Il mondo degli appassionati di cocktail e vodka ha oggi un altro punto di riferimento: è stata presentata a Milano, al Mag La Pusterla di via De Amicis, la “Vulcanica”, vodka siciliana. È un po’ come dire cassata tedesca o panzerotto moldavo, ma in un mondo di contaminazioni culturali sempre più spinte bisognare abituarsi al messaggio insolito. Anche quando sfida il paradosso.

Vulcanica, la vodka siciliana Vulcanica, la vodka siciliana esalta i grani antichi del territorio
Vulcanica, la vodka siciliana


Perché una vodka siciliana?

E allora, perché una vodka siciliana? Perché appartiene alla storia mondiale dei distillati, perché è diffusa in tutto il mondo, perché è sinonimo di un certo tipo di cultura del bere, perché alcuni cocktail (Bloody Mary, Vodka Martini, Moscow Mule, ad esempio) sono impensabili senza questa base … e poi perché i cereali antichi ce li abbiamo noi: i siciliani, s’intende.

«La vodka è un distillato di cereali o patate - ricorda Stefano Saccardi, fondatore di Musa srl, società proprietaria del marchio Vulcanica - E quindi, visto che in Sicilia i cereali hanno una tradizione millenaria, perché non provarci? Io lavoro da sempre nel mondo degli alcolici, e mi sono reso conto che in Italia mancava una vodka autoctona, passatemi l’espressione, di alto livello. Ci serviva quindi anzitutto un’idea originale, perché è troppo diffuso il pregiudizio che la vodka abbia sempre lo stesso sapore. Dopo mesi di prove, ricerche, colloqui con i maestri distillatori abbiamo trovato la quadra e dato vita al progetto, che si basa su una distillazione in colonna di rame e poi in alambicco pot still, grazie al quale si ottiene un gusto morbido e sofisticato. La leggera filtrazione serve a preservare le caratteristiche organolettiche della materia prima, i grani antichi».

E così siamo arrivati al cuore del progetto, ossia i cereali che volevate valorizzare.
Proprio così: i grani antichi, come il Perciasacchi, il Russello, il Margherito, il Maiorca, la Timilia e il Biancolilla, coltivati alle pendici dell’Etna. Di sicuro hanno rese inferiori, ma grazie alla loro crescita molto rapida richiedono pochi o addirittura nessun pesticida. Noi siamo gli unici ad usare i grani antichi di Sicilia per produrre la nostra vodka premium. Abbiamo voluto fortemente qualcosa di inedito, promuovendo al tempo stesso identità antiche che danno vita a prodotti straordinari. Ci piace anche l’idea di dare un piccolo contributo allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile in una terra come la Sicilia, che merita di essere valorizzata.

Cosa avevate in mente quando avete concepito “Vulcanica”? La degustazione in purezza o il cocktail?
Il mondo della vodka, almeno in Italia, ha puntato sull’atmosfera festaiola e sulla mixology. Ci va benissimo, ma noi volevamo un distillato con una sua personalità, da bere liscio, con ghiaccio, abbinato a qualche agrume del territorio, insomma in mille modi. Siamo presenti da pochissimo sul mercato, ma i risultati già ci danno ragione: lo scorso aprile la qualità di Vulcanica è stata apprezzata nell’autorevole World Spirits Competition di San Francisco, dove le è stata assegnata la prestigiosa medaglia Double Gold (doppio oro), riservata ai migliori prodotti di tutto il mondo. Negli Stati Uniti abbiamo già iniziato a vendere, il sogno è quello di esportare anche in Russia: il mercato più difficile di tutti, per ovvi motivi. Ma abbiamo tanti turisti russi, di gusti raffinati, che sono innamorati del nostro paese, e saranno loro a costituire il prossimo test.

Obiettivo: proteggere e valorizzare i grani antichi

Sembra proprio che l’ambizione non manchi a Stefano Saccardo e a Sonia Spadaro, sommelier, co-ideatrice di Vulcanica e portavoce di Simenza, associazione che si occupa della protezione dei grani antichi. E l’ambizione, unita a un pizzico di sfrontatezza visionaria (portiamo la vodka ai russi, il riso ai cinesi, il ghiaccio ai pinguini!) è l’ingrediente giusto per quasi ogni formula di successo: se a questo slancio si aggiunge la distillazione dei grani antichi, gli auspici diventano ancor più favorevoli. Per permettere di degustare ed apprezzare al meglio questo prodotto sono stati proposti dei cocktail a base di vodka, da abbinare a finger food tipici della Sicilia.

I cocktail a base di vodka, da abbinare a finger food tipici della Sicilia Vulcanica, la vodka siciliana esalta i grani antichi del territorio
I cocktail a base di vodka, da abbinare a finger food tipici della Sicilia


Vodka Tonic

  • 4,5 cl di Vodka Vulcanica
  • Top di acqua tonica
Guarnire con scorza di limone Siciliano


Black Sour

  • 4,5 cl di Vodka Vulcanica
  • 1,5 cl di succo di limone Siciliano
  • 1,5 cl di Sciroppo di carbone vegetale
Guarnire con un cialda organica di corallo rosso


Sicilian Martini

  • 6 cl di Vodka Vulcanica
  • 1,5 cl di Marsala extra dry
Guarnire con Cappero Siciliano.


From Dusk Till Dawn

  • 4,5 cl di Vodka Vulcanica
  • 1,5 cl di succo di limone Siciliano
  • 2 bar spoon di marmellata di arance di Sicilia
  • 1 dash di Albume
  • 1 float di Vino rosso Donnafugata
Guarnire con polvere di pistacchio.


Clearly Unclear

  • 6 cl di Vodka Vulcanica
  • 2,25 cl di Vermouth Rosso
  • 2,25 cl di Cordiale al Pistacchio
  • 2 dash di Orange Bitter
Guarnire con polvere di Pistacchio.