Ddl PMI
L’Italia aggiorna le regole sulla produzione della birra dopo oltre 50 anni
Entro sei mesi un decreto interministeriale definirà caratteristiche analitiche e requisiti qualitativi moderni, allineando la normativa agli standard europei e valorizzando i birrifici indipendenti italiani
Anche il mondo brassicolo saluta positivamente il cosiddetto "Ddl PMI" da parte del Senato. Secondo Unionbirrai, con questo disegno di legge, l’Italia compie un passo significativo verso una regolamentazione moderna della produzione di birra. Entro sei mesi, un decreto interministeriale definirà caratteristiche analitiche e requisiti qualitativi aggiornati per le diverse tipologie di birra, archiviando una normativa che risaliva al 1970. «È un passaggio storico per il nostro settore», commenta Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai.
Coordinamento tra ministeri e tempistiche
Il decreto attuativo sarà elaborato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, insieme ai ministeri delle Imprese e del made in Italy, dell’Economia e della Salute. Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale decorreranno 180 giorni entro cui dovrà entrare in vigore, superando formalmente il DPR 1498/1970. Unionbirrai sottolinea l’importanza di un confronto tecnico e rapido, per tradurre la nuova disciplina in una riforma efficace.
Leggi anche
Riconoscimento per i birrifici indipendenti
L’associazione dei piccoli birrifici indipendenti italiani interpreta questo cambiamento come un risultato frutto di lavoro istituzionale e dialogo costante. Ferraris osserva come la nuova normativa possa finalmente allineare gli standard italiani a quelli europei, riconoscendo la qualità crescente delle produzioni artigianali. «Siamo pronti a collaborare al tavolo tecnico convocato dal ministro Francesco Lollobrigida», aggiunge, rimarcando il ruolo attivo di Unionbirrai nella stesura del decreto.
Nei prossimi sei mesi si definiranno i dettagli che potranno incidere sulla competitività e sulla valorizzazione della birra italiana. L’obiettivo dichiarato è rendere la normativa coerente con le evoluzioni del settore brassicolo, sostenendo i piccoli produttori e promuovendo standard di qualità aggiornati, senza penalizzare la produzione artigianale.

