L'origine degli oli in etichetta Ecco come la vede il consumatore
Ci siamo recati, dopo l'approvazione della nuova normativa europea sull'etichettatura degli oli, in un ipermercato per esaminare, nelle vesti di consumatore, come viene proposto questo prodotto sui banchi. Le differenze, in etichetta, tra gli oli italiani e quelli di produzione comunitaria
BERGAMO - Ci siamo recati all'Esselunga di Curno (Bg) per esaminare, nelle vesti di consumatori, come vengono proposti gli oli extravergine di oliva sui banchi. Un intervento dovuto ad una settimana dall'entrata di vigore della nuova normativa sull'indicazione dell'origine dell'olio in etichetta. Grazie alla trattativa italiana, infatti, d'ora in poi chi compra una bottiglia di olio d'oliva dovrebbe sapere con certezza cosa sta acquistando e dovrebbe essere chiaramente informato sulla provenienza del prodotto. L'uso del condizionale è d'obbligo perchè tutto è molto più virtuale che reale...Va precisato che l'Esselunga si distingue nel panorama della Gdo in quanto punta, spesso, sulla qualità del prodotti. Ne è un esempio, a differenza di molti altri spermercati, una chiara e netta distinzione tra gli oli di bassa qualità e dal costo anche fin troppo contenuto e quelli Dop e Igt riposti (come dimostra la fotografia) in una scaffalatura ben identificabile. E con prezzi adeguati ai costi di produzione reale.
Proviamo ad esaminare gli scaffali degli oli extravergine d'oliva che confinano con quelli degli oli d'oliva e di semi. Etichette dai mille colori, non sempre di facile lettura, che però si differenziano nei contenuti in due tipologie: 'Olio Extravergine di Oliva” e 'Olio Extravergine di Oliva - Prodotto Italiano 100%”. Le differenze? Le troviamo nelle contro-etichette: i primi risultano quasi tutti riportanti l'indicazione 'prodotto con oli originari delle Comunità Europea” i secondi invece specificano con il massimo risalto, sicuramente con l'intento di segnalare una maggiore garanzia, che il prodotto è made in Italy al 100%.
Assoluta chiarezza (diverso anche il colore dell'etichetta) per i due oli extravergine d'oliva a marchio Esselunga (prodotti dal fiorentino Oleificio Sardelli): quello di origine italiana ha l'etichetta verde e nella bottiglia da un litro costa 4,99 euro, mentre quello comunitario (scopriamo però solo dal sito dedicato alla spesa online che la provenienza è italiana e greca) si distingue dall'etichetta gialla e dal costo particolarmente contenuto di 3,53 euro. Se passiamo, per quest'ultimo olio, ad esaminare il boccione da 3 litri ci accorgiamo che il costo scende drasticamente a 2,77 euro (iva inclusa) al litro.
Appare evidente dunque che le produzioni europee stanno portando gli oli a costi forse fin troppo bassi: non serve un calcolatore per comprendere che le cifre sopra riportate si attestano ad un decimo del prezzo di un buon olio italiano (sugli stessi scaffali, giusto per citare un esempio, troviamo un Garda Dop a 23,24 euro al litro).
Sempre nello stesso scaffale l'occhio cade, prima di lasciare il superstore e dopo aver constatato che non erano in vendita oli extracomunitari, su una bottiglia di plastica trasparente di un olio extravergine d'oliva indicato come il più economico: arriviamo addirittura ai 2,56 euro al litro.
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