Giovanni AvagninaCHERASCO (CN) - C'è un settore dell'agricoltura italiana che non soffre di crisi. è quello della elicicoltura, l'allevamento delle lumache, in continua espansione da circa 35 anni, da quando un giovane veterinario piemontese, negli anni '70, si appassionò alla vita delle lumache, al loro allevamento e alla loro commercializzazione come cibo benefico per la vita dell'uomo. Il giovane veterinario, oggi sessantenne, è Giovanni Avagnina (nella foto a destra) da Cherasco, in provincia di Cuneo, riconosciuto vate della elicicoltura mondiale. La sua voce non è caduta nel deserto ma ha fatto molti seguaci in Italia e nel mondo.

La dimostrazione la si può avere ogni anno, nel terzo week-end di settembre, quando a Cherasco si svolgono le giornate per l'Incontro internazionale di elicicoltura e il Festival della lumaca in cucina. L'antica cittadina, molto interessante anche dal punto di vista storico-artistico, si anima di migliaia di visitatori interessati o alla elicicoltura (i convegni scientifici sui sistemi di allevamento) o semplicemente buongustai che vogliono gustare le lumache preparate nel padiglione del festival o nei ristoranti della zona, acquistando poi alcune specialità piemontesi che completano la festa.

Cherasco è citta del vino, del cioccolato, città napoleonica, ma soprattutto è la capitale delle lumache. Qui hanno sede l'Associazione nazionale elicicoltori e l'Istituto internazionale di elicicoltura.  Insomma, se uno vuole sapere come si allevano e come si degustano le lumache, deve fare riferimento ad Avagnina, ai suoi libri e alla sua organizzazione (tel 0172 489382, helixelici@tiscali.it).

 «Mentre altri prodotti agricoli continuano ad essere poco remunerativi per l'agricoltore - afferma Avagnina - il prezzo delle lumache da allevamento continua a dare buon reddito, circa 4,5-5 euro al chilo per l'allevatore. Questo perché la produzione è insufficiente rispetto alla richiesta. Si è assistito infatti a un forte incremento dei consumi alimentari dei vari tipi di Helix, nonché degli usi in medicina e cosmetica. Trent'anni fa l'alimento 'lumaca” proveniva totalmente dalla raccolta in natura del mollusco e si trattava principalmente di un prodotto stagionale, di consumi legati alle tradizioni locali e con un mercato saltuario, senza organizzazione e continuità».

«L'allevamento a ciclo biologico completo, sviluppatosi lentamente, dopo molti anni di sperimentazioni e prove, ha raggiunto uno standard produttivo in grado di essere ora un'attività controllata, sicura e in via di diffusione. Lo sviluppo di questa produzione agricola ha registrato, negli ultimi anni, un notevole balzo in avanti, diffondendosi anche in territori e nazioni ove la lumaca non fa parte della gastronomia locale. Dal 1975 sono nati moltissimi allevamenti, molti sono stati chiusi per difficoltà e problematiche varie, ma oggi l'elicicoltura ha trovato finalmente la sua strada di crescita e la sua metodologia tecnica, alimentare e produttiva in grado di garantire risultati economici per gli operatori. L'Italia resta di gran lunga il primo produttore al mondo».

Mauro AlloccoMauro Allocco (nella foto a destra) è un giovane allevatore di lumache a Lequio Tanaro, una decina di chilometri da Cherasco. Afferma: «Il sistema di allevamento all'aperto messo a punto da Avagnina, caratterizzato da totale alimentazione vegetale e da condizioni del tutto naturali ed ecocompatibili, è nel mondo ancora al primo posto per numero e estensione di allevamenti. Basta andare a Cherasco in occasione degli incontri internazionali e si potranno conoscere giovani greci, bulgari, rumeni, portoghesi, desiderosi di avviare nei loro Paesi l'attività di elicicoltura. La tendenza italiana e in generale dei Paesi esteri è legata alla produzione di specie di taglia media, di facile e veloce cottura e di gusto delicato, come l'Helix Aspersa Muller, che rappresenta la nuova frontiera mondiale dell'elicicoltura: oltre l'80% degli allevamenti produce infatti questa specie, particolarmente adatta all'allevamento».

«La lumaca Helix - conclude Avagnina - ha tutte le caratteristiche organolettiche e biologiche (assenza di grassi, ricchezza di sali minerali, alti valori proteici) di grande qualità, perchè il consumo possa registrare ulteriori notevoli progressi. L'elicicoltura quindi, quella condotta con consapevolezza, serietà e preparazione, può essere uno dei fattori di sviluppo per l'agricoltura moderna e compatibile».


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