Grana Padano, nel 2008 risale la produzione. Battuta d'arresto per l'export
Con le produzioni di dicembre pervenute in questi primi giorni del 2009 e il recentissimo dato Nielsen sui consumi nazionali dell'ultimo bimestre 2008, il Consorzio tutela Grana Padano tracciare un primo bilancio consuntivo dell'annata 2008.
«La produzione 2008 è cresciuta dell'1,96% rispetto al 2007 ma è calata del -0,04% rispetto al 2006, pur avendo il 2008 un giorno in più che incide per uno 0,27% anno - spiega il presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi. Il confronto con il dato di tre anni fa è necessario, perché nel 2007 il prezzo molto favorevole del latte spot estivo consentì una vendita insolita e decisamente significativa di latte destinato a formaggi molli o ad essere commercializzato fresco».
Le scorte nel 2008 sono calate del -7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 forme rispetto a 1.167.300 forme dell'anno precedente, cioè il livello più basso degli ultimi dieci anni. Anche per vendite in netta controtendenza rispetto alla situazione generale. «I consumi nazionali dell'ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen ottobre/novembre 2008 - precisa il presidente del Consorzio - sono cresciuti del 1,4%, portando l'annata dicembre 2007/ novembre 2008 a registrare un +2,6% rispetto a quella precedente».
Export, battuta d'arresto
L'export sembra invece aver registrato un seppur modesto stop, calando del 3%; ma in questo caso i dati sono ancora riferiti al periodo gennaio/agosto e quindi, al momento, si tratta solo di una tendenza che andrà verificata quando Istat fornirà i dati definitivi export 2008. «In considerazione della crisi internazionale e della costante e vistosa crescita degli ultimi anni, era comunque prevedibile che ci potesse essere una pausa di riflessione – commenta Baldrighi - sicuramente occasionale e momentanea, del formaggio Dop leader assoluto delle vendite mondiali».
Per quanto riguarda i formati, è ulteriormente cresciuto il segmento grattugiato e bocconcini, attestandosi al 15.5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, attestandosi al 35.9% del totale, e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48.6%.
Costi di produzione ancora troppo alti
La questione cruciale resta comunque la scarsa remunerazione per i caseifici. «Dopo un andamento altalenante nel primo semestre 2008, dalla metà di luglio si è progressivamente perso 1 euro al kg, pari al 18% circa del costo di produzione – rileva il presidente. Invece il prezzo medio di vendita al pubblico, rilevato da Nielsen, si è attestato sugli 11 euro al kg, rimanendo praticamente costante in ogni rilevazione bimestrale di Nielsen».
Nel 2008, inoltre, il prezzo di vendita all'ingrosso non ha compensato i costi di produzione, rappresentati per circa l'85% dal valore del latte alla stalla, ed i caseifici hanno prodotto in perdita; ciò ha indotto l'Assemblea del 12 dicembre a varare un impegnativo pacchetto di iniziative finalizzata ad un riequilibrio del mercato.
«Dall'Assemblea di dicembre ad oggi sono stati però troppo deboli i troppi deboli segnali di ripresa che mettono in evidenza, ancora una volta, come il settore sia ormai troppo compresso da due endemici elementi di forte criticità - osserva Baldrighi. Il primo è rappresentato dall'eccessiva frammentazione dell'offerta mensile di prodotto da parte dei caseifici produttori, l'altro dal livello esasperato di concorrenza che i commercializzatori si fanno nel fornire formaggio alla sempre più concentrata Gdo».
Le aspettative per il 2009
Per il 2009 sarà quindi necessario che ogni attore all'interno dell'intera filiera del Grana Padano, consapevole di tali due criticità, ricerchi i percorsi più idonei ad attenuarne l'impatto negativo. Obbiettivo non impossibile per il presidente del Consorzio. «I provvedimenti presi nell'ultima assemblea sottrarranno al mercato circa 200.000 forme di Padano e Reggiano destinate agli indigenti, ma sposteranno anche dal mercato del 2009 a quello del 2010 70.000 forme di 'Riserva” - rileva il presidente del Consorzio. Inoltre, importanti risorse aggiuntive di Buonitalia incentiveranno l'export. Se poi teniamo conto che la produzione 2009 sarà inferiore a quella del 2008, ritengo sussistano le condizioni per guardare al nuovo anno con maggior fiducia».
