Franciacorta con Erbamat. La sfida di Barone Pizzini
Presentato Animante, Metodo Classico con una percentuale di uva dell'antico vitigno bresciano. La cantina lombarda è la prima a commercializzare questo assemblaggio
A Barone Pizzini piacciono le sfide. Le colonne d’Ercole dell’enologia per la casa vinicola di Provaglio d’Iseo (Bs) sono un sempre un invito a essere varcate. È stata la prima cantina a produrre Franciacorta da viticoltura biologica certificata ed è la prima a commercializzare un Franciacorta con Erbamat, vitigno bresciano ricco di 500 anni di storia oggi recuperato.
La storia di Erbamat in bottiglia è stata raccontata a Milano al ristorante Gong di Giulia Liu da Silvano Brescianini, socio fondatore e direttore di Barone Pizzini e presidente del Consorzio Franciacorta. «È una grande opportunità e un dovere studiare questo vitigno, un tesoro da custodire – ha spiegato – Grappolo grosso, compatto, un’uva esigente che merita attenzione. Le caratteristiche tecniche ci sono tutte, anche per un eventuale invecchiamento. Sappiamo quali sono i suoli migliori per impiantarlo; lo conosciamo a livello agronomico».
La storia di Erbamat in bottiglia è stata raccontata a Milano al ristorante Gong di Giulia Liu da Silvano Brescianini, socio fondatore e direttore di Barone Pizzini e presidente del Consorzio Franciacorta. «È una grande opportunità e un dovere studiare questo vitigno, un tesoro da custodire – ha spiegato – Grappolo grosso, compatto, un’uva esigente che merita attenzione. Le caratteristiche tecniche ci sono tutte, anche per un eventuale invecchiamento. Sappiamo quali sono i suoli migliori per impiantarlo; lo conosciamo a livello agronomico».
Ricerca, sperimentazione, Animante
Il progetto Erbamat in Barone Pizzini prende avvio nel 2008 quando inizia la sperimentazione sull'antico vitigno autoctono legata all'impianto di circa un ettaro di vigneto (oggi 1,6) di Barone Pizzini, coraggiosamente declassato dai registri della Docg per permettere la coltivazione dell'Erbamat. Vendemmiato per la prima volta nel 2012, degorgiato dopo 60 mesi sui lieviti, assume il nome emblematico di “Tesi Uno” (al quale sono seguiti nel 2014 e 2015 “Tesi Due” e “Tesi Tre”), un Vsq Metodo Classico prodotto con assemblaggio 60% Erbamat, 20% Pinot Nero e 20% Chardonnay. Vini di studio, questi, che non verranno più ripetuti. Fino ad arrivare a oggi con la nascita di Animante con Erbamat. Annata 2018 (90mila bottiglie): Chardonnay 77%, Pinot Nero 17%, Pinot Bianco 3% ed Erbamat 3%.
Erbamat 2020, Tesi Due 2014 e Barone Pizzini Rosé 2016 gli altri vini degustati
In abbinamento ai piatti di Guglielmo Paolucci (da segnalare gli Spaghetti di salmone e i Ravioli ripieni di wagyu), oltre ad Animante 2018, sono stati serviti Erbamat 2020 in purezza (prova al bicchiere), Tesi Due 2014 (40% Erbamat, 30% Chardonnay e 30% Pinot Nero) e, fuori dal coro, Barone Pizzini Rosé 2016 con la Pancia di maialino croccante.
Adattamento al global warming
«L'Erbamat – ha sottolineato l'agronomo Pierluigi Donna - ci ha colpiti per una condizione di quadro acidico molto stabile oltre che per il basso contenuto zuccherino, caratteristiche che, se opportunamente studiate, potranno essere d'aiuto per i Franciacorta del futuro. Infatti l'altra caratteristica peculiare è la tardività, che favorisce complessità e aspetti aromatici e degustativiinteressanti, ma soprattutto consente un grande adattamento al global warming».
Progetto franciacortino
«Un vero e proprio progetto che guarda sia al passato che al futuro del territorio franciacortino – ha annotato Brescianini - che si sta diffondendo anche nella coltivazione da parte di altri qualificati operatori, circa 13 ettari per una decina di aziende, e che si è concretizzato nel recupero dell'antico vitigno oltre che nell'aggiornamento del disciplinare di produzione che consente, dalla vendemmia 2017, di utilizzare fino a un massimo del 10% di Erbamat nei Franciacorta. Non sappiamo ancora come evolve un Franciacorta con Erbamat. Dobbiamo avere pazienza e osservare l’evoluzione del vino in bottiglia per i prossimi 10-15 anni».Questo si chiama coraggio imprenditoriale e amore smisurato per il territorio.
Per informazioni: baronepizzini.it


