Le lumache a tavola dividono l'Italia Solo il 50% ne è ghiotto
La lumaca ingolosisce il 50% degli italiani, il 30% non ne mangia e al 20% proprio non piace. È ciò che emerge da un'indagine della Confederazione italiana agricoltori. Il mercato delle lumache è vivace: il valore del comparto supera i 200 milioni di euro. Ma in alcune aree rischiano la scomparsa
La lumaca, noto mollusco terrestre, ingolosisce il 50% degli italiani, il 30% non ne mangia e al 20% proprio non piace. è ciò che emerge da un'indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori sulle abitudini alimentari degli italiani. Il mercato delle lumache è vivace così come la produzione: in Italia se ne fanno oltre 125mila quintali, gli allevamenti sono oltre 6mila e i consumi sfiorano i 365mila quintali ogni anno. Il valore del comparto supera i 200 milioni di euro. Ma in alcune aree del Paese questi piccoli molluschi rischiano la scomparsa.Il vero boom della lumaca è riconducibile agli anni '70. In gran parte dell'Europa esplose una vera moda gastronomica, spinta dal fascino tutto francese delle famose escargot. Allora, si resero necessarie delle normative per vietarne la raccolta naturale e favorire così la creazione di allevamenti. Oggi, le chiocciole, come vengono comunemente chiamate in Italia, tornano prepotentemente ad affascinare le tavole e si scopre che il 50% degli italiani ne è goloso.
Sostanzialmente, le lumache mettono d'accordo la metà degli italiani. Il prezzo al consumo praticato dagli allevamenti italiani è compreso in una forbice che va dagli 8 ai 13 euro per chilo. Una vera prelibatezza a prezzi accessibili, anche in considerazione che il prodotto viene venduto pronto per la cucina. Ma la lumaca è molto presente e lavorata anche nell'industria di trasformazione, dove è proposta sui mercati in conserve.
In estate si succedono, su tutto il territorio nazionale, sagre e feste incentrate sulla degustazione della lumaca. Questo ha indubbiamente promosso e valorizzato la loro conoscenza e il relativo consumo. I bambini sono i consumatori più scettici, ma dai 5-6 anni in su, forse stimolati dalle curiose tecniche per riuscire a mangiarle, iniziano ad apprezzarle.
Fonte: Agi
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