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Vini Alto Adige: nuove etichette, zonazione e 50 anni di Doc
Il Consorzio Vini Alto Adige celebra i 50 anni della Doc e lancia la zonazione con 86 unità geografiche, mentre enoturismo e sostenibilità guidano il futuro del vino altoatesino nel mondo
Il Consorzio Vini Alto Adige celebra un traguardo cruciale: i 50 anni della Doc Alto Adige, istituita il 14 aprile 1975. Una data che segna un punto fermo per una denominazione che oggi rappresenta il 96% della produzione vitivinicola altoatesina, sinonimo di eccellenza enologica e forte identità territoriale.
«Per noi è un momento molto importante» racconta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. «Abbiamo voluto ricordarlo anche esponendo etichette storiche che raccontano la storia e l'evoluzione del nostro vino». Un tributo alla coerenza qualitativa che da mezzo secolo guida la viticoltura altoatesina.
La zonazione in etichetta: nasce una nuova geografia del vino
Accanto alla celebrazione della Doc, il Consorzio introduce un nuovo progetto destinato a cambiare il volto della viticoltura locale: il concetto di zonazione, che porterà in etichetta ben 86 unità geografiche aggiuntive.
«Con questo progetto portiamo al massimo livello il rapporto tra zona di origine e vino», sottolinea Bernhart. «Indicheremo in etichetta da quale vigneto proviene ogni bottiglia. È un modo per essere ancora più trasparenti e raccontare in modo chiaro il legame tra territorio e prodotto».
Una scelta che potenzia l'identità dei singoli terroir altoatesini, valorizzando le microzone che danno vita a etichette di grande personalità.
Enoturismo in Alto Adige: vino e territorio pedalano insieme
Parallelamente alla zonazione, il Consorzio spinge l'acceleratore sull'enoturismo, puntando su esperienze immersive e sostenibili legate al territorio. Un'iniziativa che guarda ai viaggiatori del gusto e si traduce in percorsi cicloturistici tematici tra i vigneti.
«Abbiamo sviluppato otto tour ciclabili in Alto Adige legati al vino», racconta Bernhart. «Il progetto è nato grazie a una collaborazione internazionale e si rivolge agli amanti del vino che vogliono vivere il territorio in modo attivo e consapevole». Tra gli elementi simbolici anche una bicicletta creata da Pegoretti, storica realtà artigiana veronese. Il vino, quindi, diventa pretesto e contenuto di un nuovo modo di esplorare l'Alto Adige, tra colline, cantine e degustazioni a ritmo lento.
Michael Bradlwarter: un premio per una visione lungimirante
Durante l'anno in corso è stato assegnato anche il Premio Angelo Betti a Michael Bradlwarter, figura chiave dello sviluppo vitivinicolo locale. Ex presidente della Cantina Produttori di Gries e, dopo la fusione, della Cantina Bozen, Bradlwarter è stato protagonista dell'ammodernamento del comparto, compresa la costruzione della nuova sede della cantina a San Maurizio e l'introduzione del primo rapporto sulla sostenibilità.
«Con lungimiranza e impegno costante, negli ultimi venticinque anni ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'economia vinicola in Alto Adige», ha affermato l'Assessore Luis Walcher.
Valorizzare la qualità del vino altoatesino oltre i confini
Il Consorzio Vini Alto Adige si conferma protagonista di una visione ambiziosa e concreta, dove la qualità del vino è il filo conduttore che unisce produttori, territorio e consumatori. Con oltre 90 cantine associate, la promozione della zonazione, l'ampliamento dell'offerta enoturistica e il rafforzamento della Doc sono tutti tasselli di un progetto di sistema che punta alla valorizzazione su scala internazionale.

