Giri di vite Degustazioni al top, ma da remoto: l'alta caratura viaggia online
Cronache enologiche lungo l’Italia, tra novità assolute e nuovi millesimi di referenze di rilievo. Esperienze sensoriali intense con tour virtuali in Alto Adige, Veneto, Toscana, Puglia e Sicilia
Fra blindate zone rosse, arancioni e gialle, con i conseguenti divieti di spostamento causa pandemia, ormai le degustazioni delle novità enologiche o dei nuovi millesimi si sono definitivamente trasferite nei luoghi virtuali dei collegamenti in videoconferenza, con calici alla mano, alternando video e tastiera al tasting.

Delle varie sessioni di degustazioni di questo autunno vi segnaliamo quelle che ci hanno particolarmente colpito, facendo una non facile sintesi e limitandoci (per ora), a qualche novità assoluta e nuovi millesimi di referenze di rilievo.
Partiamo da un pezzo di storia d’Italia come la casata dei Conte Guicciardini che ha tagliato il traguardo degli otto secoli di ininterrotta attività agricola nella loro sede storica del Castello di Poppiano, a Montespertoli, sulle prime colline fiorentine.
Il gioviale e disponibile conte Ferdinando, sulla scia del nuovo millesimo della riuscita sperimentazione della riproposizione del governo all’uso toscano del Governo 2019 ha presentato alla stampa una nuova referenza, l’E’ssenza 2019. Un vino che affianca alla tecnica dei suoi avi di aggiungere uve appassite al mosto in fermentazione per ammorbidire lo spigoloso Sangiovese e ottenere un vino pronto e bevibile in primavera, la rischiosa quanto apprezzata innovazione della totale assenza di solfiti aggiunti.
Sangiovese in purezza e di carattere
Operazione che richiede grappoli sanissimi e vinificazione accurata, ma che restituisce a questo elegante Sangiovese in purezza una morbidezza e una croccantezza gustativa encomiabile. Al naso i profumi esaltano le caratteristiche varietali di viola appassita, frutta rossa e rosa canina, aggiungendo un rinfrancante apporto di erbe aromatiche e una finale nota terrosa innestata in una spalla acida che richiama subito il sorso successivo. Un Sangiovese di carattere e di sicuro successo per sole 12mila bottiglie commercializzate all’ottimo rapporto qualità/prezzo di circa 15 euro. Un governo… “illuminato”, non c’è che dire.
L’altra novità arriva da un’istituzione della scena enologica siciliana come le storiche Cantine Pellegrino. Per i 140 anni dalla fondazione, oltre alla costante attenzione per un’accoglienza sempre più a misura di enoturista, l’azienda propone agli appassionati un Marsala speciale, da collezione, Genesi, prodotto in sole 2000 bottiglie in vendita esclusiva presso l’enoteca Pellegrino Ouverture a Marsala (Tp).
Un Marsala Superiore Riserva Rubino che celebra la storia della famiglia e della cantina in un elegante bottiglia nera, realizzata con uno stampo esclusivo. La preziosa etichetta bianca, in carta di cotone, ha una goccia di lamina color rame che la percorre in lunghezza. Simboleggia una linea del tempo che dal 1836, data di nascita del fondatore, il notaio Paolo Pellegrino, prosegue per linea di discendenza diretta fino al 2020.
Un Marsala da meditazione che celebra la storia di famiglia
Genesi è prodotto con sole uve rosse (altra rarità per il Marsala), con grappoli di Nero d’Avola coltivati in terreni a medio impasto tendente all’argilloso ubicati a pochi metri sul livello del mare. Uve vendemmiate a maturazione avanzata, vinificate nelle cantine della storica sede di Marsala e affinate per anni in botti di rovere di Allier da 20 ettolitri. Al bicchiere si presenta con un colore rubino intenso con riflessi violacei. Piacevolmente tannico e moderatamente dolce, esprime inaspettati e freschi sentori di frutti rossi, mirtilli, melograno e gelso bianco. Una bottiglia da meditazione che fa scorrere i titoli di coda delle celebrazioni dedicate al 140° anniversario della fondazione, rappresentando in maniera perfetta la sintesi fra la lunga storia e la continua ricerca evolutiva della produzione marchiata Pellegrino.
