Degustazioni
I vini Monte Zovo fra eccellenze e territorio sono un esempio di sostenibilità
La cantina del famiglia Cottini ha presentato a Milano una selezione delle proprie etichette simbolo del lavoro in vigna. Circa 150 gli ettari disponibili di cui 70 bio. Su tutti spicca l'Amarone della Valpolicella 2016
In pochi essenziali numeri la forza di Monte Zovo, azienda agricola di proprietà della famiglia Cottini, a Caprino Veronese. Dalla cantina escono ogni anno un milione di bottiglie, per il 90% esportate in Europa, Usa e Canada. Circa 150 ettari di proprietà, di cui 70 bio. La maggior parte dei vigneti si trova oltre i 500 metri di altezza per spingersi fino a 950 metri, alle pendici del Monte Baldo, senza dimenticare i piacevoli venti del lago di Garda che accarezzano le uve dei 33 ettari delle colline moreniche della Lugana a Pozzolengo. Nord Verona, sud basso Lago. Si alternano terreni di marna e roccia sedimentaria e argillosi .
Al centro della produzione, il rispetto del territorio e della biodiversità
«Facciamo solo 1-2 trattamenti annui a base di zolfo e rame, contro i 10-15.Il nostro progetto enologico - hanno detto a Milano durante una conferenza stampa, il patron Diego Cottini che conduce l'azienda assieme ai figli Michele e Mattia e alla moglie Annalberta - mette al centro la valorizzazione del territorio e il rispetto e la tutela della biodiversità. I vini Monte Zovo sono prodotti intergalmente con uve della famiglia raccolte nei vigneti distribuiti nelle tre denominazioni principali della provincia di Verona: Valpolicella, Garda e Lugana. Questa è la nostra carta d'identità».
I vini degustati
Cinque le bottiglie di punta in degustazione e tutte prodotte in quantità limitate, dalle 20 alle 30mila. Ben presente, con la consulenza, la mano e l'esperienza dell'enologo Riccardo Cottarella. Fuori gara, a svettare, sopra tutto e tutti, i 16 gradi di un eccellente Amarone della Valpolicella 2016. Non meno interessanti le selezioni presentate alla stampa , due bianchi, un rosato e due rossi. Anzitutto, Wohlgemuth Pinot Grigio delle Venezie, bio versatile e di carattere, accattivante come ingresso, per passare al Phasianus Corvina Verona Rosato, un chiaretto di bella struttura e longevità che non rappresenta oramai non più e non sola una moda. «Il nostro oro rosa'», hanno sottolineato i Cottini. Intrigante e da scoprire il terzo vino, l'Oltremonte Sauvignon Verona, dai grandi profumi adatto a piatti etnici e vegetariani. Diverse le valutazioni dei rossi finali: il Crocevento, Pinot Nero Garda (14,5°) ha struttura ma necessita ancora di tempi lunghi - a mio parere - per la maturazione e la gradevolezza nel bicchiere. Eccellente invece e senza ombra di dubbio sugli scudi, il Calinverno Rosso Veronese. Un altro vino, un'altra storia da scoprire che nasce nel lontano 1998, portandosi la forza (e la suggestione) della brina e del ghiaccio.
Sostenibilità a tutto tondo
A margine, da ricordare i 15 ettari di vigneto resistente e, soprattutto, l'utilizzo all'interno dell'azienda di tutto il cippatto raccolto nei boschi di proprietà per il risparmio energetico e un minor impatto ambientale. «La sosteniblità che guida le scelte di Monte Zovo in vigna e in cantina si declina anche in attività concrete con ricadute postive sul territorio - è stato detto in conclusione a Milano - sull'economia e sulle persone. In particolare nel sostegno ad associazioni e progetti di impegno sociale secondo la visione di Annalaberta Cottini, che di questa filosofia è la prima sostenitrice».
Azienda agricola Monte Zovo
Località Zovo, 23 - 37013 Caprino Veronese (Vr)
Tel. 0457 281301
www.montezovo.com


