Il Giro d'Italia è un viaggio alla scoperta del nostro Paese in grado di regalare ad ogni viaggiatore una visita costante delle meraviglie che rendono la nostra Penisola tra le zone più belle del mondo. Tra i simboli dell'Italia c'è senza dubbio il vino e i vigneti da cui nascono le bottiglie; sempre più spesso ormai gli organizzatori della Corsa Rosa cercano di legare le tappe a qualche vino simbolo del nostro patrimonio enologico. Ecco perchè noi di Italia a Tavola abbiamo deciso per questa edizione numero 104 di accompagnare i girini con alcune etichette a nostra scelta, simbolo delle zone attraversate dalla corsa. Da qui e fino alla fine della corsa percorreremo le 21 tappe in calendario analizzando alcune etichette emblema dei territori attraversati, tra nomi blasonati e qualche chicca.

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La 20ª tappa

La tappa di oggi: Verbania-Alpe Motta, 164 km

Il Giro d'Italia riparte da Verbania con la 20ª tappa che prevede un altro arrivo in salita all'Alpe Motta dopo aver scalato i passi San Bernardino e Spluga. L'ultima chanche, probabilmente, per chi vorrà attaccare la maglia rosa Egan Bernal che ieri ha tenuto la leadership limitando i danni generati dall'attacco di Simon Yates che ha vinto la tappa e rosicchiato 28" al colombiano e 32" a Damiano Caruso ora tallonato al secondo posto.

I vini scelti per questa frazione sono due: Prunent Doc, tipicamente montano e Sforzato di Valtellina Docg la cui tecnica di produzione risale al 1.500. Saranno d'ispirazione per i corridori?

Prunent Doc: tipico vino Ossolano prodotto con un clone di Nebbiolo. Ha caratteristiche molto tipiche legate al territorio montano. Profumo complesso, asciutto, sapido, buona struttura e persistenza con tannini leggermente marcati.

Sforzato di Valtellina Docg: 
un vino ricco di profondità, la sua tecnica produttiva  è antica, con tracce certe risalenti al 1500. L'uva 100% nebbiolo subisce una "forzatura" dei grappoli in locali ben aerati con notevoli escursioni termiche. Un vino particolarmente complesso e di grande longevità. Morbido, di carattere,  un eccellente vino da meditazione,  ma anche accompagnato ad un formaggio stagionato dai sapori intensi come il Bitto di Valtellina.

Classifica generale:

  1. Bernal Egan INEOS Grenadiers 20 81:13:37
  2. Caruso Damiano Bahrain – Victorious 2:29
  3. Yates Simon Team BikeExchange 2:49
  4. Vlasov Aleksandr Astana – Premier Tech 6:11
  5. Carthy Hugh EF Education – Nippo 7:10
  6. Bardet Romain Team DSM 7:32
  7. Martines Daniel Felipe INEOS Grenadiers 7:42
  8. Almeida João Deceuninck – Quick Step 8:26
  9. Foss Tobias Team Jumbo-Visma 10:19
  10. Martin Dan Israel Start-Up Nation 13:55

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Il percorso completo


LE ALTRE TAPPE
1ª Torino-Torino: Rossi e bianchi per la prima... Rosa
Stupinigi-Novara: Gattinara Docg un vino per velocisti
3ª Biella-Canale: Arrivo birichino, da Roero Arneis
4ª Piacenza-Sestola: Per pedali pimpanti, come l'Albana
5ª Modena-Cattolica: Da ruote frizzanti, tipo Lambrusco
6ª: Salite suggestive, da Pecorino
7ª: Volata per stappare una Tintilia
8ª: I fuggitivi vedono rosso... Primitivo
9ª: Cerasuolo già in rosa, e i big?
10ª: Sprint col Montepulciano d'Abruzzo
Il giorno di riposo: Come in cantina per ripartire più forte
11ª: Brunello di Montalcino Wine Stage
12ª: Tappa golosa come un Moscadello
13ª: Tutta da attendere, come l'Amarone
14ª: Prosecco per chi doma lo Zoncolan
15ª: Aperitivo col Tocai, poi gran finale
16ª: D'esperienza, come col Refosco
Secondo giorno di riposo: Quanta emozione per il rosé Bernal
17ª: Chiedere al Teroldego come vincere
18ª: Qualcuno... Buttafuoco nel finale?
19ª: Ci vuole l'equilibrio del Ghemme