A Monza tornerà il farro e i Latini ci faranno la pasta
Accordo del pastificio marchigiano con la Coldiretti, la Camera di commercio e il Consorzio cuochi di Lombardia per riprendere la coltivazione di faro di alta qualità. Coinvolti una ventina di agricoltori per 70 ettari. Si produrrà pasta di alta gamma nella logica della tracciabilità

L'azienda Latini (uno dei marchi più prestigiosi della pasta italiana di qualità) produrrà pasta con farina di farro appositamente coltivata da agricoltori brianzoli. Il tutto con il marchio 'q”, qualità di Brianza, che ne valorizzerà la distribuzione destinata sia al mercato dei consumatori che cercano nuovi prodotti genuini e di territorio, sia alla ristorazione di qualità. A garanzia della genuinità del prodotto un'intesa, assolutamente originale per l'Italia, che vede insieme, oltre all'azienda marchigiani, le istituzioni locali, la Coldiretti e il Consorzio Cuochi di Lombardia.
L'intesa, sottoscritta venerdì presso la Camera di commercio di Monza e Brianza prevede che 20 agricoltori coltiveranno a farro 70 ettari sotto la supervisione dei tecnici della Pasta Latini. Il primo raccolto sarà a luglio del 2010, e già a settembre sarà in vendita la prima pasta al farro prodotta in Brianza secondo i dettami del progetto 'chilometro
zero” di Coldiretti. Alla firma dell'accordo erano
presenti il responsabile della Coldiretti, Tiziano Tenca, il presidente del Consorzio Cuochi di Lombardia, Matteo Scibilia, il segretario generale della Camera di commercio, Renato Mattioni, il responsabile del nuovo Consorzio agricolo Brianza di Vimercate, specializzato nella produzione di cereali Augusto Frigerio, nonché i titolari del pastificio di Osimo (An) Carlo e Carla Latini.
Il progetto era nato solo qualche mese fa, quando Matteo Scibilia - che nel 1990 era il primo venditore su Milano della pasta Latini (posizionata nella migliore ristorazione) - accennava al segretario della Camera di commercio di Monza del desiderio della famiglia Latini di produrre, anzi ri-produrre, in Brianza un antico cereale già coltivato dagli antichi romani in tutta la Lombardia, il farro appunto, progenitore del
grano attuale. Basti ricordare che la parola farina deriva dal latino "far" cioè farro. E Triticum era il nome latino del grano, nella varietà farro, 'triticum dicoccum”.
Ci sono molte varietà di farro, ma il migliore per la pasta è proprio il ' dicoccum ' come ha spiegato Carlo Latini, che si presenta come un cereale adatto alle esigenze dell'uomo di oggi, parzialmente raffinato, e con una carica glicemica molto inferiore al grano normalmente utilizzato, tant'è che si tratta di un prodotto molto consumato nei mercati del nord Europa.

La pasta che verrà realizzata con questa farina sarà quindi particolarmente ricercata e di alta qualità, tanto che il Consorzio Cuochi di Lombardia garantirà la diffusione nella ristorazione di un prodotto assolutamente innovativo, ma al tempo stesso legato alla storia, alla tradizione e, grazie a questo accordo, al territorio e quindi ad una tracciabilità sicura. Una pasta di farro che si aggiungerà a quella già oggi prodotta dall'azienda Latini con farro coltivato in centro Italia, ma che in questo caso garantirà un salto di qualità per l'utilizzo di una a varietà di più alto livello. E da tempo, va ricordato, il pastificio Latini sta puntando sul recupero di cereali tradizionali e di alta qualità per caratterizzare la sua offerta.
Di grande interesse è in ogni caso la triangolazione fra Camera di commercio di Monza (che vede nello sviluppo di una agricoltura locale un'occasione di valorizzazione del territorio), la Coldireti (che ha garantito la disponibilità degli agricoltori) e il Consorzio Cuochi di Lombardia. Anche da qui nasce la pasta di Monza e Brianza, la pasta del nord.

