Dagli anni 70
Come è fatto il Barbison, l’amaro di Monza… con i baffi
L'omaggio delle figlie, Michela e Beatrice, al padre Ugo Cirla celebre droghiere della città, che hanno rielaborato una sua vecchia ricetta in chiave più moderna riportando in vita un pezzo di storia di Monza
Non un liquore qualsiasi, ma un tesoro di famiglia divenuto prodotto che celebra una città. Si chiama Barbison, l’amaro che rende omaggio a Monza e a un droghiere di lungo corso. “Barbison” era il soprannome di Ugo Cirla, papà di Michela e Beatrice. I clienti della sua drogheria - dal 1963 nel cuore della città - lo chiamavano così, per via di quei baffoni che a lungo furono il suo distintivo. Fu lui a scrivere la ricetta dell’amaro negli anni Settanta.
Come è nato il nuovo amaro Barbison
Allora Ugo produceva a uso casalingo un distillato dove la china era predominante, secondo i gusti dell'epoca. Sono state le figlie a ritrovare pochi mesi fa, in un cassetto, un quaderno con gli ingredienti scritti di suo pugno. Radice di liquirizia, menta piperita, cardamomo, rabarbaro e china: così è nato un amaro contemporaneo, mix di profumi e ricordi lontani della famiglia Cirla, che da tre generazioni gestisce la bottega storica. Una storia iniziata quando nonno Luigi rilevò la drogheria Crippa in via Italia, usando i soldi della liquidazione dalla Magneti Marelli. Accanto a lui la moglie Clara e il figlio Ugo, che iniziò a servire dietro il bancone dall’età di 15 anni. Poi il trasloco in via Zucchi.
Barbison, l’amaro di Monza
Ugo è scomparso lo scorso anno. L'amaro di oggi è un omaggio delle sue figlie, che hanno scelto dal 2017 di portare avanti l'attività di famiglia. Una storia indissolubilmente legata alla città di Teodolinda. «Barbison è l'amaro di Monza, un prodotto identitario che non c'era e così lo abbiamo pensato; anche la scelta del nome in dialetto va in questa direzione - spiega Michela Cirla - Abbiamo cercato di rendere la ricetta di papà più attuale, utilizzando le stesse botaniche ma con una percentuale diversa, per dar vita a un prodotto fortemente radicato al territorio e capace di incontrare i gusti attuali». L’amaro è nato dalla collaborazione dell'Opificio Cattaneo di Mariano Comense (Como). Da marzo ad agosto 2023 si sono susseguite 20 prove. Ogni volta i clienti del negozio più affezionati ne hanno testato il risultato, sino alla scelta finale.
Amaro Barbison, 800 bottiglie a fine anno
Anche l'etichetta è una sapiente miscela tra tradizionale e modernità. Carta di betulla, logo moderno, cura del dettaglio, rosso e oro i colori. Il 30 settembre 2023 la drogheria ha compiuto sessant’anni e in quella occasione l'amaro ha preso il volo con una prima produzione di 200 bottiglie numerate, terminata in un solo mese. Ora siamo già alla terza e quarta produzione, con un lotto di circa 400 bottiglie. Avanti di questo passo si arriverà alle 800 bottiglie per fine anno. «Nostro padre ci ha insegnato a coccolare il cliente - sottolineano Michela e Beatrice - Era il droghiere capace di diventare amico e confidente, quello che sapeva ascoltare e consigliare». L’amaro è come lui: avvolge, riscalda, fa sentire a casa.


