Cantine Pellegrino, i vini di casa nella linea Tenute di Famiglia
In provincia di Trapani, 150 ettari con terroir differenti. In ogni tenuta la ricerca in vigna ha portato a individuare diversi suoli e climi adatti alla coltivazione di ciascuna cultivar
Degustazione online il 25 febbraio con tre vini di Cantine Pellegrino di Marsala (Tp). Sotto la guida di Maria Chiara Bellina, sesta generazione della famiglia alla guida dell’azienda vinicola dal 1880, e di Demetrio Rizzo, responsabile vendite Horeca, sono stati stappati in streaming un bianco e due rossi in purezza della linea Tenute di Famiglia. In degustazione Kelbi (100% Catarratto), Gazzerotta (100% Nero d’Avola) e Rinazzo (100% Syrah). La gamma comprende anche Salinaro, un altro vino monovarietale da uva Grillo.

Cantine Pellegrino, 187 ettari vitati, ha prodotto 5 milioni e 500 mila bottiglie nel 2019 per un fatturato di 18 milioni di euro, così suddiviso in base alla tipologia di prodotto: vini bianchi e rossi 31%, vini di Pantelleria 27%, Marsala il 20%, vini liquorosi il 17%, altri prodotti 5%. Quota export 30%.
150 ettari di ricerca
La provincia di Trapani è la culla delle Tenute di Famiglia, 150 ettari con terroir differenti. Ogni tenuta è un campo di sperimentazione, dove la ricerca in vigna ha portato a individuare quei diversi suoli e climi più adatti alla coltivazione di ciascuna cultivar.
Kelbi, terra fertile (Mazara del Vallo), che gode del perfetto equilibrio tra aria e acqua nel suolo, accoglie il Catarratto. Siamo a centocinquanta metri sul livello del mare, con forti escursioni termiche mitigate dalla ventosità. Affinato quattro mesi in acciaio, il vino omonimo è un bianco Igt elegante, minerale e persistente, caratterizzato da un ingresso potente. Vino di struttura prodotto nel 2020 in 19mila bottiglie.

Gazzerotta, con i suoi novanta ettari di terreno, è stata eletta dalla famiglia a culla del Nero d’Avola. La terra, siamo sempre nel Mazarese, ha colore bruno, caratterizzato da una matrice argillosa e ricca di minerali. Qui la viticoltura di famiglia adotta tecniche di coltivazione che coccolano le piante, defogliandole e scoprendole per accentuare l’esposizione al sole. La carenza di acqua nelle prime fasi di crescita degli acini li rende particolarmente concentrati, con più buccia e meno polpa. Gazzerotta, proprio per la sua grande estensione, si presta alla coltivazione di più vitigni. Qui crescono anche due antichi vigneti di Grillo, datati 1981 e 1982. Negli ultimi tempi è stato impiantato anche un piccolo appezzamento a Malbec.
In degustazione il Nero d’Avola Igt, affinato almeno 24 mesi in vasche di acciaio e barrique. Annata 2017, 26 mila bottiglie. Un vino di carattere, gastronomico, dove il tannino si fa sentire in modo educato. Morbidezza e struttura.
Tecniche di viticoltura estrema
Rinazzo, territorio di Marsala, sviluppa undici ettari di vigneto coltivato a Syrah. Terra sabbiosa, di “rena”, è una paleospiaggia aspra e desertica, con temperature diurne estremamente elevate, che richiede tecniche di viticoltura estrema. Le escursioni termiche sono potenti e il suolo è povero di elementi. Questo fa sì che la pianta sviluppi acini molto piccoli e con buccia spessa. Ma il risultato è notevole. L’annata 2017, 24 mila bottiglie, è elegante, calda, avvolgente, con note di liquirizia e di sherry. Come per il Nero d’Avola, affinamento di almeno 24 mesi in vasche di acciaio e barrique.
La quarta Tenuta di Famiglia è Salinaro, dal nome delle saline che sorgono lungo la costa trapanese. Quattordici ettari di terra di tipo calcareo e sabbioso, a pochi metri dal mare. Qui soffia il vento africano mitigato dalle correnti marine. La terra, naturalmente irrigata, è il bacino ideale per le uve Grillo.
Per informazioni: www.carlopellegrino.it

