassificate e private dei tradizionali puntini. «Così come siamo ora in grado di ricostruire la storia di ogni forma immessa sul mercato (dove e quando è stata prodotta, con quale latte, ecc.) a tutela dei distributori e dei consumatori, analogamente - puntualizza Alai - saremo in grado di seguire il percorso del prodotto non ritenuto corrispondente agli alti standard qualitativi richiesti dal Consorzio, potendo così intervenire nel caso in cui fosse oggetto di tentativi di speculazione o di azioni ingannevoli».L'export rimane uno degli obiettivi principali dell'attività promozionale del Consorzio. «Abbiamo affidato allo studio Ambrosetti - ha detto Alai - una ricerca sul mercato cinese. Uno dei mercati più promettenti del prossimo futuro ma carico di rischi se non siamo in grado di studiarlo e analizzarlo bene».
Da Pechino l'impegno del Consorzio si sposta negli Stati Uniti, in Canada, Giappone e Corea. Ancora scelte importanti verso l'Europa, la Germania e l'Inghilterra. Significative iniziative sono state intraprese in Arabia Saudita, in particolare con la ristorazione a Jeddah, la seconda città più grande dell'Arabia Saudita dopo la capitale Riyād con la fattiva collaborazione dell'executive chef Emanuele Esposito e l'evento 'Mediterraneans” e in tanti altri nuovi mercati.
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