Quando si parla di Pinot Nero, vitigno bizzoso e delicato ma capace di dare vini dall’eleganza e dai profumi ineguagliabili, fatto salvo casi isolati, le aree dove in Italia si esprime al meglio sono senza dubbio l’Oltrepò Pavese e l’Alto Adige. Di questa seconda area Martin Foradori Hofstätter è sicuramente uno dei protagonisti più accreditati del vitigno transalpino di cui detiene, come privato, la maggiore superficie vitata della provincia.
Il Pinot Noir secondo Hofstätter
Della premiata cantina di Termeno (Bz) vi segnaliamo il nuovo millesimo, il 2018, di un classico come Riserva Mazon, vino che duetta con l’ammiraglia “Vigna Sant’Urbano” per declamare il Pinot Noir secondo Hofstätter. Le uve provengono dall’altopiano di Mazon, vicino la storica tenuta Barthenau, sul versante est della vallata, di fronte a Termeno. Curati filari che guardano a ovest, sfruttando in pieno l’irradiazione solare e accarezzati dall’Ora del Garda che puntuale soffia, preservando i grappoli da calore e umidità. I vitigni hanno un'età media di circa 30 anni. Il 25% dei grappoli viene lasciato con i raspi per aumentarne struttura ed estrazione tannica. Segue una fermentazione di 10 giorni a contatto con le bucce e una maturazione di 18 mesi prima in barrique e poi in botti grandi di rovere. Seguono altri 12 mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita al prezzo medio di 26 euro.
Un Pinot Nero morbido ed elegante, dal colore rubino-granato profondo, con profumi di piccoli frutti e di marasca, con nitide note di sottobosco, che si arricchisce di ulteriori sfumature a ogni rotazione nel bicchiere. In bocca è caldo e armonico, carezzevole e raffinato. Pronto da bere, ma aspettare un paio di anni prima di stapparlo raddoppierà la soddisfazione.
Dall’Alto Adige al Veneto con una misconosciuta ma sottovalutata Docg come la “Malanotte del Piave”. Una denominazione che coinvolge i comuni del bacino del Piave, fra la provincia di Treviso e di Venezia con un disciplinare che prevede come protagonista l’autoctono Raboso Piave con innesto del solo Raboso Veronese, fino a un massimo del 30%. Il curioso nome deriva da Borgo Malanotte, borgo appartenuto alla nobile famiglia trentina dei Malanotti, ora facente parte del comune di Tezze di Piave, in provincia di Treviso.

La famiglia Cecchetto, con la loro Ca’ di Rajo, rappresenta una delle punte qualitative della denominazione (e non solo) confermando la grande perseveranza con la quale difende la tradizione enologica del territorio, sia sotto il profilo vitivinicolo che culturale. Il “Notti di Luna Piena Malanotte Docg 2013” è un vino dal rosso granato profondo, 100% Raboso Piave, ottenuto con uve surmature di cui il 30% appassite in fruttai, per smussare l’aggressività tipica del vitigno.
Dai 36 mesi di passaggio in botti di rovere e barrique e ulteriore affinamento in bottiglia ne scaturisce un rosso strutturato, ricco e generoso che riecheggia dei profumi di marasca, frutti di bosco, prugna secca, viola e accenni speziati di caffè, china, cannella, cacao, pepe nero e tabacco.
Una leggenda e le zampe del diavolo ispirano il vino
Al gustativo il tannino si presenta deciso ma al tempo stesso calmierato, con una prolungata persistenza. L’azienda produce altre due referenze con questo vitigno: il Raboso Doc Piave Sangue del Diavolo e Marinò, un blend di Raboso, Merlot e Cabernet Sauvignon. Il "Sangue del Diavolo” e il “Notti di Luna Piena" sono un tributo alla leggenda locale secondo cui, nelle notti di luna piena, il diavolo scende sul paesino di Rai di San Polo di Piave - dove ha sede la cantina - poggiando un piede sulla torre e l’altro sul campanile della medievale Chiesetta del Carmine.
Con la famiglia Tinazzi rimaniamo in Veneto ma nella zona del Lago di Garda, in quel Lazise (Vr), borgo che conta più ettari vitati che abitanti, con vigneti e cantina a Sant’Ambrogio di Valpolicella e una propaggine produttiva nell’assolato Salento, a Faggiano, nel cuore dell’agro tarantino. Cantina nota per le pregiate referenze della tradizione veronese come il Ripasso e l’Amarone, vini esportati in tutto il mondo.
