Il maledetto virus si è portato via a 74 anni anche Luigi Alberti, presidente del Consorzio Lago di Garda e inventore, fra le tante, anche di ''Italia in Rosa'' una delle prime rassegne dei vini rosati. Alcune settimane fa i primi sintomi del Covid, poi il ricovero in ospedale e il veloce tracollo finale.

Luigi Alberti (Fonte Prima Brescia) Morto per Covid Luigi Albertima non il sogno di un Garda unico
Luigi Alberti (Fonte Prima Brescia)


Il sogno di un “Grada unico”
Fino a che le forze gliel'hanno consentito ha lavorato per il suo sogno: creare un Garda unico. Lo ha ribadito con forza ai primi di febbraio, durante l'ultima intervista che gli avevo fatto in tv assieme all'Assessore Regionale al Turismo Lara Magoni.
«Assessore - aveva detto- verrò presto a trovarla a Milano perché ho predisposto un piano di iniziative in vista della ripresa estiva. Non possiamo e non dobbiamo fermarci. Covid o non Covid, la stagione estiva deve trovarci pronti ad accogliere i turisti italiani e stranieri. Ho già qualche idea anche su come coinvolgere gli amministratori della provincia di Trento e del Veneto, dobbiamo essere compatti in vista della ripartenza».

Inventore di Italia in Rosa
Ecco, questo era Luigi Alberti, amico di tutti non mancava mai di sottolineare l'importanza di lavorare in sintonia, senza divisioni per promuovere unitariamente e concretamente il più grande lago italiano. Lo aveva fatto da presidente del Consorzio, ma ancora prima, per un decennio, come sindaco di Moniga (Bs) e da generoso inventore di ''Italia in rosa'', vetrina vitivinicola che ha davvero rilanciato il Chiaretto.

''Un saggio gentiluomo'' è stato definito durante i funerali, lunedì scorso, perché aveva un obiettivo vero, quello di unire il Benaco, senza divisioni fra campanili. Ha dedicato tutte le sue energie a promuovere il territorio e il turismo.
«La passione, l'entusiasmo - ha scritto Lara Magoni - la professionalità con la quale aveva preso a cuore il ''suo lago'', erano qualcosa di meraviglioso...».