Sanpellegrino, dopo i dazi Usa ora una campagna anti minerali ?
Per giustificare la riduzione del personale l'azienda della Nestlè lancia un allarme sorprendente: ci sarebbe in atto una campagna per criminalizzare i produttori di acque minerali... Ma nessun concorrente ne ha mai parlato, mentre i politici contestano all'azienda di non rispettare gli impegni
Se non fosse per l'autorevolezza della fonte che la riporta, il 'Corriere della sera”, ci sarebbe da farsi due risate e cambiare argomento. Eppure tutto sembra confermato. La Sanpellegrino (una delle acque più note e più vendute al mondo, e fra le più costose) lancia un'accusa davvero strabiliante che apre scenari forse inconcepibili. Ai danni dei produttori di acque minerali, secondo la divisione acqua e bevande non alcoliche della più importante realtà alimentare operante in Italia (il gruppo svizzero Nestlè), sarebbe in atto «un'aggressiva quanto ingiustificata campagna anti-minerale che, anche in Lombardia, ha potuto contare sull'appoggio di opinion leader e figure istituzionali di rilievo che, con vari mezzi, hanno contribuito a criminalizzare chi opera in questo settore».
Il contesto in cui Sanpellegrino ha sparato ad alzo zero contro ignoti è quello di una qualche giustificazione (oltre ai nuovi dazi Usa) per la pesante riduzione del personale in programma. Sanpellegrino dice di vedere in pericolo parte delle 200 milioni di bottiglie vendute ogni anno negli Usa sulle 980milioni proodotte. Un allarme che ha l'effetto di una vera e propria bomba perché nessun altro produttore italiano sembra avere avanzato una simile ipotesi. Né si trova conferma presso la Federlombarda, che pure avrebbe dovuto denunciare da tempo un simile accanimento contro gli imbottigliatori di acqua pura di sorgente.
Si può anche capire che a qualche produttore di acqua minerale possa dispiacere che, visti i prezzi raggiunti da alcune minerali (e quelli del gruppo della stella rossa sono fra i più elevati), in tempi di crisi si venda qualche bottiglia in meno. Ma tutta questa campagna anti acqua minerale francamente non ci pare di averla vista. Se fosse il contrario l'avremmo del resto segnalata e denunciata da tempo a tutela dei prodotti di qualità.
Il dubbio, volebndo prendere per buone le parole di Sanpellegrino, è che l'azienda svizzera si riferisca magari ai risultati di alcune sue discutibili iniziative di marketing, tese ad enfatizzare un po' troppo come acque esclusive i suoi prodotti. Tanto che in alcuni ristoranti "in" si è a volte imbarazzati di fronte ad una scelta quasi obbligata fra Sanpellegrino (una delle acque più gasate in commercio) e la gemella Panna (una delle meno leggere fra le ferme …). Come dire che, avendo osato forse un po' troppo con scelte di campo elitarie e restrittive, ora con la crisi anche in Italia potrebbe essersi ridotto (ma è vero?) il numero delle vendite o, più facilmente, delle scelte. Se non ci fosse di mezzo un problema commerciale non si capirebbero delr esto le ragioni dello stato di crisi...
Uno stato di crisi che non convince peraltro le istituzioni e i politici di Bergamo (provincia dove ha sede da sempre il più importante stabilimento del gruppo, a San Pellegrino Terme). In proposito Gianluigi Scalzi, sindaco del comune della val Brembana, è lapidario: «Una questione troppo forzata. La guerra sui dazi con gli Usa non mi convince. Un taglio così improvviso all'occupazione mi sembra un colpo troppo forte. E ora vengono disattesi gli impegni presi dopo avere peraltro ottenuto molto … Credo che vadano studiati tutti gli strumenti possibili e immaginabili per far rientrare questa situazione, questa fase di difficoltà. Ragioniamo tutti per uscirne ».
Con il Comune di San Pellegrino Terme ci sono istituzioni e sindacati per fare quadrato attorno ai lavoratori della fabbrica, chiedendo all'azienda di ritirare la procedura di mobilità che interessa 120 addetti in Bergamasca sui 282 coinvolti in tutti gli stabilimenti del gruppo. «Ci siamo dichiarati tutti d'accordo sul fatto che occorra ritirare la procedura di mobilità per favorire una trattativa che preveda come minimo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, ovvero la cassa integrazione, in attesa che rientri crisi economica - dice Luciano Capetti, assessore provinciale al Lavoro - Partiamo dalla premessa fondamentale che l'acqua minerale resta un bene di consumo imprescindibile e nel giro di pochi mesi potrebbe esserci una ripresa e quindi anche un aumento di vendite, senza una riduzione del personale. Ci siamo aggiornati al 26 marzo per valutare l'esito del primo incontro con l'azienda».
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