estate
Trend beverage 2025: qualità accessibile, attenzione al portafoglio e voglia di novità
Partesa racconta le tendenze estive 2025 nel fuori casa: birra in crescita, spumanti italiani in ascesa, spirits più accessibili e cocktail in fusto. Consumi consapevoli e attenzione al rapporto qualità-prezzo
In un’estate 2025 segnata da una lenta ripresa dei consumi fuori casa, i trend beverage delineano uno scenario in cui prevale la consapevolezza: birre leggere e facilmente accessibili tornano protagoniste, i vini italiani - soprattutto bianchi e spumanti - si affermano per il loro buon rapporto qualità-prezzo, mentre il mondo degli spirits si riorganizza puntando su formati pratici come i cocktail in fusto e su referenze più democratiche. Cresce anche l’attenzione per l’analcolico, ancora limitata ma in espansione, soprattutto nel segmento birra e aperitivo. Al centro resta la voglia di convivialità, senza eccessi, ma con attenzione al gusto e alla qualità.
«Stiamo vivendo un’estate di lenta ma concreta ripresa per i consumi fuori casa, nonostante un potere d’acquisto ancora ridotto», osserva Giovanni Marco Esposito, direttore commerciale di Partesa. «La centralità del momento aperitivo e la voglia di novità sono due elementi che spingono i consumi, pur sempre guidati da un’attenzione al rapporto qualità/prezzo. Il segmento no alcol, sebbene ancora di nicchia, rappresenta una possibile area di sviluppo, in particolare a partire dalla birra».
Birra: torna la voglia di semplicità, ma con carattere
Il comparto birra registra timidi segnali di ripresa, dopo un primo trimestre debole. A trainare i consumi sono in particolare le birre chiare e leggere, dalle lager alle non filtrate, con performance positive per brand noti e stili accessibili.
Accanto alla richiesta di facilità di beva, emerge l’esigenza di una nota distintiva, che trova riscontro ad esempio nelle “hoppy lager” - leggere, ma dal profilo aromatico più deciso. In crescita anche il fenomeno delle birre analcoliche: un segmento ancora di nicchia, ma che da oltre un anno registra crescite a doppia cifra. Si consolida infine la preferenza per il fusto, anche nel no alcol, apprezzato nei momenti chiave del consumo: aperitivo e pasto, contesti in cui si diffonde sempre più anche il beer pairing.
Vino: italiani alla riscoperta della produzione locale
Le alte temperature spingono la domanda di vini bianchi e spumanti, con un orientamento verso prodotti gastronomici, snelli, verticali, e monovitigno. Per le bollicine, il favore dei consumatori va agli spumanti italiani - Franciacorta, Alta Langa, Trentodoc - che offrono buone performance in termini di qualità/prezzo, a discapito degli Champagne, oggi penalizzati dal calo del potere d’acquisto.
Proprio il fattore economico incide in modo significativo sulle scelte, con una crescente attenzione a etichette accessibili ma di qualità, e una riscoperta del patrimonio vitivinicolo nazionale. Si intravede una possibile opportunità, soprattutto verso le fasce più giovani, nel comunicare il vino con un linguaggio meno tecnico e nel proporre formule flessibili come il consumo al calice. Sul fronte del vino analcolico, il mercato italiano non mostra ancora un vero interesse strutturato: le etichette no alcol restano più una curiosità che una vera esigenza per i consumatori.
Spirits e cocktail: più proposte, meno ostentazione
Dopo un inizio anno sottotono, anche il mondo degli spirits mostra segnali di ritorno nei consumi estivi. A cambiare è soprattutto il posizionamento: si riduce il peso delle referenze superpremium, ormai confinate a contesti ad alto valore aggiunto, mentre crescono i prodotti più accessibili. Si assesta intanto il consumo di gin, dopo un decennio in costante crescita.
A fare da traino resta il momento aperitivo, con un’offerta sempre più assortita di spritz, tra cui si fa spazio anche la variante analcolica. A generare interesse è anche l’innovazione nel formato: crescono i cocktail in fusto. Una soluzione che unisce praticità e qualità, e trova buona accoglienza sia nei locali che nei grandi eventi.


