Formazione e sostenibilità per rilanciare i vini Made in Sicily
Assovini Sicilia, costretta a rimandare l'evento Sicilia en Primeur al 2022, non si è persa d'animo e ha messo in campo nuove iniziative per promuovere la produzione dell'isola a partire da percorsi di formazione ad hoc.
Sostenibilità, enoturismo, digitale, mercati esteri, formazione. Per Assovini Sicilia, l’associazione che riunisce oltre 90 produttori siciliani, sono questi i fattori strategici e prioritari sui quali puntare per dare nuovo slancio e vigore al settore vinicolo siciliano che ha dovuto rinviare al 2022 l'appuntamento con Sicilia en Primeur. Nel frattempo, si moltiplicano gli sforzi per rafforzare il legame con le aziende produttrici, vere protagoniste delle sfide che attendono il futuro del comparto dopo un 2020 chiuso con un -5% sulla produzione dei vini Doc Sicilia.
Enoturismo non è solo degustazione, ma per innovare serve più formazione
Fra le attività da calibarare al meglio ci sono quelle legate all'enoturismo: visite alle cantine, degustazioni, wine trekking, pci-nic tra i filari, corsi di cucini, ecc. Proposte che ricadonono tutte sotto lo stesso cappello, quello del well-being: «La Sicilia ha le carte in regola per essere un’immensa Napa Valley», ha affermato Laurent Bernard de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia. Oggi, infatti, il turista del vino cerca proposte più verticali e approfondite: «Se fino a qualche tempo fa, l’enoturismo si limitava alla degustazione oggi si punta a qualcosa di più diversificato e complesso. L’ospitalità è un modo completo per promuovere la Sicilia del vino, dalle piccole alle grandi aziende vinicole, perché l’enoturismo mette insieme territorio, vino, natura, cibo, relax, convivialità. Assovini Sicilia, intende supportare la ricettività dei nostri associati e l’enoturismo come strategia per fare conoscere il territorio, i nostri soci, la cultura gastronomica, le nostre risorse», ha sottolineato lo stesso Gatinais.Per questo, Assovini Sicilia sta lavorando anche all’accreditamento della struttura associativa come ente di formazione rivolto ai soci. Oggetto della formazione sarà, sia la produzione che la parte tecnica e commerciale. L’obiettivo è individuare un know how che fornisca agli associati gli elementi e le informazioni rilevanti per compiere le scelte e le strategie giuste.
Con SOStain al via il disciplinare per la produzione ecocompatibile
Soprattutto in tema di sostenibilità, un valore e un obiettivo che l’associazione di vitivinicoltori siciliani porta avanti attraverso la Fondazione SOStain Sicilia, costituita da Assovini Sicilia insieme al Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e presieduta da Alberto Tasca. Missione della fondazione è quello di certificare la sotenibilità del settore vitivinicolo regionale attraverso rigorosi indicatori che permettono alle aziende di misurare il proprio livello di sostenibilità e di ridurre, di conseguenza, l’impatto sull’ecosistema.Numerosi sono gli aspetti regolati dal disciplinare del programma SOStain, messo a punto da un Comitato Scientifico indipendente, a cui le cantine devono attenersi per ottenere un marchio di sostenibilità da apporre in bottiglia. Le pratiche che verranno prese in esame vanno dalla misurazione dei consumi di acqua e dell’impronta carbonica, al controllo del peso della bottiglia, dalla salvaguardia della biodiversità floro-faunistica alla valorizzazione del capitale territoriale, dal risparmio energetico alla salute degli agricoltori e dei consumatori.
«Dopo un lavoro sul territorio lungo 12 anni, siamo adesso entrati nella seconda fase operativa per garantire formazione e assistenza tecnica continua alle aziende che vogliono misurarsi, implementare il disciplinare e certificarsi per ottenere il marchio SOStain. È fondamentale che arrivi un messaggio ad aziende e consumatori: SOStain non è un semplice programma di certificazione. È un percorso teso al miglioramento continuo del livello di sostenibilità, per alzare l’asticella ogni anno e portare benefici aggregati all’intero comparto vitivinicolo regionale e alla salute del territorio in cui lavoriamo», ha commentato Alberto Tasca, presidente di SOStain.

