“Sud” 2018 di Tenuta Bastonaca. Un rosso intrigante e complesso
Non è ancora sul mercato, ma fa già parlare di sé. Il vino punta di diamante della cantina ragusana esprime una visione aperta e rivolta al futuro, pur affondando le radici nella tradizione
In un antico palmento del Settecento, nella contrada di Bastonaca, nel bel mezzo dell’unica Docg siciliana, quella del Cerasuolo di Vittoria, sorge una piccola e ambiziosa realtà che prende il nome dal luogo che la ospita, Tenuta Bastonaca. Quindici ettari vitati, tutti coltivati rigorosamente ad alberello, così come vuole la tradizione e come facevano i nonni di Giovanni Calcaterra e di sua moglie Silvana Raniolo, all’interno della culla del Cerasuolo di Vittoria, del Frappato e del Nero d’Avola, anche se non sono solo queste le uve coltivate. Ritroviamo, infatti, anche Grenache e Tannat che contribuiscono, in taglio, alla creazione di uno dei vini di punta dell’azienda, il “Sud”. Questi ultimi due vitigni donano una visione aperta e rivolta al futuro ad una realtà che ha forti radici nel passato e nella tradizione.

Nel comune di Vittoria, in provincia di Ragusa, in Contrada Bastonaca, ad un’altezza di 230 metri slm, su terre rosse di media consistenza e sabbie sub-appenniniche di origine pliocenica e di natura calcarea, viene prodotto il vino fiore all’occhiello dell’azienda, che ha un nome ricco di significato, “Sud”. Nasce da un blend di Nero d’Avola 60%, Grenache 20% e Tannat 20%, coltivati ad alberello; le uve hanno un sesto d’impianto di circa 7mila ceppi per ettaro e un’età variabile, si va dai 30 anni del Nero d’Avola ai 9 anni dei due internazionali, Tannat e Grenache; le rese per l’ottenimento di questo vino sono veramente irrisorie, parliamo di circa 6 quintali per ettaro e una produzione che si aggira intorno alle 5mila bottiglie annue.
Le uve vengono vendemmiate a mano all’inizio di ottobre, segue una selezione manuale dei grappoli, diraspapigiatura e poi 15 giorni di permanenze sulle bucce; dopo la svinatura, malo lattica in vasca d’acciaio, alla quale segue un affinamento in tonneau di rovere francese nuovo per 12 mesi e in bottiglia per almeno 8 mesi.
L’annata 2018, non ancora sul mercato, si presenta nel calice di colore rosso rubino impenetrabile con riflessi granato. Frutti rossi maturi, cenni floreali e toni speziati emergono da sbuffi minerali, di vaniglia e cioccolato in un complesso, intenso ed elegante bouquet olfattivo che conduce ad un sorso morbido e di buon corpo; freschezza e buona dote tannica ne lasciano intravedere un buon potenziale evolutivo, dotato di un lungo, fruttato e vanigliato finale.

Non solo uve. Sui suoli aziendali sorgono anche circa mille ulivi di Carolea, antica e pregiata varietà, che dona oli evo a bassa percentuale di acidità e dai sentori fruttati di mela, mandorla e carciofo, con un gusto a volte leggermente piccante; ottimo come condimento per i cibi sia crudi che cotti. Ai 15 ettari situati all’interno del territorio del Cerasuolo di Vittoria, poco tempo fa se ne sono aggiunti due nel comune di Castiglione di Sicilia, a Solicchiata, sull’Etna, una delle zone senza dubbio più vocate alla viticoltura di qualità dell’intera penisola e che regala emozioni e bellezza folgoranti. Uno dei punti cardine dell’azienda è senza dubbio l’attenzione all’ambiente, tant’è che Silvana e Giovanni, con la collaborazione di Carlo Ferrini, agronomo ed enologo aziendale, utilizzano solo prodotti naturali e riciclabili, per una conduzione biologica dei terreni.
Per informazioni: www.tenutabastonaca.it

Nel comune di Vittoria, in provincia di Ragusa, in Contrada Bastonaca, ad un’altezza di 230 metri slm, su terre rosse di media consistenza e sabbie sub-appenniniche di origine pliocenica e di natura calcarea, viene prodotto il vino fiore all’occhiello dell’azienda, che ha un nome ricco di significato, “Sud”. Nasce da un blend di Nero d’Avola 60%, Grenache 20% e Tannat 20%, coltivati ad alberello; le uve hanno un sesto d’impianto di circa 7mila ceppi per ettaro e un’età variabile, si va dai 30 anni del Nero d’Avola ai 9 anni dei due internazionali, Tannat e Grenache; le rese per l’ottenimento di questo vino sono veramente irrisorie, parliamo di circa 6 quintali per ettaro e una produzione che si aggira intorno alle 5mila bottiglie annue.
Le uve vengono vendemmiate a mano all’inizio di ottobre, segue una selezione manuale dei grappoli, diraspapigiatura e poi 15 giorni di permanenze sulle bucce; dopo la svinatura, malo lattica in vasca d’acciaio, alla quale segue un affinamento in tonneau di rovere francese nuovo per 12 mesi e in bottiglia per almeno 8 mesi.
L’annata 2018, non ancora sul mercato, si presenta nel calice di colore rosso rubino impenetrabile con riflessi granato. Frutti rossi maturi, cenni floreali e toni speziati emergono da sbuffi minerali, di vaniglia e cioccolato in un complesso, intenso ed elegante bouquet olfattivo che conduce ad un sorso morbido e di buon corpo; freschezza e buona dote tannica ne lasciano intravedere un buon potenziale evolutivo, dotato di un lungo, fruttato e vanigliato finale.

Silvana Raniolo e Giovanni Calcaterra
Non solo uve. Sui suoli aziendali sorgono anche circa mille ulivi di Carolea, antica e pregiata varietà, che dona oli evo a bassa percentuale di acidità e dai sentori fruttati di mela, mandorla e carciofo, con un gusto a volte leggermente piccante; ottimo come condimento per i cibi sia crudi che cotti. Ai 15 ettari situati all’interno del territorio del Cerasuolo di Vittoria, poco tempo fa se ne sono aggiunti due nel comune di Castiglione di Sicilia, a Solicchiata, sull’Etna, una delle zone senza dubbio più vocate alla viticoltura di qualità dell’intera penisola e che regala emozioni e bellezza folgoranti. Uno dei punti cardine dell’azienda è senza dubbio l’attenzione all’ambiente, tant’è che Silvana e Giovanni, con la collaborazione di Carlo Ferrini, agronomo ed enologo aziendale, utilizzano solo prodotti naturali e riciclabili, per una conduzione biologica dei terreni.
Per informazioni: www.tenutabastonaca.it


