Toscana, due cooperative unite per un progetto di vino biologico
Si chiama Un-io Bio ed è nato da un'idea di Vecchia cantina di Montepulciano e i Castelli del Grevepesa, storiche realtà enologiche toscane. Tre le etichette proposte per l'inaugurazione
Il progetto Un-io Bio ha visto la luce in queste ore. Si tratta di una nuova proposta nel segno della sostenibilità ambientale che vede l’unione di due Cooperative toscane, la Vecchia cantina di Montepulciano e i Castelli del Grevepesa. La Cooperativa Vecchia Cantina di Montepulciano, nata nel 1937, è la più antica della Toscana e la più grande del territorio, oggi conta circa 500 piccoli produttori. I Castelli di Grevepesa si sono formati nel 1965 oggi con 120 soci. Un progetto aperto, come conferma Alessandro Cardini, direttore generale Castelli del Grevepesa, in cui si invitano altre cooperative toscane a collaborare per fare nascere nuove etichette e valorizzare le produzioni bio che in Toscana vedono ancora una superficie piuttosto limitata.
Tre etichette per inaugurare il progetto
Sono tre le etichette ad inaugurare il progetto, vini che provengono da due terre diverse.Toscana Igt 2019: un blend di sangiovese proveniente da vigneti diversi. Elegante, fresco ancora giovane.
Chianti classico Docg 2018: dalla zona di San Casciano, sangiovese con una piccola percentuale di vitigni minori. Una resa molto limitata per un bicchiere equilibrato in acidità, note fruttate e tannini rilevabili.
Vino nobile Montepulciano Docg 2017: blend di sangiovese e canaiolo. Un vino di tradizione con evidenti note di frutta in confettura, spezie dolci. Strutturato e caldo.
Tre etichette biologiche che adottano una leggera per il minor utilizzo di vetro, tappo in sughero certificato FSC, capsula biocompatibile di origine vegetale. L’etichetta realizzata con materiali naturali provenienti dal riutilizzo di vinaccioli e carta riciclata di colore neutro ad acqua e colle adesive provenienti dalla gomma.


