Contro la crisi dei consumi si riscoprono le tipicità: in mostra carni piemontesi
L'aspetto gastronomico, ampliato rispetto alle precedenti edizioni (con tanto di momenti per le scuole e per chi vuole imparare a cucinare bene la carne), accompagna quello tecnico, con l'esposizione dei migliori capi della razza bovina Piemontese: quest'anno gli esemplari in mostra passano da 200 a oltre 300, segno del forte interesse che si riscontra sul mercato per questa razza. Non soltanto in Italia, dato che nel pomeriggio di sabato 8 verranno anche ricevute delegazioni delle associazioni di allevatori di Piemontese all'estero in rappresentanza di 13 Paesi. Gli operatori del comparto non nascondono le difficoltà, legate al generale andamento dell'economia del nostro Paese e al calo dei consumi, con scelte di spesa in contrazione sull'alimentare e anche sulla carne di qualità.Proprio la qualità, però, sta mettendo gli allevatori della razza bovina Piemontese (con 230.000 capi a libro genealogico aderenti all'Anaborapi, l'associazione degli allevatori) al riparo da una crisi più forte, come già avvenne per "mucca pazza", da cui anzi la carne della Piemontese potè distinguersi e iniziare il proprio cammino di valorizzazione. «La spinta propulsiva del dopo-mucca pazza sta venendo meno - ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Mino Taricco, dobbiamo lavorare per tracciare e percorrere nuove strade a supporto della qualità nella quantità che questa carne sa esprimere. Si tratta di una scommessa fondamentale per l'allevamento da carne in Piemonte, come emerso anche il 15 ottobre a Cuneo negli "stati generali" della zootecnia, perchè la Piemontese può garantire un buon reddito a chi alleva, ma questa qualità deve essere riconosciuta e apprezzata dal mercato".
fonte Agi
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