Milazzo ridisegna il Bianco di Nera: nuova etichetta per "catturare" i giovani
Per festeggiare i 30 anni di attività e la ripresa dell’Horeca, la cantina guidata da Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio si è affidata al designer Maurizio Armellin per una nuova veste grafica
Milazzo, per scriverla giusta: Azienda Agricola G. Milazzo, in occasione dei 30 anni, cambia le etichette grafiche ai suoi vini frizzanti, anzi mossi, come li definisce: il Bianco di Nera, il Rosé di Rosa e il Rosso di Nera.
I record della cantina Milazzo
Milazzo è la cantina siciliana dei record:- la più medagliata d’Italia ai 4 concorsi internazionali di prestigio cui partecipa da oltre 20 anni (Concours Mondial de Bruxelles, Challenge International du Vin che si tiene a Bordeaux, 5 Star Wines del Vinitaly, Les Citadelles du Vin a Bordeaux);
- la prima in Sicilia a commercializzare uno spumante metodo classico, era il 1974;
- la prima in Sicilia a lanciare un vino frizzante ottenuto non con addizione di anidride carbonica bensì con la più raffinata ed efficace “presa di spuma” in autoclave, quindi secondo il metodo Charmat, il Bianco di Nera.
La ripresa in contemporanea con la riapertura dei ristoranti
La pandemia ha creato un fermo all’attività dell’azienda che opera solo nel canale Horeca e non nella Gdo e che inoltre aveva trascurato la vendita diretta online. Finalmente si riapre la ristorazione, si torna nei locali, si comincia a bere in socialità buoni vini, e come augurio e segnale di una ripresa i proprietari Giuseppina Milazzo e il marito Saverio Lo Leggio hanno pensato di modernizzare la veste grafica dei loro vini più giovanili, quelli più disinvolti, piacevoli, freschi, destinati ad un pubblico che vuole bere bene ma senza l’impegno di un grado alcolico elevato e di una struttura notevole, appunto i frizzanti Bianco di Nera, Rosé di Rosa e il Rosso di Nera.Bianco di Nera, la punta di diamante
Presentato al mercato siciliano nel 1993, il Bianco di Nera non ha bisogno di presentazioni. Il vino frizzante più amato non solo dai siciliani, il più imitato dalle aziende concorrenti, vino che potrebbe tranquillamente essere l’oggetto di una tesi di laurea o di un saggio di settore, avendo rappresentato una novità totale nel panorama di trent’anni fa, e non avendo mai perso, da allora, la posizione dominante sul mercato, merito anche dell’azzeccatissimo nome.Metodo Martinotti o Charmat (corto, la seconda fermentazione in autoclave dura circa due settimane), blend da uve di Nerello Cappuccio vinificate in bianco, Chardonnay e Inzolia, il Bianco di Nera rappresentò, per il mercato dell’isola degli anni ’90, una novità assoluta: primo vino frizzante siciliano, primo vino ottenuto da uve a bacca rossa senza contatto con le bucce.
Al Bianco di Nera seguì nel 1996 il Rosé di Rosa da particolari selezioni di un antico biotipo di Nero d’Avola localmente detto Insolia Rosa, infine nel 2009 si è chiusa la trilogia col Rosso di Nera da Nero d’Avola.


