Da Asti a Singapore, passando per New York, Londra e Seul, fino ad arrivare ad Atene e Cracovia: anche quest’anno le feste parlano molte lingue, ma brindano con lo stesso profumo di Moscato. Tra Natale e Capodanno saranno oltre 25 milioni le bottiglie di Asti Spumante e Moscato d’Asti pronte a finire nei calici, in Italia e soprattutto all’estero, dove si concentra la parte più consistente dei consumi. Circa 22,5 milioni di bottiglie, infatti, prenderanno la via dei mercati internazionali, confermando la vocazione globale di una denominazione che, in rapporto ai volumi prodotti, resta una delle più orientate all’export nel mondo degli spumanti italiani.

Da Asti 25 milioni di bottiglie da stappare per Natale e Capodanno
Tra Natale e Capodanno, 25 milioni di bottiglie di Asti Spumante e Moscato d’Asti nei calici

Una presenza che va oltre le feste

Il dato racconta una storia che non si esaurisce con il conto alla rovescia di Capodanno. Le bollicine astigiane continuano a essere un riferimento stabile nei momenti conviviali di fine anno, ma lo fanno con una presenza sempre più diffusa e trasversale, capace di adattarsi a culture gastronomiche molto diverse tra loro. È un percorso che parte dalle colline piemontesi e arriva sulle tavole di oltre cento Paesi, seguendo un filo che tiene insieme riconoscibilità produttiva e capacità di dialogare con contesti di consumo lontani, spesso molto più dinamici di quelli europei.

Tradizione che si muove, senza forzature

A mettere a fuoco questa evoluzione è il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno: «Da circa un secolo - ha detto - le nostre uve di Moscato bianco accompagnano da Natale a Capodanno i momenti conviviali delle famiglie in oltre 100 Paesi. Una tradizione che si ripete ma che non esclude nuove forme di approccio della nostra denominazione: Asti Spumante e Moscato d’Asti sono infatti due prodotti naturalmente low alcol (da 5 a 12 gradi) vocati alla mixology ma anche ai consumi a tutto pasto, a partire dalla cucina asiatica».

Da Asti 25 milioni di bottiglie da stappare per Natale e Capodanno
Il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno

È una fotografia che restituisce bene la direzione intrapresa: vini riconoscibili, immediati, con un tenore alcolico contenuto, che trovano spazio sia nel bicchieresemplicesia in contesti meno prevedibili. Nei mercati asiatici, in particolare, cresce l’interesse per l’abbinamento a tavola, mentre il mondo della miscelazione guarda con curiosità a queste denominazioni come basi naturali, facili da interpretare e coerenti con una domanda sempre più attenta all’equilibrio.

Numeri, segnali e prospettive

Sul piano dei volumi complessivi, il 2025 si avvia a chiudersi con circa 85 milioni di bottiglie equivalenti fra Asti Spumante e Moscato d’Asti. Il bilancio finale segna una lieve flessione rispetto al 2024 (-4%), ma l’ultimo trimestre racconta una dinamica diversa, con un recupero del 6% che ha dato slancio soprattutto al Moscato d’Asti, atteso in chiusura d’anno sui livelli dell’esercizio precedente. Un segnale di tenuta che arriva in una fase complessa per il comparto e che restituisce l’immagine di una denominazione capace di reagire senza strappi.

Alla fine, le bollicine di Asti si presentano alle feste con numeri solidi e una geografia sempre più ampia, mantenendo un legame forte con il momento simbolico del brindisi ma dimostrando, al tempo stesso, di saper stare dentro i cambiamenti del consumo globale con naturalezza. Forse è anche per questo che, puntuali, continuano a ritagliarsi un posto fisso sulle tavole di fine anno, a qualsiasi latitudine.

Piazza Roma 10 14100 Asti Italia