Modifiche al disciplinare del Prosciutto di Modena Dop
Le modifiche riguardano il metodo di ottenimento della Dop. È stata aumentata la percentuale di umidità delle carni; anticipato il giorno massimo entro il quale l'allevatore deve apporre un timbro indelebile sulle cosce posteriori di ogni suino; prolungato, infine, il periodo minimo di stagionatura
Pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea le modifiche al disciplinare di produzione della Dop "Prosciutto di Modena". Da questo momento in poi bisogna attendere sei mesi, come da procedura comunitaria, periodo entro il quale gli altri Stati membri possono presentare eventuali opposizioni, prima di vedere definitivamente riconosciute le modifiche richieste.

Le modifiche riguardano il metodo di ottenimento della Dop. è stata aumentata, infatti, la percentuale di umidità delle carni; anticipato il giorno massimo entro il quale l'allevatore deve apporre un timbro indelebile sulle cosce posteriori di ogni suino; prolungato, infine, il periodo minimo di stagionatura.
La Dop "Prosciutto di Modena" si caratterizza per la forma esteriore a pera, il colore rosso vivo del taglio, il sapore sapido ma non salato e l'aroma di profumo gradevole, dolce ma intenso. Prodotto particolarmente adatto nelle diete a sfondo iperproteico, nonché alimento ideale nelle diete ipolipidiche grazie al suo contenuto minerale e vitaminico e il suo limitato contenuto di colesterolo, fin da epoca antichissima lega le proprie caratteristiche alla zona di Modena, da sempre considerata un riferimento per la lavorazione della carne suina grazie all'antica radicata tradizione salumiera e gastronomica.
Il "Prosciutto di Modena" è il risultato perfetto fra ambiente naturale, favorevole all'allevamento dei suini, e il sistema agro-industriale incentrato sulla manualità del fattore umano, che ha reso la zona di origine della Dop uno dei principali poli produttivi con un fatturato al consumo che si aggira intorno ai venti milioni di euro.
«La qualità del nostro patrimonio agroalimentare e il legame tra i nostri prodotti di eccellenza e il loro territorio di origine - ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia - passano anche attraverso il costante aggiornamento delle tecniche produttive, che rispecchiano prontamente la realtà della zona e i cambiamenti dovuti all'introduzione di nuove tecnologie di allevamento e produzione».
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Cresce il Prosciutto di Modena Dop Nel 2009 150mila cosce marchiate

Le modifiche riguardano il metodo di ottenimento della Dop. è stata aumentata, infatti, la percentuale di umidità delle carni; anticipato il giorno massimo entro il quale l'allevatore deve apporre un timbro indelebile sulle cosce posteriori di ogni suino; prolungato, infine, il periodo minimo di stagionatura.
La Dop "Prosciutto di Modena" si caratterizza per la forma esteriore a pera, il colore rosso vivo del taglio, il sapore sapido ma non salato e l'aroma di profumo gradevole, dolce ma intenso. Prodotto particolarmente adatto nelle diete a sfondo iperproteico, nonché alimento ideale nelle diete ipolipidiche grazie al suo contenuto minerale e vitaminico e il suo limitato contenuto di colesterolo, fin da epoca antichissima lega le proprie caratteristiche alla zona di Modena, da sempre considerata un riferimento per la lavorazione della carne suina grazie all'antica radicata tradizione salumiera e gastronomica.
Il "Prosciutto di Modena" è il risultato perfetto fra ambiente naturale, favorevole all'allevamento dei suini, e il sistema agro-industriale incentrato sulla manualità del fattore umano, che ha reso la zona di origine della Dop uno dei principali poli produttivi con un fatturato al consumo che si aggira intorno ai venti milioni di euro.
«La qualità del nostro patrimonio agroalimentare e il legame tra i nostri prodotti di eccellenza e il loro territorio di origine - ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia - passano anche attraverso il costante aggiornamento delle tecniche produttive, che rispecchiano prontamente la realtà della zona e i cambiamenti dovuti all'introduzione di nuove tecnologie di allevamento e produzione».
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