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«La produzione 2008 è cresciuta dell'1,96% rispetto al 2007 ma è calata del -0,04% rispetto al 2006, pur avendo il 2008 un giorno in più che incide per uno 0,27% anno - spiega il presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi. Il confronto con il dato di tre anni fa è necessario, perché nel 2007 il prezzo molto favorevole del latte spot estivo consentì una vendita insolita e decisamente significativa di latte destinato a formaggi molli o ad essere commercializzato fresco».
Le scorte nel 2008 sono calate del -7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 forme rispetto a 1.167.300 forme dell'anno precedente, cioè il livello più basso degli ultimi dieci anni. Anche per vendite in netta controtendenza rispetto alla situazione generale. «I consumi nazionali dell'ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen ottobre/novembre 2008 - precisa il presidente del Consorzio - sono cresciuti del 1,4%, portando l'annata dicembre 2007/ novembre 2008 a registrare un +2,6% rispetto a quella precedente».
Export, battuta d'arrestoL'export sembra invece aver registrato un seppur modesto stop, calando del 3%; ma in questo caso i dati sono ancora riferiti al periodo gennaio/agosto e quindi, al momento, si tratta solo di una tendenza che andrà verificata quando Istat fornirà i dati definitivi export 2008. «In considerazione della crisi internazionale e della costante e vistosa crescita degli ultimi anni, era comunque prevedibile che ci potesse essere una pausa di riflessione – commenta Baldrighi - sicuramente occasionale e momentanea, del formaggio Dop leader assoluto delle vendite mondiali».
Per quanto riguarda i formati, è ulteriormente cresciuto il segmento grattugiato e bocconcini, attestandosi al 15.5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, attestandosi al 35.9% del totale, e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48.6%.
Costi di produzione ancora troppo alti
La questione cruciale resta comunque la scarsa remunerazione per i caseifici. «Dopo un andamento altalenante nel primo semestre 2008, dalla metà di luglio si è progressivamente perso 1 euro al kg, pari al 18% circa del costo di produzione – rileva il presidente. Invece il prezzo medio di vendita al pubblico, rilevato da Nielsen, si è attestato sugli 11 euro al kg, rimanendo praticamente costante in ogni rilevazione bimestrale di Nielsen».
Nel 2008, inoltre, il prezzo di vendita all'ingrosso non ha compensato i costi di produzione, rappresentati per circa l'85% dal valore del latte alla stalla, ed i caseifici hanno prodotto in perdita; ciò ha indotto l'Assemblea del 12 dicembre a varare un impegnativo pacchetto di iniziative finalizzata ad un riequilibrio del mercato.
«Dall'Assemblea di dicembre ad oggi sono stati però troppo deboli i troppi deboli segnali di ripresa che mettono in evidenza, ancora una volta, come il settore sia ormai troppo compresso da due endemici elementi di forte criticità - osserva Baldrighi. Il primo è rappresentato dall'eccessiva frammentazione dell'offerta mensile di prodotto da parte dei caseifici produttori, l'altro dal livello esasperato di concorrenza che i commercializzatori si fanno nel fornire formaggio alla sempre più concentrata Gdo».
Le aspettative per il 2009
Per il 2009 sarà quindi necessario che ogni attore all'interno dell'intera filiera del Grana Padano, consapevole di tali due criticità, ricerchi i percorsi più idonei ad attenuarne l'impatto negativo. Obbiettivo non impossibile per il presidente del Consorzio. «I provvedimenti presi nell'ultima assemblea sottrarranno al mercato circa 200.000 forme di Padano e Reggiano destinate agli indigenti, ma sposteranno anche dal mercato del 2009 a quello del 2010 70.000 forme di 'Riserva” - rileva il presidente del Consorzio. Inoltre, importanti risorse aggiuntive di Buonitalia incentiveranno l'export. Se poi teniamo conto che la produzione 2009 sarà inferiore a quella del 2008, ritengo sussistano le condizioni per guardare al nuovo anno con maggior fiducia».
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