Degustazione
Il Franciacorta mette le “basi” per le nuove bollicine
Le “basi” di 20 futuri Docg di Franciacorta sono nate da una vendemmia qualitativamente ottima, ma quantitativamente non eccezionale. Sono prodotte in 19 comuni, su oltre 3mila ettari con 3 denominazioni
Da una vendemmia qualitativamente ottima, ma quantitativamente non eccezionale, sono nate le “basi” di 20 futuri Docg di Franciacorta. La prima assoluta (e anche novità) con degustazione ad hoc, riservata a giornalisti ed esperti del settore, è avvenuta a Erbusco (Bs) nella sede del Consorzio bresciano. Saten, Brut, Rosè, Millesimati, Riserve, Dosaggio Zero: un confronto-analisi sensoriale guidato dal vulcanico-sommelier Guido Bonera.
Come nascono le bollicine di Franciacorta
Tre ore per capire come nascono e le caratteristiche delle bollicine d'eccellenza, che nel 2021 hanno oltrepassato la frontiera dei 20 milioni di bottiglie vendute da parte delle 120 aziende aderenti al Consorzio (nato il 5 marzo del 1990) guidato da Silvano Bresciani.
A lui il compito di introdurre la degustazione delle “basi” prodotte in 19 comuni, su oltre 3mila ettari con 3 denominazioni: Franciacorta Docg, Curtefranca Doc e Sebino Igt.
La riscoperta dell’Erbamat
L'80% dei vigneti sono coltivati a Chardonnay, 16 % a Pinot Nero, il resto a Pinot Bianco e, in minima parte (a livello poco più che sperimentale) con l'antico vitigno a bacca bianca, Erbamat, già conosciuto nel 1570 e descritto nel ''Libellus de vino mordaci'', opera del medico bresciano Girolamo Conforti. Una riscoperta per il Consiglio uscente del Consorzio che verrà rinnovato nei prossimi mesi.
Consorzio che, vale la pena ricordarlo, è stato fra i primi in Italia (20 anni fa proprio con l'attuale presidente) a lanciare la grande sfida (vinta) del bio, su “basi” rivoluzionarie alla riscoperta del territorio e alla tutela dell'ambiente.


