Terra mitica, insenature profonde e minuscoli laghi costieri, promontori a tentare l’abbraccio con le isole vicinissime. Siamo nei Campi Flegrei, a Bacoli, nei pressi del mitologico Antro della Sibilla Cumana. Alle testimonianze delle abilità ingegneristiche degli antichi romani, che qui attuarono l’opus reticulatum, purtroppo si contrappongono scellerate devastazioni edilizie degli ultimi decenni dello scorso secolo.

La produzione della famiglia Di Meo I Campi Flegrei rinascono con il vino
La produzione della famiglia Di Meo
 

Gli stessi decenni in cui quest’area dal punto di vista della ristorazione era intesa quale mediocre “matrimonificio” e dal punto di vista vitivinicolo come serbatoio di vini mediocri atti a poco dignitosa vendita “sfusa”. Il terzo decennio del terzo millennio, qui dove alla storia le si dà del “tu”, visto che con essa si convive nell’accezione letterale del termine da almeno tre millenni, sta donando ad una delle aree più affascinanti del nostro Belpaese, il suo agognato Rinascimento: nessun ulteriore scempio edilizio, ristorazione di qualità che si fa conoscere ed apprezzare anche dai forestieri, turismo colto che viene ad ammirare le vestigia di un territorio che seppe essere sia luogo di delizie e di svaghi per patrizi, sia area portuale per i traffici marittimi di Roma, vitivinicoltura che si guadagna spazi recuperando vigneti ed esita ottimi vini.

Grande il merito, in tutto ciò, delle nuove generazioni. Le generazioni istruite che non vogliono emigrare e che avvertono la fortuna del vivere in questo luogo fatato, in uno con la sottesa sfida di rinnovare lo splendore che il territorio merita ed al contempo esige.

I Campi Flegrei rinascono con il vino

La Sibilla, impostazione futurista

Caso fulgido di ciò, la famiglia Di Meo che, dotata di robuste crescenti competenze e di radicata passione, governa l’azienda vitivinicola La Sibilla di cui è proprietaria. Vigneti parcellizzati, la virtuale composizione dei quali darebbe vita a enoico patchwork. Meditate degustazioni del mirato offering di cantina palesano l’intento ardimentoso quanto ben riuscito della famiglia Di Meo: i signature wines. Sì, ogni etichetta de La Sibilla ha spiccata impronta che la rende riconoscibile e desiderata. Ogni loro vino è innanzitutto un vino... flegreo.

Quanto lodevole per saggezza e lungimiranza, la coraggiosa decisione di un’assenza fortemente voluta dalla famiglia Di Meo: qui nessun vino vede il legno. Qui, insomma, la bottaia non esiste. Un fil rouge pressoché naturale, stante l’area flegrea, è costituito dal binomio mineralità-sapidità.

La degustazione

Tre i meditati assaggi che raccontiamo. I tre vini appartengono alla Doc Campi Flegrei. Raccontiamo Falanghina Campi Flegrei 2020 Doc, da sole uve falanghina. Innanzitutto, sveliamo una curiosità etimologica. Perché il nome Falanghina? Il vitigno Falanghina prende il nome dalla "Phalange", il palo di legno a sostegno della vite. Ben riconoscibile nel vigneto per i suoi grappoli spargoli e affusolati. Al palato ha ragguardevole sapidità decisa; fresca vigoria, equilibrata acidità. Gradevolissimi i sorsi. Abbinamento d’elezione con piatti a base di pesce.

I Campi Flegrei rinascono con il vino

Raccontiamo Cruna deLago 2019 Doc, da sole uve falanghina. La Cruna deLago è tra le vigne più antiche coltivate dalla famiglia Di Meo. Piantata circa 65 anni fa con viti di Falanghina Campi Flegrei ad un’altitudine di circa 30 metri s.l.m., potremmo ben dire che è un vino “da mare”, “da amare”. Gradevoli sentori olfattivi di basilico e timo. Piacevolissimo il finale con suadenti note iodiate che lo rendono calice di esaltante duttilità per abbinamenti non necessariamente di sola cucina di mare. Lo vedremmo benissimo anche con la Mozzarella di Bufala Campana DOP e con pizze dal topping impegnativo.

Raccontiamo Vigna Madre 2019 Doc, da sole uve piedirosso. La Vigna Madre, certificata come "vigna storica", è un diadema che non arriva neanche ad un ettaro di superficie ; fu piantata circa 85 anni fa. È altro signature wine flegreo fatto da Vincenzo Di Meo, dalla sua famiglia coadiuvato. Intriga sia il profilo olfattivo che quello gustativo. Gradevole la mineralità che rende duttile anche questo vino per gli abbinamenti. Carni sia bianche che rosse, sì, ma anche pesce cotto al sale e formaggi stagionati.

Accoppiata vino e turismo I Campi Flegrei rinascono con il vino
Accoppiata vino e turismo
 

Terra vocata all'enoturismo

La Sibilla. Ecco, e adesso la si invoca, di essa è rimasta soltanto la voce, recandoci presso il suo Antro. Così abile ed infallibile nell’oracolare, nel predire il futuro vorremmo osare di chiederle predizione circa i suoi amatissimi Campi Flegrei. Probabilmente oracolerebbe dicendo che è compito dei Flegrei, abitanti questo spicchio di paradiso in terra a valorizzare il territorio e mai più a devastarlo, così contribuendo a riportarlo a destinazione turistica per emergenti flussi internazionali di turismo colto e sostenibile.

Alcune realtà vitivinicole, e La Sibilla è tra costoro, espletano attività di enoturismo. Ciò contribuisce a creare benessere economico e ad incrementare un modello innovativo, che consideri le nuove tendenze internazionali post Covid e le esigenze di un turista che ha modificato le proprie abitudini di acquisto. Si tratta, adesso, non più di aspettare i turisti, bensì di andare a cercarli e sceglierli.

Sappiano i giovani flegrei rendere la loro favolosa area, accessibile, attrattiva, digital, innovativa, organizzata, rassicurante, sostenibile, strutturata, favorendo il coinvolgimento di tutta la popolazione locale. Si dia al brand “Campi Flegrei” il valore che tremila anni di storia gli hanno meritato. La famiglia Di Meo, con La Sibilla, sa fare vini eccellenti, che piacciono al mondo, e sa rendersi best practice per i Campi Flegrei che ci sono e che verranno!

Credito foto: Salvio Parisi

 

La Sibilla
via Ottaviano Augusto 19 - 80070 Bacoli (Na)
Tel 081 8688778