Noi di Sala
Vini rosati, altro che compromesso: meritano più considerazione
La cultura italiana snobba spesso i rosé, ritenendoli solo il terzo tipo di vino, dopo bianchi e rossi. In realtà, grazie alla loro beva facile e ad un ottimo rapporto qualità/prezzo, andrebbero valorizzati
Quello di pensare che i vini rosati siano dei vini di compromesso è un pregiudizio tutto italiano. Nell’immaginario comune, infatti, un vino di colore rosa rappresenta ancora una via di mezzo tra il rosso e il bianco, mancante di personalità, e di dubbia provenienza. Sbagliatissimo. I pregiudizi sui vini rosati sono principalmente di natura culturale, con la disinformazione sul tema che continua a rafforzarne alcuni preconcetti. I vini rosati soffrono poi dell’immagine e dal successo delle tipologie bianco e rosso, chiaramente più promosse sul mercato. Un buon punto di partenza nel promuovere la tipologia è di certo ricordare che la pratica di ottenere un vino rosato miscelando vino bianco e rosso è proibita in tutti i paesi, eccetto che nella preparazione di vini base per la spumantizzazione. Ma questo lo sappiamo già in tanti, presumo.
Produzione complessa, ma sul mercato funziona
Molte aziende viticole hanno preferito in passato non inserire un vino rosato nella propria produzione a causa del complesso metodo di ottenimento, molto più delicato che per i vini bianchi o rossi, altro che miscelazione. Ma il rosato, anche se in terza posizione alla linea di partenza, sta velocemente recuperando pista, incoraggiato dai mercati esteri dove già da tempo se ne fa largo consumo, e forte delle sue doti di “attualità”. L’aspetto “modaiolo” acquisito dai rosati della Provenza, bevuti d’estate a “cascate” in Costa Azzurra, ha dato un enorme spinta alla richiesta in tutto il mondo. Ma i vini rosati non rappresentano esclusivamente uno status symbol, infatti conquistano sempre più le tavole grazie al loro rapporto qualità/prezzo (favorevole spesso sia rispetto ai rossi che ai bianchi); hanno generalmente gradazioni alcoliche più contenute; sono di facile beva e di più ampio abbinamento a tavola. Allora, in un trend dove si preferiscono sempre di più vini giovani e di facile approccio, il rosato cresce e se ne accorgono anche le aziende che ne producono sempre di più su e giù per l’Italia.
Leggi anche
Le produzioni italiane da valorizzare
La nostra è la più variegata terra da vino al mondo: il bacino mediterraneo ci regala vigneti splendidi e frutti eccezionali e quale vino meglio del rosato può raccontare questo caleidoscopio di emozioni e colori? Lo sanno bene in Puglia, ad esempio, dove la tradizione secolare dei rosati è la migliore rappresentante della produzione di vino locale. Qui, nel Salento, si producono vini rosati eccezionali, frutto del vitigno Negramaro. Ma, sempre nella radicata cultura della tipologia, è da valorizzare la produzione abruzzese con i noti Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, rosati poderosi e profondi. Sono poi deliziosi i Chiaretto del Garda, ma anche i classici, più “nordici”, Lagrein rosati dell’Alto Adige.