Le iniziali dell'ultima generazione
Quest’anno per celebrare la lunga storia familiare Tinazzi ha personalizzato tre bottiglie speciali caratterizzate graficamente dalle iniziali e l’anno di nascita dell’ultima generazione. Sono nati così l’A50, Amarone della Valpolicella, per Andrea, il G77, Valpolicella Ripasso Superiore, per Giorgio e l’F79, Primitivo di Manduria, per Francesca.
Ci concentriamo sul possente A50 Amarone Riserva dal classico uvaggio di Corvina (80%), Corvinone (15%) e Rondinella (5%), frutto di una attenta selezione manuale dei grappoli, con relativo appassimento in graticci e successivo affinamento di circa 18 mesi in barrique di rovere francese. Un vino dal radioso rosso rubino profondo con lievi riflessi granata che sviluppa profumi di ribes nero e amarene in confettura, prugna, rosa canina, speziato di tabacco dolce, cioccolato fondente e polvere di caffè, con note balsamiche di eucalipto e sandalo.
Il sorso è appagante, potente e bilanciato, con raffinati tannini e grande piacevolezza. Si abbina bene a un tradizionale stracotto di manzo con polenta.
Un blend di tre vitigni di Puglia
Chiudiamo questo excursus degustativo con un’altra bottiglia di alta gamma, il Torreserro, originale passito rosso proveniente dalle vigne salentine dei Tinazzi, ottenuto con un blend dei tre vitigni rappresentativi dell’area come il Primitivo (40%), il Negroamaro (30%) e la Malvasia Nera (30%). Macerazione di circa 10 giorni, riposa un anno e mezzo in barrique di secondo passaggio prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia.
Al colore il rosso rubino brillante si tinge di note granate mentre al naso intestini aromi di frutta matura (prugna, ciliegia, amarena e fico secco) con golose note di cannella, vaniglia bourbon e cioccolato. In bocca è opulento, con tannino elegante, persistenza lunghissima e voluttuosi riverberi fruttati. Perfetto per chiudere il pasto in meditazione, scavallando l’inverno “pandemico” e proiettandosi nell’azzurro del mare salentino, al massimo accompagnati da un tradizionale fico secco mandorlato ricoperto di cioccolato fondente.
Per informazioni: www.guicciardini1199.it – www.carlopellegrino.it – www.hofstatter.com – www.rabosopiave.com – www.tinazzi.it

Riserva Mazon Hofstätter, E'ssenza Guicciardini, Genesi Pellegrino
Delle varie sessioni di degustazioni di questo autunno vi segnaliamo quelle che ci hanno particolarmente colpito, facendo una non facile sintesi e limitandoci (per ora), a qualche novità assoluta e nuovi millesimi di referenze di rilievo.
Partiamo da un pezzo di storia d’Italia come la casata dei Conte Guicciardini che ha tagliato il traguardo degli otto secoli di ininterrotta attività agricola nella loro sede storica del Castello di Poppiano, a Montespertoli, sulle prime colline fiorentine.
Il gioviale e disponibile conte Ferdinando, sulla scia del nuovo millesimo della riuscita sperimentazione della riproposizione del governo all’uso toscano del Governo 2019 ha presentato alla stampa una nuova referenza, l’E’ssenza 2019. Un vino che affianca alla tecnica dei suoi avi di aggiungere uve appassite al mosto in fermentazione per ammorbidire lo spigoloso Sangiovese e ottenere un vino pronto e bevibile in primavera, la rischiosa quanto apprezzata innovazione della totale assenza di solfiti aggiunti.
Sangiovese in purezza e di carattere
Operazione che richiede grappoli sanissimi e vinificazione accurata, ma che restituisce a questo elegante Sangiovese in purezza una morbidezza e una croccantezza gustativa encomiabile. Al naso i profumi esaltano le caratteristiche varietali di viola appassita, frutta rossa e rosa canina, aggiungendo un rinfrancante apporto di erbe aromatiche e una finale nota terrosa innestata in una spalla acida che richiama subito il sorso successivo. Un Sangiovese di carattere e di sicuro successo per sole 12mila bottiglie commercializzate all’ottimo rapporto qualità/prezzo di circa 15 euro. Un governo… “illuminato”, non c’è che dire.
