Cala la produzione di riso sul territorio nazionale. In particolare, secondo la Coldiretti Lombardia la diminuzione delle rese del raccolto di quest'anno sembra essere stata influenzata sia dagli sbalzi termici di fine agosto sia da alcune grandinate che si sono abbattute sui campi. Ma per quanto le province di Novara e Vercelli le stime del raccolto di quest'anno, non ancora del tutto ultimate, non sono comunque scoraggianti.

Dichiarazioni soddisfacenti arrivano da Ecorì Agricola (con i suoi 1.300 ettari di superficie coltivata nelle province di Novara e Vercelli), che stima un'annata nella norma dal punto di vista quantitativo e buona nell'aspetto qualitativo. Le sue zone di produzione sono quelle più vocate del Piemonte: i risicoltori coltivano il riso nelle aziende di loro proprietà, garantendo la cura in tutte le fasi di produzione dalla semina al raccolto, all'essiccazione fino allo stoccaggio del risone. La riseria si occupa della trasformazione del risone in riso, scartando tutte le parti non ottimali e garantendo il massimo della qualità con un rigoroso controllo.

Proprio in questo clima, per così dire, di incertezza in cui si trova attualmente il riso, l'azienda Ecorì coi suoi 10 soci ha deciso di lanciare un'importante novità per il settore risicolo e anche per quello della ristorazione. In particolare, due soci dell'azienda, la Cascina Brignona di Paolo e Umberto Mainardi e la Cascina Cascinassa di Paolo Renditore, hanno deciso di spingere come prodotto per la ristorazione, oltre al già amatissimo Carnaroli, anche il Vialone nano. Dopo una serie di studi sui terreni e sulle metodologie di produzione e raccolta, dopo un approccio studiato e realizzato secondo precisi criteri Ecorì ha lanciato questo prodotto sul mercato, attualmente in fase di sperimentazione tra i ristoratori. Al momento, infatti, la varietà e le sue doti in cucina sono al vaglio dei fratelli Alajmo e ben presto sarà lanciato anche su ampia scala.

Come ci ha raccontato il presidente di Ecorì, Umberto Mainardi (nella foto sotto), «le qualità e le doti del Vialone nano sono molto alte sia nella fase di produzione sia poi nella realizzazione "nel piatto". Pur essendo in realtà un prodotto tipico dell'area veronese (prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta, tipico della bassa Veronese) la sua coltivazione si è adattata benissimo anche alla zona vocata di Ecorì, dando ottime soddisfazioni sul campo. è una delle varietà di riso più apprezzate per preparare il risotto e certamente avrà un ottimo riscontro tra i ristoratori e i clienti».

Ovviamente anche la varietà Vialone nano segue tutti i principi di tracciabilità ed eco-sostenibilità portati avanti da Ecorì. «La tracciabilità di tutti i nostri risi (oltre 8 varietà principali) - spiega in proposito Mainardi - è l'obiettivo che da tempo ci siamo dati per garantire le produzioni di eccellenza fornite dai soci alla società che si occupa poi della lavorazione e del confezionamento dei prodotti a marchio Ecorì. I risicoltori, riuniti in questa società, sono in grado di controllare il prodotto in ogni fase della produzione, dal campo alla tavola, assicurandone la qualità assoluta di produzioni eco-compatibili». Solo attraverso una certificazione di quanto è contenuto in una confezione è infatti possibile avere la certezza di realizzare al meglio la propria ricetta utilizzando, in base all'esperienza o alle caratteristiche, Carnaroli piuttosto che Arborio o Vialone nano.

Ma ad una novità come questa si affianca un progetto che ormai Ecorì persegue da molto tempo: «Da non dimenticare - ci ha ribadito il presidente Mainardi - è la battaglia per il Carnaroli, affinché non venga confuso con altre varietà simili e affinché venga salvaguardato nella sua originalità. In questa battaglia abbiamo numerosi alleati, piccole e medie imprese e ristoratori, e di questo ne siamo soddisfatti».


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