Wine Week
Lugana, bianco food friendly che invecchia bene
Vini dall’apparente semplicità, ma dal profilo organolettico molto articolato sono ideali complemento della tavola. Ottimo il rapporto qualità prezzo. A Milano in degustazione anche un’annata 2013 e una 2005
Un grande territorio, il basso Garda, che assicura biodiversità, venti freddi e suoli minerali. Siamo nella terra del Lugana, dove è peculiare il riflesso del paesaggio nel calice e viceversa. Il vitigno è Turbiana, una varietà locale di Trebbiano, a bacca bianca, versatile, dalla buccia spessa e dalla polpa succosa.
Di questo mondo enologico si è parlato nel corso di una degustazione che si è svolta il 6 ottobre nell’ambito della Milano Wine Week. La sessione è stata organizzata dal Consorzio Tutela Lugana Doc, rappresentato dal vicepresidente Luca Formentini. Ha guidato i lavori il sommelier e cultore della materia Filippo Bartolotta.
Cinque comuni tra Lombardia e Veneto
Istituito nel 1990, il Consorzio abbraccia 2500 ettari (nel 1984 erano 400) che si sviluppano su 5 comuni tra Lombardia e Veneto. Quattro nel Bresciano (Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato), uno nel Veronese, Peschiera. Desenzano con il 41% e Pozzolengo con il 28 rappresentano i picchi produttivi.
Il Consorzio rappresenta 201 soci (80 cantine) che nel 2020 hanno prodotto 24 milioni e mezzo di bottiglie. Per l’anno in corso ne sono previste 28 milioni. Il mercato interno, soprattutto Lombardia e Veneto, vale il 30%. Il peso notevole dell’export trova sbocco in 67 Paesi.
Sviluppo in bottiglia
«Il Lugana – è stato sottolineato nel corso dell’incontro – non è un vino nato per invecchiare, ma su questo fronte si sta rivelando una garanzia fornendo ottimi risultati. L’uva Turbiana vanta uno straordinario potenziale di sviluppo in bottiglia». La riprova si è avuta nel corso della degustazione che ha proposto un’annata 2013 e una 2005.
Pur se il disciplinare di produzione prevede la presenza di vitigni complementari a bacca bianca, purché non aromatici, per una quota del 10%, i produttori tendono a vinificarlo in purezza. Sono contemplate 5 tipologie: Doc, Superiore, Spumante, Riserva, Vendemmia Tardiva.
Identità articolata
«Vini dall’apparente semplicità, ma dal profilo organolettico molto articolato - è stato annotato – sono ottimi complementi della tavola, food friendly per eccellenza. Di grande rilievo, inoltre, l’ottimo rapporto qualità prezzo».
La degustazione ha visto presenti le etichette di sei produttori, tutti Lugana 100% Turbiana. Sono stati serviti Le Morette Lugana Doc Mandolara 2020 (succoso, croccante), Abate Lugana Doc 2020 (volume e cremosità), Selva Capuzza Lugana Doc Selva 2020 (il richiamo della terra), Marangona Lugana Doc Trecampane 2018 (tannino elegante), Cà Maiol Lugana Doc Molin 2013 (cremoso, gastronomico), Cà Lojera Lugana Doc Riserva del Lupo 2005 (potente, caldo). La capacità di invecchiamento non è una proiezione, è una realtà.
Per informazioni: www.consorziolugana.it


