Il Piemonte è una regione che da sempre si è mostrata al mondo per la sua capacità di produrre grandissimi vini rossi. Barolo e Barbaresco, ad esempio, esprimono questo grande potenziale. Oltre ai vini fermi, sia bianchi che rossi, possiamo inserire un’altra grande famiglia vinicola, quella degli spumanti, in particolare ottenuti mediante metodo Classico. In questo caso la zona interessata alla produzione di questa tipologia di vini è l’Alta Langa, un territorio adatto per clima e terreni all’allevamento di Pinot Nero e Chardonnay. In questa selezione, accompagnata da piatti nordici, ho scelto per voi alcuni dei migliori esponenti di questa categoria, concentrandomi soprattutto sulla possibilità di questi vini di riuscite a garantire alte soddisfazioni a livello degustativo e alto potenziale di maturazione, prendendo anche campioni che hanno già effettuato lunghe permanenze sui lieviti.

I piatti sono di Philipp Hillebrand, executive chef del Ristorante Eden’s Park dell’hotel Villa Eden di Merano (Bz).

L’Italia del vino Il dinamismo dell’Alta Langa

Zero140 Millesimato Riserva 2007 Enrico Serafino
Vitigno: 85% Pinot Nero, 15% Chardonnay
Affinamento sulle fecce fini: 140 mesi
Zona di produzione: Mango, Loazzolo, Bubbio
Età vigneto: 25-28 anni
Abbinamento suggerito: Tartare di sgombro, bagna cauda, prosciutto crudo di Parma 60 mesi

L’Italia del vino Il dinamismo dell’Alta Langa

La scelta di un metodo Classico targato Enrico Serafino è dovuto all’incredibile capacità di questo produttore a estrapolare il “terroir” dell’Alta Langa. Infatti lo Zero140 possiamo considerarlo come un’essenza di questa piccola zona vitivinicola. Un naso ricco di profumi che vanno da una leggera nota esotica, ricorda la frutta gialla disidratata a delle lievi note di frutta candita in aggiunta ad un’importante nota lievitata e di pasticceria dolce. Al palato è dotato di un buon rapporto mineralità/sapidità, fattore che dà un incredibile spinta in verticale al vino e garantisce un’eleganza fuori dal normale. Equilibrato e fine conferma le aspettative pre-degustazione: un grandissimo vino.


Cuvée Riserva 120 mesi 2008 Gancia
Vitigno: Pinot Nero e Chardonnay
Affinamento sulle fecce fini: 120 mesi
Zona di produzione: Langhe e Monferrato
Età vigneto: 20-25 anni
Abbinamento suggerito: Sella di agnello, patata viola, polenta

L’Italia del vino Il dinamismo dell’Alta Langa

Un altro peso massimo d’Alta Langa con 120 mesi di affinamento per la punta di diamante delle cantine di Casa Gancia. Naso con evidenti sentori di autolisi del lievito, quindi dalla classica crosta di pane ad una mela e pesca disidratata. Colpisce la leggera spezia, la salvia, la buccia di limone caramellizzata, tutte note che aumentano il coloratissimo spettro aromatico di questo grande vino. Al palato tagliente e affilato neutralizza bene la parte grassa del piatto senza andare a scontrarsi con la parte eterea e leggermente amara delle verdure. Un vino con un incredibile persistenza dal finale leggermente salato che invoglia la beva e si fa ricordare al palato tramite un piacevolissimo retrogusto di mela cotogna e miele.


Riserva Coppo 2015 Coppo
Vitigno: 80% Pinot Nero, 20% Chardonnay
Affinamento sulle fecce fini: 60 mesi
Zona di produzione: Canelli in Monferrato
Età vigneto: 40-45 anni
Abbinamento suggerito: Ravioli di fontina, zucca, Parmigiano Reggiano 48 mesi

L’Italia del vino Il dinamismo dell’Alta Langa

Lo studio, la selezione come la ricerca, utilizzando diverse tecniche tra le quali un incremento importante dell’agricoltura integrata, quindi all’utilizzo di tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, come il rispetto totale della natura e la rinuncia di tecniche invasive, hanno portato la cantina Coppo ad un incremento costante della qualità dei propri vini, andando a incentrare il loro apice qualitativo nella Riserva Coppo. Questo metodo classico, è un insieme di concentrazione ed eleganza, la prima dovuta ad un utilizzo saccente della barrique in fase di fermentazione, infatti troviamo intensità e potenza che assieme alla grande freschezza del vino garantiscono persistenza e versatilità, la seconda è dovuta alla lunga permanenza sui lieviti che riesce a aumentare la cremosità e la componente aromatica, contribuendo all’incremento di note classiche come il ricordo di croissant dolce e l’esotico alla già presente varietalità dello Chardonnay. Una riserva sensazionale.