Vino, il modello piemontese si conferma un unicum di successo
Secondo quanto emerge dal Report Vino 2022 di Mediobanca, le aziende piemontesi sono mediamente piccole, spesso poco strutturate, rigorosamente a conduzione famigliare, ma estremamente solide e redditizie
Il vino del Piemonte è il più ricco d’Italia, secondo il Report Vino 2022 di Mediobanca
La zona dell’Asti gode di ottima salute
“Lo Z-score, uno degli indicatori più significativi per valutare lo stato di salute di un’azienda, vede ai vertici ben quattro delle sei cantine piemontesi con un fatturato superiore a 50 milioni di euro. In prima posizione la Santero Fratelli di Santo Stefano Belbo, in quarta Capetta Group, seguita da Fratelli Martini (l’unica piemontese con un fatturato superiore a 200 milioni di euro) e da Casa vinicola Morando” - si legge sempre su Il Corriere della Sera. «La zona dell’Asti - come ha sottolineato al quotidiano il direttore del consorzio Giacomo Pondini - gode di ottima salute, con oltre 90 milioni di bottiglie esportate, più del 30% del totale dell’export piemontese».
Un dato che ha attirato investitori da ogni parte del mondo
“Se la redditività media del vino piemontese sfiora il 10%, nella Langa del Barolo l’ebitda supera ampiamente il 20%. Un dato che ha attirato investitori da ogni parte del mondo. Imprenditori scafati e già ben inseriti nel settore come il proprietario delle Cantine Vietti e Enrico Serafino, Kyle Krause, si sono calati pienamente nella realtà Langhetta diventandone parte attiva” - si legge su Il Corriere della Sera. Una tendenza che dopo l’euforia del pre covid ora sembra aver rallentato perché, nonostante la marginalità elevata, troppe rimangono le incognite, dovute alle condizioni atmosferiche, per poter definire l’acquisto di vigneti in Langa un investimento sicuro. Il calo stimato del vendemmiato 2022 nell’ordine del 9%, a livello regionale, per la mancanza di precipitazioni, colpirà la Langa e in modo ancora più forte il Roero - prosegue Il Corriere della Sera. Su questo tema il presidente del consorzio della sinistra Tanaro Francesco Monchiero ha dichiarato al quotidiano: «Il Roero, più sabbioso rispetto ai territori limitrofi è il più colpito dalla siccità, prevediamo una qualità molto alta, ma perdite in quantità nell’ordine del 20% e in alcune zone del 30%. Come se non fosse bastata la grandine che ha azzerato il raccolto nell’area di Castellinaldo nel 2021».
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