La Primavera è sbocciata alla grande, e dopo due anni di sacrifici e pranzi contingentati, abbiamo proprio bisogno di una vera risurrezione. Tavole imbandite a festa, piatti tipici regionali e della tradizione, grigliate con amici e dolci a volontà. Ma con cosa innaffiamo tutte queste preparazioni? Per stupire i vostri commensali quest'anno non basterà tirare fuori il vino fatto in casa dello zio in campagna. Dobbiamo armarci di cavatappi e aprire la giusta bottiglia per il giusto piatto. Ecco i consigli per non farsi trovare impreparati.

Che vini portare in tavola a Pasqua? Ventidue grandi vini d’Italia per una Pasqua di “rinascita”
Che vini portare in tavola a Pasqua?


Le bollicine

  • Franciacorta Docg Sempiterre Brut – I Barisei: una rappresentazione emblematica del territorio, nata dall’immensa passione e ricerca di Gianmario Bariselli e dalla mano esperta e attenta del giovanissimo enologo Paolo Turra. Una spuma esuberante ma di grande finezza esalta un vino dal profumo agrumato, che avvolge come un soffio di brezza marina. Capace di accompagnare un aperitivo “per scaldare i motori” della Pasqua, ma all’altezza di antipasti a base di pesce e uova.
  • 1919 Riserva Extra Brut Alto Adige Doc – Kettmeir: un metodo Classico che colpisce per precisione stilistica e territorialità. Con la sua estrema sapidità e freschezza, questa riserva è figlia del lavoro mitigatrice del Lago di Caldaro, dei terreni calcarei, porfido-morenici, dell’attento lavoro in vigna e delle pratiche di cantina, agevolate da tecnologie all’avanguardia. I profumi dispiegano un bouquet ampio e stratificato che spazia dalle note voluttuose di agrumi canditi e frutta matura a quelle più intriganti di frutta secca e di spezie. Al palato si distende avvolgente e vibrante al tempo stesso, con acidità incisiva e piacevole sapidità. Questa bollicina, caratterizzata da grande versatilità, riuscirà a traghettarvi dall’aperitivo fino a fine pasto molto agevolmente.
  • Etna Doc Metodo Classico Brut Rosé - Sosta Tre Santi Nicosia: la famiglia Nicosia ha tirato fuori dal cilindro un coniglio rosa dalle grandi orecchie. L’eleganza del Nerello Mascalese declinata all’ennesima potenza. Con questa bollicina “vulcanica” la Pasqua sarà un’eruzione di gioia e sapori. Da provare in accompagnamento al casatiello napoletano.
  • Blanc de Blancs Metodo Classico Extra Brut – Monsupello: ultima nata in casa Boatti, questa cuvée sta facendo impazzire tutti gli appassionati. Viene preparata assemblando le migliori riserve di Chardonnay, successivamente l’affinamento di post-fermentazione sui lieviti dura almeno 50 mesi. Il risultato è un Metodo Classico di grande eleganza e finezza. Note di frutta tropicale si alternano ai profumi evoluti di nocciola e frutta secca, che all’unisono portano ad un equilibrio impeccabile. Da provare con una bella torta pasqualina.
  • Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg "52" Brut – Santa Margherita: un Prosecco di grande spessore qualitativo e di grande aromaticità, ottenuto da un oculato lavoro in vigna ed in cantina. Al naso ricorda gli aromi floreali dell’acacia, e quelli fruttati con sentori di mela renetta e pesca. Al palato risulta fresco e fragrante, con un perlage di estrema finezza che veicola l’intensità aromatica di frutta a polpa gialla e avvolge la lingua ed il palato in sensazioni gustative affascinanti. Ideale in abbinamento ad un risotto tipico della tradizione asparagi e gamberetti.


