Al calo dei consumi si contrappone l'aumento dell'attenzione per i prodotti tipici e di qualità: lo conferma la sesta edizione del salone gastronomico "Sapori della carne", che si terrà a Cuneo l'8 e il 9 novembre. Numeri in crescita, per questa manifestazione che accompagna la Mostra nazionale della razza bovina Piemontese (quest'anno all'edizione numero 29), con la presenza di circa venti produzioni tipiche a base di carne da tutto il Piemonte, preparate e offerte al pubblico dai referenti dei singoli territori: nei padiglioni allestiti alle porte della città, presso l'area mercatale Miac (divenuta riferimento nazionale per la compravendita dei bovini da carne e al centro di importanti progetti per un "polo dell'agroalimentare"), il pubblico potrà trovare in degustazione non stop piatti della tradizione come il bollito e gli arrosti, la "giora" di Carmagnola e la salsiccia bovina di Bra, la trippa alla Franchinese e l'Angus allevato in Valle Grana, ma anche prodotti da carni di suini, ovini e conigli, ma anche di anatra, asino e struzzo.
 L'aspetto gastronomico, ampliato rispetto alle precedenti edizioni (con tanto di momenti per le scuole e per chi vuole imparare a cucinare bene la carne), accompagna quello tecnico, con l'esposizione dei migliori capi della razza bovina Piemontese: quest'anno gli esemplari in mostra passano da 200 a oltre 300, segno del forte interesse che si riscontra sul mercato per questa razza. Non soltanto in Italia, dato che nel pomeriggio di sabato 8 verranno anche ricevute delegazioni delle associazioni di allevatori di Piemontese all'estero in rappresentanza di 13 Paesi. Gli operatori del comparto non nascondono le difficoltà, legate al generale andamento dell'economia del nostro Paese e al calo dei consumi, con scelte di spesa in contrazione sull'alimentare e anche sulla carne di qualità.

Proprio la qualità, però, sta mettendo gli allevatori della razza bovina Piemontese (con 230.000 capi a libro genealogico aderenti all'Anaborapi, l'associazione degli allevatori) al riparo da una crisi più forte, come già avvenne per "mucca pazza", da cui anzi la carne della Piemontese potè distinguersi e iniziare il proprio cammino di valorizzazione. «La spinta propulsiva del dopo-mucca pazza sta venendo meno - ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Mino Taricco, dobbiamo lavorare per tracciare e percorrere nuove strade a supporto della qualità nella quantità che questa carne sa esprimere. Si tratta di una scommessa fondamentale per l'allevamento da carne in Piemonte, come emerso anche il 15 ottobre a Cuneo negli "stati generali" della zootecnia, perchè la Piemontese può garantire un buon reddito a chi alleva, ma questa qualità deve essere riconosciuta e apprezzata dal mercato".

fonte Agi

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