L’altra novità arriva da un’istituzione della scena enologica siciliana come le storiche Cantine Pellegrino. Per i 140 anni dalla fondazione, oltre alla costante attenzione per un’accoglienza sempre più a misura di enoturista, l’azienda propone agli appassionati un Marsala speciale, da collezione, Genesi, prodotto in sole 2000 bottiglie in vendita esclusiva presso l’enoteca Pellegrino Ouverture a Marsala (Tp).
Un Marsala Superiore Riserva Rubino che celebra la storia della famiglia e della cantina in un elegante bottiglia nera, realizzata con uno stampo esclusivo. La preziosa etichetta bianca, in carta di cotone, ha una goccia di lamina color rame che la percorre in lunghezza. Simboleggia una linea del tempo che dal 1836, data di nascita del fondatore, il notaio Paolo Pellegrino, prosegue per linea di discendenza diretta fino al 2020.
Un Marsala da meditazione che celebra la storia di famiglia
Genesi è prodotto con sole uve rosse (altra rarità per il Marsala), con grappoli di Nero d’Avola coltivati in terreni a medio impasto tendente all’argilloso ubicati a pochi metri sul livello del mare. Uve vendemmiate a maturazione avanzata, vinificate nelle cantine della storica sede di Marsala e affinate per anni in botti di rovere di Allier da 20 ettolitri. Al bicchiere si presenta con un colore rubino intenso con riflessi violacei. Piacevolmente tannico e moderatamente dolce, esprime inaspettati e freschi sentori di frutti rossi, mirtilli, melograno e gelso bianco. Una bottiglia da meditazione che fa scorrere i titoli di coda delle celebrazioni dedicate al 140° anniversario della fondazione, rappresentando in maniera perfetta la sintesi fra la lunga storia e la continua ricerca evolutiva della produzione marchiata Pellegrino.
Quando si parla di Pinot Nero, vitigno bizzoso e delicato ma capace di dare vini dall’eleganza e dai profumi ineguagliabili, fatto salvo casi isolati, le aree dove in Italia si esprime al meglio sono senza dubbio l’Oltrepò Pavese e l’Alto Adige. Di questa seconda area Martin Foradori Hofstätter è sicuramente uno dei protagonisti più accreditati del vitigno transalpino di cui detiene, come privato, la maggiore superficie vitata della provincia.
Il Pinot Noir secondo Hofstätter
Della premiata cantina di Termeno (Bz) vi segnaliamo il nuovo millesimo, il 2018, di un classico come Riserva Mazon, vino che duetta con l’ammiraglia “Vigna Sant’Urbano” per declamare il Pinot Noir secondo Hofstätter. Le uve provengono dall’altopiano di Mazon, vicino la storica tenuta Barthenau, sul versante est della vallata, di fronte a Termeno. Curati filari che guardano a ovest, sfruttando in pieno l’irradiazione solare e accarezzati dall’Ora del Garda che puntuale soffia, preservando i grappoli da calore e umidità. I vitigni hanno un'età media di circa 30 anni. Il 25% dei grappoli viene lasciato con i raspi per aumentarne struttura ed estrazione tannica. Segue una fermentazione di 10 giorni a contatto con le bucce e una maturazione di 18 mesi prima in barrique e poi in botti grandi di rovere. Seguono altri 12 mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita al prezzo medio di 26 euro.
Un Pinot Nero morbido ed elegante, dal colore rubino-granato profondo, con profumi di piccoli frutti e di marasca, con nitide note di sottobosco, che si arricchisce di ulteriori sfumature a ogni rotazione nel bicchiere. In bocca è caldo e armonico, carezzevole e raffinato. Pronto da bere, ma aspettare un paio di anni prima di stapparlo raddoppierà la soddisfazione.
Dall’Alto Adige al Veneto con una misconosciuta ma sottovalutata Docg come la “Malanotte del Piave”. Una denominazione che coinvolge i comuni del bacino del Piave, fra la provincia di Treviso e di Venezia con un disciplinare che prevede come protagonista l’autoctono Raboso Piave con innesto del solo Raboso Veronese, fino a un massimo del 30%. Il curioso nome deriva da Borgo Malanotte, borgo appartenuto alla nobile famiglia trentina dei Malanotti, ora facente parte del comune di Tezze di Piave, in provincia di Treviso.

