Autoctono
Premetta, vitigno valdostano di buona acidità e adatto alla spumantizzazione
Conosciuto anche come Prié rouge o Neblou, venne descritto per la prima volta nel 1836. Coltivato prevalentemente nella zona tra Aosta e Avise, è la base di numerosi vini rossi Valle d'Aosta Doc
Il Premetta è un vitigno autoctono della Valle d’Aosta, conosciuto anche con il nome di Prié rouge o Neblou. Venne descritto per la prima volta nel saggio sulle viti e sui vini della Valle d’Aosta del 1836 dal medico canavesano Lorenzo Francesco Gatta, appassionato ricercatore in campo agrario, come un’uva ad acini grossi, succosi, colorati di rosso corallo scuro e dal gusto scipito e sciocco. Prié rouge, come suggerisce il nome, è un vitigno imparentato con il Prié blanc, oltre che con il Roussin de Morgex ed il Mayolet, ed era coltivato esclusivamente nella zona tra Aosta e Avise con una relativa concentrazione nei vecchi vigneti ad Aymavilles.
Un vitigno adatto anche alla spumantizzazione
Autori successivi ne descrissero la presenza in altre zone della media valle e gli attribuirono una duplice attitudine, considerandola una buona uva da tavola e da fare appassire per ottenere dei buoni vini di lunga conservazione. Il vino ha un colore rosa corallo con note fruttate (lamponi) e floreali (rosa canina), in bocca ha una buona acidità che lo rende adatto alla spumantizzazione, è poco alcolico ma caratterizzato da un tannino ben marcato che viene arrotondato con brevi affinamenti. Si abbina a polenta, gnocchi, cotoletta alla valdostana, selvaggina, salumi e formaggi tipici quali, ad esempio, la fontina. È uva base di numerosi vini rossi Valle d'Aosta Doc tra cui per il 70% Chambave, per l'85% Enfer d'Arvier, per il 30% Nus e per il 70% Torrette.


