Rinascita
Monferace 2018, l’En Primeur del “Grignolino di una volta”
Dodici produttori uniti per riportare agli antichi fasti il vitigno simbolo del Piemonte. L’anteprima della nuova annata al Castello di Ponzano, in provincia di Alessandria
Riportare agli antichi fasti il Grignolino. Affinandolo per almeno 40 mesi, di cui 24 in botti di legno. Prosegue a passi spediti il progetto di undici produttori del Casalese e di una cantina dell’astigiano. Lo hanno chiamato “Monferace”, in memoria dell’antico nome del Monferrato. Quel “Mons Ferax”, ovvero “Monte generoso”, citato dal frate domenicano, teologo e storico Leandro Alberti da Bologna, in uno scritto del 1550. Oggi sesta componente del sito Unesco dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
«Monferace è molto più di un vino: è un progetto di territorio», commenta il presidente dell’Associazione produttori del Monferace, l'avvocato Guido Carlo Alleva. «Il Grignolino – ricorda - affinava in legno quando, in occasione delle Esposizioni Universali della Belle Époque, costava più del Barolo. Alla base del nostro progetto c’è il desiderio di riscoperta di una tradizione secolare e la cura per il vitigno autoctono di eccellenza del monferrino».
Piuttosto risicata la produzione, che si assesta tra le 30 e le 40mila bottiglie complessive. All’anteprima dell’ultima annata, la 2018, in scena il 10 ottobre presso il Castello di Ponzano Monferrato (AT), sede dell’associazione, sono stati presentati 6 Monferace.
I Monferace 2018
Tra questi spicca quello di Accornero, cantina che è tornata a vinificare in legno il Grignolino già nel 2006; ben dieci anni prima della fondazione della rete di imprese attuale. Poco meno di 3.861 bottiglie complessive, più 208 magnum, per certi versi figlie di quel "Bricco del Bosco Vigne Vecchie" che nasce dalle parcelle storiche del vigneto della cantina di Vignale Monferrato.
Promettenti anche i Monferace della cantina Angelini Paolo (Grignolino del Monferrato Casalese 2018 Monferace “Golden Arbian”) e di Vicara (Grignolino del Monferrato Casalese Doc 2018 Monferace “Uccelletta”), che hanno scelto di rinunciare alla barrique e affinare il Grignolino in tonneau da 500 litri.
Il disciplinare
Ad accomunare tutte le aziende che aderiscono al progetto Monferace sono i terreni calcarei-limo-argillosi, anche con presenza di sedimenti sabbiosi. Sempre secondo il disciplinare che si sono dati i soci dell’associazione, i vigneti devono essere a giacitura esclusivamente collinare.
Bandita dunque la pianura. Il numero di ceppi per ettaro non può essere inferiore a 4mila. Nel segno della tradizione del Monferrato anche le forme di allevamento della vite, come guyot e cordone speronato basso. La resa massima di uva non dovrà essere superiore alle 7 tonnellate per ettaro.


