giù il gomito
Bar, ristoranti e istituzioni lanciano la campagna "Bevi Responsabilmente"
A Milano la Fipe e l'Associazione nazionale magistrati ha presentato la nuova campagna per sensibilizzare i clienti (soprattutto i più giovani) sulla cultura del divertimento sano. «Valore aggiunto per i locali»
Prende il via da Milano, città simbolo delle attività di intrattenimento e dei locali serali, il progetto dedicato alla cultura del divertimento responsabile, promosso dalla Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe) e sottoscritto dall’Associazione nazionale magistrati (Anm). Il progetto “Bevi Responsabilmente” è stato presentato a Palazzo Bovara nella mattinata dell'8 novembre da Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio, insieme ai sostituti procuratori della Repubblica di Lodi e Bergamo Sara Zinone ed Emma Vittorio, alla presenza del prefetto Renato Saccone, del questore Giuseppe Petronzi, di Marco Granelli assessore alla Sicurezza del Comune di Milano e di Micaela Pallini, presidente di Federvini.
Associazioni, istituzioni e imprese: l'alleanza per una sana movida
Un parterre istituzionale che non è certo casuale: punto di partenza dell’iniziativa è infatti l’alleanza tra associazioni, istituzioni e imprese per promuovere consapevolezza e buone pratiche sul territorio, rivolgendosi ai clienti (in particolare ai più giovani), ai gestori dei locali e ai futuri dipendenti delle attività di somministrazione attraverso attività di formazione e informazione. Secondo l’ultimo rapporto condotto dall’Osservatorio su giovani e alcol a Milano, i ragazzi tra i 20 e i 29 anni sono la fascia principale degli avventori nei locali notturni, con una capacità di spesa media tra i 10 e 20 euro a serata per l’acquisto di cocktail o super alcolici. Le regole non bastano per ottenere i comportamenti corretti: il 30% di questo campione ritiene inutili e aggirabili le ordinanze proibizioniste, solo il 30% le ritiene giuste ed efficaci.
Stoppani (Fipe): «Bere responsabilmente è valore aggiunto per i locali»
«Formazione e informazione - ha sottolineato Stoppani - sono i binari su cui si deve muovere una cultura del divertimento sano che fa bene a tutti: bere responsabilmente non è semplicemente uno slogan o una trita raccomandazione, è invece un messaggio di senso per i giovani consumatori, un tema di valore aggiunto per i gestori dei locali e un modo per contrastare abusivismo e pratiche scorrette. Promuovere azioni coordinate che remino nella direzione della responsabilità, della legalità e della consapevolezza contribuisce a rafforzare chi lavora nelle regole e il lavoro delle istituzioni che le devono fare rispettare».