I Bianchi

  • Rezio Alpi Retiche Bianco Igt – Casa Vinicola Pietro Nera: un vino bianco di straordinaria potenza e longevità, nato sulle Alpi Retiche, in Valtellina, dall’unione di Nebbiolo, Rossola, Chardonnay ed Incrocio Manzoni. Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati. Il naso di frutta matura porta ad un palato strutturato, capace anche di abbinare preparazioni a base di carne. Consigliato con i Casonsei, piccoli ravioli di montagna ripieni di carne, accompagnati da diversi condimenti e formaggio filante lombardo.
  • Trebbiano D'Abruzzo Doc Riserva Marina Cvetic – Masciarelli: simbolo della nobile tradizione vitivinicola abruzzese, il Trebbiano d’Abruzzo trova nell’affinamento in barrique di rovere francese la palestra ideale per sviluppare personalità e carattere. L’etichetta iconica della cantina abruzzese, portata avanti dalla passione di Marina, Miriam e la giovanissima Chiara, merita un posto assicurato sulla tavola pasquale. La struttura garantisce abbinamenti con piatti a base di carni bianche e formaggi di media-lunga stagionatura. Da provare con le scrippelle mbusse, tipiche crepes abruzzesi servite in abbondante brodo di gallina e ricoperte da una buona dose di Parmigiano o pecorino grattugiato.
  • Sondraia Bianco Bolgheri Superiore Doc - Poggio al Tesoro: vino ottenuto da grappoli scelti di Viognier in purezza, che dopo essere vendemmiati, subiscono una vinificazione suddivisa fra acciaio, legno e anfora. Nel calice il lucente giallo paglierino intenso con riflessi dorati espande note fruttate e floreali di grande intensità. Capace di allietare la tavola pasquale dei cultori del bello e del buono.
  • Gewu¨rztraminer Alto Adige Doc Vigna Kolbenhof – Hofstatter: in una delle vigne più affascinanti d’Italia, viene coltivato questo vitigno che spicca per la sua grande aromaticità. Le note di pesche ed albicocche, si intrecciano a profumi esotici di lychees, mango e frutto della passione. Al palato i suoi sapori vengono esaltati, senza perdere in finezza e acidità. Un Gewu¨rztraminer che convince per elegante tipicità e persistenza. Consigliato a chi per Pasqua non rinuncia a piatti fortemente speziati dai profumi orientali.
  • Furore Bianco Fiorduva Costa d’Amalfi Doc – Marisa Cuomo: piccolo gioiello della Costiera Amalfitana, con i vigneti di proprietà che si elevano fino a 500 metri e si affacciano aggrappati ai ripidi pendii rocciosi, questa cantina è diventata simbolo di una viticoltura di sacrifici estremi. Il Fiorduva è la massima espressione di questa viticoltura eroica, che declina egregiamente i vitigni autoctoni locali, portando nel calice un sapore di primavera che mette fretta all’arrivo dell’estate. L'odore ricorda l'albicocca ed i fiori di ginestra, con richiami di frutta esotica. Al gusto è morbido, denso e caratterizzato da una importante persistenza aromatica di albicocca secca, uva passa e canditi. Da abbinare ad importanti preparazioni pasquali come la zuppa di cozze piccante, tipico piatto pasquale campano.


I Rosati

  • Furia di Calafuria Salento Igt Rosato – Tormaresca: deve il suo nome ad una delle oltre 700 baie presenti in Puglia. La regione vanta una lunga tradizione nella produzione di vini rosati ottenuti dal negroamaro, vitigno che esprime al meglio la sua potenzialità in prossimità del mare. Questo rosato nasce, infatti, da vigneti che si estendono per più di un chilometro lungo la costa adriatica. Profumi freschi e balsamici sono solo l’anticamera di una beva piacevole e gratificante, capace di accompagnare l’umile piatto tradizionale pasquale pasta e rape con la ‘tigna’, pan grattato soffritto nell’olio ed utilizzato a ’mo di formaggio per condire la pietanza.
  • Rosato A Toscana Igt – Fattoria Aldobrandesca: il Rosato “A” nasce nel sud della Maremma toscana per opera della Fattoria Aldobrandesca dei Marchesi Antinori. Si tratta di un vino marino e mediterraneo a base di uve Aleatico, dal gusto fresco e sapido, delicato e fragrante, dotato di un bouquet molto fruttato di bacche di bosco, pompelmo rosa e melograno con accenti di petali di rosa e soffi mediterranei.  Da provare in abbinamento a verdure grigliate e formaggi freschi.