Cantine Pellegrino, 187 ettari vitati per 5 milioni e 500mila bottiglie nel 2019
Cantine Pellegrino, 187 ettari vitati, ha prodotto 5 milioni e 500 mila bottiglie nel 2019 per un fatturato di 18 milioni di euro, così suddiviso in base alla tipologia di prodotto: vini bianchi e rossi 31%, vini di Pantelleria 27%, Marsala il 20%, vini liquorosi il 17%, altri prodotti 5%. Quota export 30%.
150 ettari di ricerca
La provincia di Trapani è la culla delle Tenute di Famiglia, 150 ettari con terroir differenti. Ogni tenuta è un campo di sperimentazione, dove la ricerca in vigna ha portato a individuare quei diversi suoli e climi più adatti alla coltivazione di ciascuna cultivar.
Kelbi, terra fertile (Mazara del Vallo), che gode del perfetto equilibrio tra aria e acqua nel suolo, accoglie il Catarratto. Siamo a centocinquanta metri sul livello del mare, con forti escursioni termiche mitigate dalla ventosità. Affinato quattro mesi in acciaio, il vino omonimo è un bianco Igt elegante, minerale e persistente, caratterizzato da un ingresso potente. Vino di struttura prodotto nel 2020 in 19mila bottiglie.

I tre vini in degustazione di Tenute di Famiglia di Cantine Pellegrino
Gazzerotta, con i suoi novanta ettari di terreno, è stata eletta dalla famiglia a culla del Nero d’Avola. La terra, siamo sempre nel Mazarese, ha colore bruno, caratterizzato da una matrice argillosa e ricca di minerali. Qui la viticoltura di famiglia adotta tecniche di coltivazione che coccolano le piante, defogliandole e scoprendole per accentuare l’esposizione al sole. La carenza di acqua nelle prime fasi di crescita degli acini li rende particolarmente concentrati, con più buccia e meno polpa. Gazzerotta, proprio per la sua grande estensione, si presta alla coltivazione di più vitigni. Qui crescono anche due antichi vigneti di Grillo, datati 1981 e 1982. Negli ultimi tempi è stato impiantato anche un piccolo appezzamento a Malbec.
In degustazione il Nero d’Avola Igt, affinato almeno 24 mesi in vasche di acciaio e barrique. Annata 2017, 26 mila bottiglie. Un vino di carattere, gastronomico, dove il tannino si fa sentire in modo educato. Morbidezza e struttura.
Tecniche di viticoltura estrema
Rinazzo, territorio di Marsala, sviluppa undici ettari di vigneto coltivato a Syrah. Terra sabbiosa, di “rena”, è una paleospiaggia aspra e desertica, con temperature diurne estremamente elevate, che richiede tecniche di viticoltura estrema. Le escursioni termiche sono potenti e il suolo è povero di elementi. Questo fa sì che la pianta sviluppi acini molto piccoli e con buccia spessa. Ma il risultato è notevole. L’annata 2017, 24 mila bottiglie, è elegante, calda, avvolgente, con note di liquirizia e di sherry. Come per il Nero d’Avola, affinamento di almeno 24 mesi in vasche di acciaio e barrique.
La quarta Tenuta di Famiglia è Salinaro, dal nome delle saline che sorgono lungo la costa trapanese. Quattordici ettari di terra di tipo calcareo e sabbioso, a pochi metri dal mare. Qui soffia il vento africano mitigato dalle correnti marine. La terra, naturalmente irrigata, è il bacino ideale per le uve Grillo.
Per informazioni: www.carlopellegrino.it


