Nasce il Consorzio per la tutela dell’Asparago piacentino
Il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’Asparago piacentino nasce dall’idea di alcuni imprenditori agricoli e appoggiato dal sistema istituzionale piacentino. Otto le aziencde agricole aderenti. Emanuela Cabrini la neopresidente, affiancata alla vicepresidenza da Luigi Paraboschi
Si è costituito nei giorni scorsi il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell'Asparago piacentino. Sostenuto fortemente dall'idea di alcuni imprenditori agricoli e appoggiato dal sistema istituzionale piacentino il Consorzio vede la presenza, tra soci fondatori e soci sostenitori, di otto aziende agricole, del Comune di Pontenure, della Provincia di Piacenza, della Camera di commercio di Piacenza, dell'Unione commercianti-Fipe di Piacenza. Le aziende aderenti sono: Azienda agricola Finetti Iolanda, Maria e Cabrini Emanuela di Muradello di Pontenure, Azienda agricola Il Colombarone di Paraboschi Luigi di Monticelli d'Ongina, Zaffignani Claudio di Besenzone, Benzi Paola di Rottofreno, Azienda agricola Agrifood di Lombardi di Mucinasso di Piacenza, Bianchi Michiel Alessandro di Case Riglio di Pontenure, Zaffignani Diego di Roncarolo di Caorso, Barabaschi Stefano di Rottofreno. Il Consorzio, nella sua prima seduta, ha eletto il presidente e il vicepresidente, rispettivamente Emanuela Cabrini e Luigi Paraboschi.«La nascita del Consorzio - afferma la neopresidente Emanuela Cabrini - si inserisce in un processo di trasformazione del comparto agricolo che, dopo molti anni di declino, oggi si colloca tra le più importanti risorse di una nuova rinascita sociale ed economica. Non a caso, pur nella sua piccola dimensione, il Consorzio fin dalla prima fase progettuale ha avuto il sostegno concreto di enti, istituzioni, associazioni di categoria che credono fortemente in un progetto che ha, tra gli scopi prioritari, quello di esaltare la filiera corta delle produzioni agroalimentari».
L'Asparago piacentino non vanta una tradizione storica consolidata ma si sta affermando come una produzione di qualità e valore, con una grande potenzialità di sviluppo per il mercato a vendita diretta e con nuove opportunità di reddito a nuove aziende. Il consorzio si fonda su un forte importante e, sino ad ora, unico sodalizio con il mondo del commercio che risponde ad un modo concreto di accorciare la filiera: dai nostri campi direttamente nelle cucine dei ristoranti e non solo.
«Il Consorzio, già nella fase di avvio dell'iter costitutivo, ha scelto di far dialogare i diversi soggetti interessati; in particolare i produttori e i trasformatori, come gli chef, e di conseguenza il sistema locale - conclude Emanuela Cabrini. Non a caso la prima iniziativa che abbiamo sviluppato è una rassegna gastronomica che coinvolge 32 tra ristoranti e agriturismi che fino al 15 giugno, mettono in tavola l'Asparago piacentino».
Il valore della produzione
L'Asparago piacentino ad oggi non vanta denominazione come altre tipologie italiane che si fregiano di Igp (indicazione geografica protetta) o di De.co. (Denominazione d'origine comunale) ma non per questo non rispetta regole di coltivazione e produzione, anzi. Proprio per tutelare e valorizzare al massimo questo ortaggio i principali produttori hanno dato vita al Consorzio. Un organismo e un marchio che sarà la garanzia per i consumatori di poter acquistare prodotto piacentino, garantito e certificato da un rigoroso disciplinare di produzione e conservazione voluto dai produttori, per dare maggiori sicurezze alimentari.
L'area di produzione dell'Asparago Piacentino ha il suo fulcro in zone dove i terreni sono ben drenati, con un pH compreso tra i valori 6-7,5; corrispondono ai comuni di Besenzone, Cadeo, Calendasco, Casel San Giovanni, Castelvetro, Cortemaggiore, Gazzola, Gragnano, Monticelli, Pontenure, San Pietro in Cerro, Villanova per un'estensione complessiva di circa 20 ettari. L'Emilia-Romagna è la quarta regione di produzione, dopo il Veneto, la Campania e la Puglia; la produzione complessiva è di circa 5.460 tonnellate. Mentre i primati europei e mondiali di asparago sono detenuti rispettivamente dalla Germania (80mila tonnellate) e dalla Cina (oltre 6 milioni di tonnellate).
«In un momento dove tutto il comparto agricolo soffre pesantemente delle importazioni selvagge da altri paesi che creano serie difficoltà di mercato per le produzioni locali è opportuno fare ogni sforzo per far conoscere le caratteristiche qualitative delle nostre produzioni - sostiene Emanuela Cabrini, presidente del Consorzio. Sono anni, da quando mi occupavo di sindacato agricolo giovanile (Anga), che sostengo fortemente che per far conoscere i propri prodotti bisogna parlarne tramite una buona e corretta informazione. La produzione sul territorio piacentino di asparago non è di grandi quantitativi, ma di grande qualità - prosegue la presidente. Noi soci del consorzio auspichiamo un aumento di produttori e di superfici coltivate che possano favorire reddito, occupazione e soddisfazioni all'intero mondo agricolo ed imprenditoriale».
Consorzio per la tutela e valorizzazione dell'Asparago piacentino
via Moschini 16, 29010 Pontenure (Pc)
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