I Rossi

  • L’altra metà del cuore Pavia Igt – Prime Alture: la Pasqua è giornata di amore e condivisione, e questo vino incarna tutto il sentimento necessario per rendere questa domenica indimenticabile. Merlot in purezza, dal colore rosso rubino profondo e brillante, profumo penetrante e piacevole con sentori eleganti di sottobosco, amarena e ricordi di fieno. In bocca è ricco, equilibrato e di buona persistenza. Ideale per accompagnare le grigliate pasquali e, sempre se riuscite, conservatene un po’ per i formaggi a fine pasto.
  • Barbaresco Rio Sordo Riserva Docg - Cascina Bruciata: di recente acquisizione della famiglia Abbona, gestita sapientemente dalla nuova generazione rappresentata da Valentina e Davide, Cascina Bruciata è tradizione al servizio dell’innovazione. Si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi granato. All’olfatto spiccano le note balsamiche, che richiamano le caratteristiche del suolo di provenienza, unite a sentori più speziati di cannella e noce moscata. In bocca spiccano la sua eleganza, pienezza e lunga persistenza. Sua maestà l’agnello al forno troverà un ottimo accompagnamento.
  • Chianti Classico Docg – Vallepicciola: l’espressione del Sangiovese più amata nel Mondo, dalla scelta delle migliori uve dei vigneti di Castelnuovo Berardenga, impreziosite dal lavoro dell’enologo Alessandro Cellai, nasce un Chianti Classico che regala aromi intensi di viola appassita, ciliegia, spezie dolci ed erbe aromatiche uniti ad un palato fresco, intenso e fine, con una trama tannica fitta e avvolgente. Lunga la persistenza, che lo rende ideale in abbinamento ad un bel ragù di cinghiale, per una Pasqua toscana al 100%.
  • Barbera d'Asti Superiore Docg Parcella 563 - I Parcellari: questa cantina nasce dalla passione per i vini di Davide Canina, sommelier professionista piemontese, ancora prima che per la loro qualità, per il concetto di produzione radicato nella espressione di un vino attraverso il suo territorio. Al naso è intenso e fruttato. Con note di frutta matura per un leggero ritardo di raccolta delle uve. Spezia elegante e morbida grazie all’affinamento in tonneaux.nIn bocca è molto persistente. Buona freschezza con un bell’impatto diretto e croccante. Da provare con i ravioli del plin con burro fuso e una grattata di tartufo.
  • La Pineta Toscana Igt - Podere Monastero: ormai i più grandi appassionati sanno che uno dei migliori Pinot Noir al Mondo nasce proprio nel cuore del Chianti Classico, a Castellina in Chianti a quasi 500 mt di altitudine. Questo vino è caratterizzato da grande complessità e finezza gusto-olfattiva. Ottimo in abbinamento ad un coniglio arrosto in porchetta, ma se consumato fresco, ha la grande capacità di accostarsi a preparazioni ricche a base di pesce.
  • Caccia al Piano Bolgheri Superiore Doc - Caccia al Piano: il terroir Bolgherese, nel corso degli anni, ha dato ampia dimostrazione di poter donare sia vini di grande soddisfazione e piacevolezza in gioventù, sia in grado di poter sfidare il tempo con slancio ed equilibrio. Il Bolgheri Rosso Superiore di Caccia al Piano è un vino rosso di grande equilibrio ed eleganza, realizzato da un blend di uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc coltivate nella singola vigna San Biagio, considerata il cru più importante della tenuta. Maturato per almeno due anni in botti di legno, rivela un corpo raffinato, pulito, setoso e armonico, con un tannino morbido ed un complesso bouquet di macchia mediterranea, frutti di bosco, viola, spezie dolci e richiami tostati. Un vino capace di trasformare una grigliata di Pasqua in un pranzo di gala a cinque stelle.
  • Aglianico del Vulture Superiore Docg Storico – Basilisco: una vigna di poco meno di due ettari di piante ultraottantenni a piede franco circondati da alberi da frutto e sorrette da tre piedi di canne in un sistema detto “capanno”. Un vitigno dall’immenso potenziale di invecchiamento. All’olfatto piccoli frutti rossi, rosa e cardamomo. Estremamente persistente al palato, ha tannini setosi e una struttura viva e complessa, l’espressione più raffinata e potente del Vulture. Da abbinare agli iconici arrosticini di Agnello, accompagnati da un contorno di peperoni cruschi.

 

I dolci

  • Moscadello di Montalcino Doc Vendemmia Tardiva Pascena  - Col d'Orcia: il Moscadello è un vino con profonde radici storiche che risalgono al Rinascimento. Durante questo periodo, veniva considerato un vino “divino” dedicato alle dame di Parigi. La storia della regione è intimamente legata al dolce nettare degli dei, ancora al giorno d’oggi ampiamente considerato lussurioso e divino. Ottimo da provare con l’immancabile colomba pasquale.
  • Primitivo Dolce Fioremio Puglia Igt - Luca Attanasio: vino dal gusto intenso e dai piacevoli profumi, frutto di una sapiente conduzione in vigna unito a un esperto lavoro in cantina, nell'assoluto rispetto della tradizione e della genuinità delle origini. Il primitivo si esalta in una versione dolce, senza essere stucchevole, e di potenza. Da abbinare al tipico agnello pugliese di pasta di mandorle ripieno di cioccolato.
  • Passito di Pantelleria Doc Ben Ryé – Donnafugata: il principe dei passiti, lo zibibbo della "perla nera del Mediterraneo” capace di rapire al primo assaggio. Con il suo bouquet molto intenso che spazia da note fruttate di albicocca e scorza di arancia candita, a sentori di macchia mediterranea, è ideale da abbinare alla regina dei dolci pasquali, la pastiera napoletana.