Il marchigiano Velenosi è il Miglior Novello d'Italia
Si aggiudica il premio del Nuovo Istituto nazionale del vino e dell’olio novello. Secondo posto ex-aequo per la cooperativa pugliese Upal e per la cantina calabrese Spadafora. Terza la vinicola Tramontana
Il Nuovo Istituto nazionale del vino e dell’olio novello ha assegnato il premio “Miglior Novello d’Italia” al vino della cantina Velenosi di Ascoli Piceno che ha raggiunto un punteggio di 89/100. Fresco e fragrante con sentori di fragoline e lamponi, ottenuto da uve Montepulciano e Lacrima, è prodotto da un’azienda giovane, attiva da soli 40 anni.

Al secondo posto ex-aequo Puglia-Calabria. Di nuovo sul podio la cooperativa pugliese Upal di Cisternino (Br), che aveva ottenuto il massimo riconoscimento lo scorso anno, a pari merito con la cantina Spadafora di Mangone, provincia di Cosenza. A seguire un’altra cantina calabrese, l’azienda vinicola Tramontana di Reggio Calabria con il suo novello “Cinurio”.
La giuria del concorso nazionale, diretto dal giornalista enogastronomico e sommelier Isf-International sommelier foundation Tommaso Caporale, ha assegnato anche un Premio Critica alla cantina Zeni di San Michele all’Adige (Tn) per l’intensità aromatica per novello da uve Teroldego e una menzione tecnica alla cantina Colli Cimini di Vignanello (Vt) per il bianco “Catello”.
Menzione speciale anche a Banfi di Montalcino (Si) per la lunga storia e la qualità immutata nella produzione del vino novello.
La targa “Novello amore mio”, dedicata alle aziende che stanno continuando a comunicare la propria identità e i propri valori anche attraverso il novello, è stata assegnata Ornella Bellia di Pramaggiore (Ve) con il novello da Refosco e Carmenere.
I riconoscimenti saranno consegnati nel corso del Salone nazionale del vino novello, rinviato a causa delle recenti restrizioni anti-Covid19.

Il podio del 14° concorso nazionale dei vini novelli
Al secondo posto ex-aequo Puglia-Calabria. Di nuovo sul podio la cooperativa pugliese Upal di Cisternino (Br), che aveva ottenuto il massimo riconoscimento lo scorso anno, a pari merito con la cantina Spadafora di Mangone, provincia di Cosenza. A seguire un’altra cantina calabrese, l’azienda vinicola Tramontana di Reggio Calabria con il suo novello “Cinurio”.
La giuria del concorso nazionale, diretto dal giornalista enogastronomico e sommelier Isf-International sommelier foundation Tommaso Caporale, ha assegnato anche un Premio Critica alla cantina Zeni di San Michele all’Adige (Tn) per l’intensità aromatica per novello da uve Teroldego e una menzione tecnica alla cantina Colli Cimini di Vignanello (Vt) per il bianco “Catello”.
Menzione speciale anche a Banfi di Montalcino (Si) per la lunga storia e la qualità immutata nella produzione del vino novello.
La targa “Novello amore mio”, dedicata alle aziende che stanno continuando a comunicare la propria identità e i propri valori anche attraverso il novello, è stata assegnata Ornella Bellia di Pramaggiore (Ve) con il novello da Refosco e Carmenere.
I riconoscimenti saranno consegnati nel corso del Salone nazionale del vino novello, rinviato a causa delle recenti restrizioni anti-Covid19.