A50 Amarone Tinazzi, Notti di Luna Piena Malanotte Ca' di Rajo, Torreserro Tinazzi
La famiglia Cecchetto, con la loro Ca’ di Rajo, rappresenta una delle punte qualitative della denominazione (e non solo) confermando la grande perseveranza con la quale difende la tradizione enologica del territorio, sia sotto il profilo vitivinicolo che culturale. Il “Notti di Luna Piena Malanotte Docg 2013” è un vino dal rosso granato profondo, 100% Raboso Piave, ottenuto con uve surmature di cui il 30% appassite in fruttai, per smussare l’aggressività tipica del vitigno.
Dai 36 mesi di passaggio in botti di rovere e barrique e ulteriore affinamento in bottiglia ne scaturisce un rosso strutturato, ricco e generoso che riecheggia dei profumi di marasca, frutti di bosco, prugna secca, viola e accenni speziati di caffè, china, cannella, cacao, pepe nero e tabacco.
Una leggenda e le zampe del diavolo ispirano il vino
Al gustativo il tannino si presenta deciso ma al tempo stesso calmierato, con una prolungata persistenza. L’azienda produce altre due referenze con questo vitigno: il Raboso Doc Piave Sangue del Diavolo e Marinò, un blend di Raboso, Merlot e Cabernet Sauvignon. Il "Sangue del Diavolo” e il “Notti di Luna Piena" sono un tributo alla leggenda locale secondo cui, nelle notti di luna piena, il diavolo scende sul paesino di Rai di San Polo di Piave - dove ha sede la cantina - poggiando un piede sulla torre e l’altro sul campanile della medievale Chiesetta del Carmine.
Con la famiglia Tinazzi rimaniamo in Veneto ma nella zona del Lago di Garda, in quel Lazise (Vr), borgo che conta più ettari vitati che abitanti, con vigneti e cantina a Sant’Ambrogio di Valpolicella e una propaggine produttiva nell’assolato Salento, a Faggiano, nel cuore dell’agro tarantino. Cantina nota per le pregiate referenze della tradizione veronese come il Ripasso e l’Amarone, vini esportati in tutto il mondo.
Le iniziali dell'ultima generazione
Quest’anno per celebrare la lunga storia familiare Tinazzi ha personalizzato tre bottiglie speciali caratterizzate graficamente dalle iniziali e l’anno di nascita dell’ultima generazione. Sono nati così l’A50, Amarone della Valpolicella, per Andrea, il G77, Valpolicella Ripasso Superiore, per Giorgio e l’F79, Primitivo di Manduria, per Francesca.
Ci concentriamo sul possente A50 Amarone Riserva dal classico uvaggio di Corvina (80%), Corvinone (15%) e Rondinella (5%), frutto di una attenta selezione manuale dei grappoli, con relativo appassimento in graticci e successivo affinamento di circa 18 mesi in barrique di rovere francese. Un vino dal radioso rosso rubino profondo con lievi riflessi granata che sviluppa profumi di ribes nero e amarene in confettura, prugna, rosa canina, speziato di tabacco dolce, cioccolato fondente e polvere di caffè, con note balsamiche di eucalipto e sandalo.
Il sorso è appagante, potente e bilanciato, con raffinati tannini e grande piacevolezza. Si abbina bene a un tradizionale stracotto di manzo con polenta.
Un blend di tre vitigni di Puglia
Chiudiamo questo excursus degustativo con un’altra bottiglia di alta gamma, il Torreserro, originale passito rosso proveniente dalle vigne salentine dei Tinazzi, ottenuto con un blend dei tre vitigni rappresentativi dell’area come il Primitivo (40%), il Negroamaro (30%) e la Malvasia Nera (30%). Macerazione di circa 10 giorni, riposa un anno e mezzo in barrique di secondo passaggio prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia.
Al colore il rosso rubino brillante si tinge di note granate mentre al naso intestini aromi di frutta matura (prugna, ciliegia, amarena e fico secco) con golose note di cannella, vaniglia bourbon e cioccolato. In bocca è opulento, con tannino elegante, persistenza lunghissima e voluttuosi riverberi fruttati. Perfetto per chiudere il pasto in meditazione, scavallando l’inverno “pandemico” e proiettandosi nell’azzurro del mare salentino, al massimo accompagnati da un tradizionale fico secco mandorlato ricoperto di cioccolato fondente.
Per informazioni: www.guicciardini1199.it – www.carlopellegrino.it – www.hofstatter.com – www.rabosopiave.com – www.tinazzi.it

